Trinidad
ore 8:30
Mucha, mucha, mucha juvia, che non accenna a smettere nè a disintensificare, un vero torrente d'acqua ch scende dal cielo. Penso che sarà una lunga, lunga giornata.
ore 9:00
Abbiamo appena saputo dalla signora che siamo nel bel mezzo di una bellissima perturbacion ciclonica, con mucha juvia e poco vento, che si sta allegramente spostando verso la zona sud-est, e quindi esattamente dove stiamo andando noi e segue pedissequamente il nostro itinerario (muj bien!). Del resto questa è la stagione delle piogge, possiamo solo augurarci che passi in fretta, così da farci godere qualche giorno di mare. La colazione in compenso è stata buonissima. La cucina creola è molto simile alla nostra ed è molto ricca.
Hanno delle banane piccoline molto buone e abbiamo scoperto che hanno la nostra stessa machinetta del caffè!
Comunque ci sono parecchie cose da vedere qui a Trinidad. Anche con la pioggia possiamo visitare un pò di musei. Sempre che torni la corrente!
ore 14:40
Siamo bloccati nel patio di un locale in cui abbiamo bevuto un cocktail dal nome strano e di difficile pronuncia (kamchanka, boh?)...chanchanchara. Si fa con il miele, il rum e il succo della canna da zucchero. Abbiamo visto spremere la canna da zucchero, in uno strano marchingegno di legno con due lame. E' incredibile la quantità di succo che si riesce ad ottenere dalla canna. Se ripeteranno l'operazione più tardi proverò a fotografarli. Tanto siamo bloccati qui sotto da una pioggia torrenziale... C'è un tizio che suona due tamburi in modo sensazionale, l'ho già fotografato. Sempre di più si ha l'impressione di essere a Macondo, o in qualsiasi scenario da libro di Marquez. Non mi dispiace poi tanto di essere bloccata qui.
Da turisti si ha sempre fretta, sempre con la smania di vedere più cose possibili, senza mai soffermarsi a respirare l'atmosfera del luogo. Questa immobilità un pò forzata a Trinidad è quasi un invito alla riflessione. Il tizio che suona qui è davvero un fenomeno. Un grande animatore che è riuscito a farci dimenticare la pioggia. Per pranzo abbiamo mangiato un ottimo pescado per 8 $.
ore 20:35
(Credo di aver quasi del tutto soddisfatto il mio desiderio di aragosta, con la cena di stasera. Ho raggiunto quello stato vicino alla nausea che nella vita ho sempre bramato raggiungere nei confronti di questo inavvicinabile crostaceo. Provando a fare due conti mi sembra di ricordare di aver mangiato aragosta 4 volte in 4 giorni, il che mi sembra una buona media, considerando anche la quantità delle singole porzioni. Chiudo la parentesi). Abbiamo chiesto alla signora che ci ospita l'indirizzo di una casa particular a Camanguey. Lei ce lo ha prontamente fornito. Dice inoltre di non dare retta ai "bicicleteros" che troveremo all'ingresso della città, in quanto inventeranno ogni sorta di storia per condurci in un altro posto (!!!??)
ore 20:45
Domani mattina partiremo per Camanguey.
Personalmente parto da Trinidad con la morte nel cuore. Ho trascorso qui due giorni bellissimi, nonostante la perturbazione ciclonica che non ci ha dato trega. Nel pomeriggio siamo stati a fare un giro in macchina con due ragazzi di Verona (Paola e Alessadro) che abbiamo conosciuto al nostro arrivo in città. Abbiamo percorso una quindicina di Km ad est di Trinidad, alla volta di uno splendido belvedere indicato sulla guida (bellissimo!) e di un'ex residenza signorile di qualche signorotto che possedeva delle piantagioni di canna da zucchero. Da una torre alta 44 metri era possibile controllare gli schiavi che lavoravano nei campi. Devo confessare di non aver avuto il coraggio di salire fino alla cima, la scala era davvero inquietante. Prima di salire abbiamo incontrato una ragazza del villaggio adiacente la residenza (oggi un ristorante) che ha tentato di venderci 5 collanine per 1 $. Abbiamo detto che avremmo fatto l'acquisto una volta scesi dalla torre, ma ad aspettarci al varco c'era anche un'altra ragazza con altre collanine, che ha rifiutato il dollaro in cambio della maglietta di Francesco, che è stato costretto a spogliarsi per le insistenze delle ragazze e di tutti noi che assistevamo alla scena. Morale della favola: siamo andati via con 10 collanine, un dollaro e una maglietta in meno, e Francesco (nudo) e scioccato per non aver potuto fare di più per rendere un pò più felici quelle ragazze. Abbiamo deciso di andare sempre in giro con qualcosa da regalare (siamo partiti da Roma con una ventina di saponette all'uopo). Se possibile mi piacerebbe andare domani stesso nel villaggio. Il ricordo della ragazza con indosso la maglietta di Francesco ci accompagnerà per molto molto tempo (ed è documentato da una foto).
NB: trattavasi di magliettaccia gialla della Levis che Francesco non indossava più da decenni.
Poi siamo stati alla Playa Ancon, la spiaggia più nota di Trinidad. Niente di entusiasmante, ma è stato bello finalmente vedere l'oceano. Ho scattato una foto ai ragazzi di Verona con la loro macchina fotografica, e mi sono ripromessa di procurarmi al più presto una macchina fotografica un pò più decente rispetto alla nostra dotazione attuale (devo chiedere a papà di dare un'occhiata alla sua per vedere se è ancora utilizzabile). Oggi ho capito che ci vorrebbe molto più tempo da trascorrere in quest'isola. Forse non avremo più la possibilità di fare il bagno nella piscina naturale con le cascate che si trova a qualche Km da qui, o di fare l'escursione a cavallo sulla Sierra. Le meraviglie sono tante e il tempo così poco... Stasera il tempo sembrava essere un pò cambiato, e abbiamo potuto vedere degli squarci di sereno. Speriamo bene per domani, soprattutto in vista del viaggio che ci aspetta.
mercoledì 16 ottobre 2002
martedì 15 ottobre 2002
Verso Trinidad
Havana
Ore 8:50
Siamo in banca, presto sapremo se le nostre carte di credito qui sono considerate dei semplici pezzi di plastica. Da notare che si tratta della seconda banca in cui entriamo, avendo la prima i terminali fuori uso! Ieri sera abbiamo mangiato l'aragosta più grande del mondo...buonissima! (a 15 $) Abbiamo anche bevuto un Mojto alla Bodeguita del Medio. Il locale sembra essere identico a quando era frequentato da Hemingway.
C'era un vassoio su cui lo scrittore ha lasciato un "verso" (My Mojto en la Bodeguita, My Daiquiri en La Floridita). Mi è rimasto in mente e da stamattina me lo ripeto...
Siamo molto contenti di lasciare l'albergo, che in realtà è molto bello nel suo stile coloniale, ma le cui stanze sono un tantino opprimenti, con quel fetore di muffa e l'umidità che impregna todo!
Autopista
ore 11:45
Sull'autopista...il contachilometri segna Km 131.700 (!!!)
Guamà
ore 13:30
Siamo a Guamà, all'allevamento di coccodrilli. Stiamo per mangiare, ma non abbiamo avuto il coraggio di ordinare la bistecca di coccodrillo; casomai dopo chiedo al cameriere se è possibile assaggiarne un poquito. L'autopista consiste in una distesa di asfalto di svariate corsie, mai manutenuta dall'epoca della sua costruzione. Lo svincolo dall'Avana era costellato di crateri e credo sia un miracolo che la macchina non si sia disintegrata. La cosa più spettacolare dell'autopista è la sua popolazione, tanto di esseri umani quanto di automezzi. Ci sono biciclette, macchine d'epoca, camion, carretti e quant'altro. Il motore più diffuso è il cavallo, e meno male vista la qualità della benzina e della combustione (da ingegnere ambientale noto subito questo genere di cose, deformazione professionale!). Per arrivare qui abbiamo attraversato un borgo, o meglio un sobborgo. Si comincia ad intravedere la condizione in cui vivono le persone al di fuori delle grandi città. Stamattina siamo riusciti a prenotare le 5 notti a Guardalavaca alla cifra (modica) di 158 $ a notte, todo incluido. Il prezzo è stato un ottimo affare visto che ieri mattina era di 184 $, nel pomeriggio era lievitato a 190 $ e stamattina era un numero non meglio precisato, nell'intorno di 200 $. Alla fine abbiamo chiuso per 158 $ per notte...un affarone. NB: somiglia un pò alla quotazione in borsa della FIAT.
Trinidad
ore 21:00
Siamo a Trinidad. Abbiamo fatto solo una piccola passeggiata in paese perchè pioveva, ma è stato sufficiente per capire che è un posto bellissimo. Sembra di camminare nel set di un film western, il tempo si è fermato a 200 anni fa. Sulla strada tra Guamà e Trinidad abbiamo dato passaggi a due o tre persone, l'unico modo per arrivare sani e salvi a destinazione, vista la totale assenza di indicazioni sulla strada, e vista anche la condizione generale delle strade. L'abboccamento a Trinidad è stato fantastico: avevamo l'indirizzo che ci aveva fornito il nostro cicerone habanero, ma all'ingresso del paese un tizio ci ha fermato (era in bicicletta) spegandoci che la tipa della casa in cui saremmo dovuti andare aveva telefonato a qualcuno di imprecisato della "su familia" in quanto non c'erano più posti liberi nella "su casa" e raccomandandoci pertanto per un'altra "abitacione" presso un'altra casa. Il tutto appare alquanto contorto in italiano e in spagnolo posso garantire che è apparso addirittura losco. Sta di fatto che abbiamo parlato prima con la tizia che (presumibilmente) non aveva più camere disponibili (a causa della molta "juvia") e in seguito ci siamo recati nella casa da lui indicataci. Non sono ancora ben sicura di cosa sia successo, probabilmente non era vero nulla di quanto ci ha detto, ma la verità è che sono stati tutti gentilissimi, la casa è deliziosa, tutta in stile coloniale (come tutte le case di Trinidad) e con un delizioso cane (perro) di nome Jake, che non smette mai di fare coccole, e con due orecchie enormi! Abbiamo una stanza abbastanza grande, in cui non c'è il bagno, ma il bagno è vicino e siamo solo noi con la padrona di casa. Abbiamo anche cenato qui e per 7 $ ciascuno abbiamo mangiato (benissimo) le seguenti cose:
- un piatto con pesce (delizioso), banane fritte, patate
- riso con qualcosa di arancione in mezzo
- varie verdure (che come sempre non tocchiamo per paura di qualche malanno intestinale)
- un piatto pieno di frutta (arancia, papaya, banane)
- caffè (ottimo)
La signora e il figlio sono carinissimi, fin troppo. Non cenano con noi, ma una coppia di ragazzi che abbiamo conosciuto nel pomeriggio ci ha detto che è normale che sia così, in quanto a loro non è permesso mangiare le cose che mangiamo noi. Tutto questo non fa che aumentare il mio senso di disagio, la rabbia per le contraddizioni che ogni giorno abbiamo modo di osservare e vivere. Viaggiare nella campagna ha esasperato questo disagio, in quanto ci ha fatto vedere un pò più da vicino le condizioni di vita della gente. D'accordo, forse a loro non manca il cibo, ma sono certa che manca tutto il resto: una casa dignitosa, la possibilità di andare al lavoro con un mezzo di trasporto decoroso (tutti chiedono passaggi ovunque), le scarpe, l'asciugacapelli, a volte l'elettricità. Non ci sono negozi e non si trova nulla, ma per un turista è possibile comprare davvero tutto. Io trovo tutto ciò terribile e mi commuovo per lo spirito amichevole e un pò rassegnato di questa gente.
Ore 8:50
Siamo in banca, presto sapremo se le nostre carte di credito qui sono considerate dei semplici pezzi di plastica. Da notare che si tratta della seconda banca in cui entriamo, avendo la prima i terminali fuori uso! Ieri sera abbiamo mangiato l'aragosta più grande del mondo...buonissima! (a 15 $) Abbiamo anche bevuto un Mojto alla Bodeguita del Medio. Il locale sembra essere identico a quando era frequentato da Hemingway.
C'era un vassoio su cui lo scrittore ha lasciato un "verso" (My Mojto en la Bodeguita, My Daiquiri en La Floridita). Mi è rimasto in mente e da stamattina me lo ripeto...
Siamo molto contenti di lasciare l'albergo, che in realtà è molto bello nel suo stile coloniale, ma le cui stanze sono un tantino opprimenti, con quel fetore di muffa e l'umidità che impregna todo!
Autopista
ore 11:45
Sull'autopista...il contachilometri segna Km 131.700 (!!!)
Guamà
ore 13:30
Siamo a Guamà, all'allevamento di coccodrilli. Stiamo per mangiare, ma non abbiamo avuto il coraggio di ordinare la bistecca di coccodrillo; casomai dopo chiedo al cameriere se è possibile assaggiarne un poquito. L'autopista consiste in una distesa di asfalto di svariate corsie, mai manutenuta dall'epoca della sua costruzione. Lo svincolo dall'Avana era costellato di crateri e credo sia un miracolo che la macchina non si sia disintegrata. La cosa più spettacolare dell'autopista è la sua popolazione, tanto di esseri umani quanto di automezzi. Ci sono biciclette, macchine d'epoca, camion, carretti e quant'altro. Il motore più diffuso è il cavallo, e meno male vista la qualità della benzina e della combustione (da ingegnere ambientale noto subito questo genere di cose, deformazione professionale!). Per arrivare qui abbiamo attraversato un borgo, o meglio un sobborgo. Si comincia ad intravedere la condizione in cui vivono le persone al di fuori delle grandi città. Stamattina siamo riusciti a prenotare le 5 notti a Guardalavaca alla cifra (modica) di 158 $ a notte, todo incluido. Il prezzo è stato un ottimo affare visto che ieri mattina era di 184 $, nel pomeriggio era lievitato a 190 $ e stamattina era un numero non meglio precisato, nell'intorno di 200 $. Alla fine abbiamo chiuso per 158 $ per notte...un affarone. NB: somiglia un pò alla quotazione in borsa della FIAT.
Trinidad
ore 21:00
Siamo a Trinidad. Abbiamo fatto solo una piccola passeggiata in paese perchè pioveva, ma è stato sufficiente per capire che è un posto bellissimo. Sembra di camminare nel set di un film western, il tempo si è fermato a 200 anni fa. Sulla strada tra Guamà e Trinidad abbiamo dato passaggi a due o tre persone, l'unico modo per arrivare sani e salvi a destinazione, vista la totale assenza di indicazioni sulla strada, e vista anche la condizione generale delle strade. L'abboccamento a Trinidad è stato fantastico: avevamo l'indirizzo che ci aveva fornito il nostro cicerone habanero, ma all'ingresso del paese un tizio ci ha fermato (era in bicicletta) spegandoci che la tipa della casa in cui saremmo dovuti andare aveva telefonato a qualcuno di imprecisato della "su familia" in quanto non c'erano più posti liberi nella "su casa" e raccomandandoci pertanto per un'altra "abitacione" presso un'altra casa. Il tutto appare alquanto contorto in italiano e in spagnolo posso garantire che è apparso addirittura losco. Sta di fatto che abbiamo parlato prima con la tizia che (presumibilmente) non aveva più camere disponibili (a causa della molta "juvia") e in seguito ci siamo recati nella casa da lui indicataci. Non sono ancora ben sicura di cosa sia successo, probabilmente non era vero nulla di quanto ci ha detto, ma la verità è che sono stati tutti gentilissimi, la casa è deliziosa, tutta in stile coloniale (come tutte le case di Trinidad) e con un delizioso cane (perro) di nome Jake, che non smette mai di fare coccole, e con due orecchie enormi! Abbiamo una stanza abbastanza grande, in cui non c'è il bagno, ma il bagno è vicino e siamo solo noi con la padrona di casa. Abbiamo anche cenato qui e per 7 $ ciascuno abbiamo mangiato (benissimo) le seguenti cose:
- un piatto con pesce (delizioso), banane fritte, patate
- riso con qualcosa di arancione in mezzo
- varie verdure (che come sempre non tocchiamo per paura di qualche malanno intestinale)
- un piatto pieno di frutta (arancia, papaya, banane)
- caffè (ottimo)
La signora e il figlio sono carinissimi, fin troppo. Non cenano con noi, ma una coppia di ragazzi che abbiamo conosciuto nel pomeriggio ci ha detto che è normale che sia così, in quanto a loro non è permesso mangiare le cose che mangiamo noi. Tutto questo non fa che aumentare il mio senso di disagio, la rabbia per le contraddizioni che ogni giorno abbiamo modo di osservare e vivere. Viaggiare nella campagna ha esasperato questo disagio, in quanto ci ha fatto vedere un pò più da vicino le condizioni di vita della gente. D'accordo, forse a loro non manca il cibo, ma sono certa che manca tutto il resto: una casa dignitosa, la possibilità di andare al lavoro con un mezzo di trasporto decoroso (tutti chiedono passaggi ovunque), le scarpe, l'asciugacapelli, a volte l'elettricità. Non ci sono negozi e non si trova nulla, ma per un turista è possibile comprare davvero tutto. Io trovo tutto ciò terribile e mi commuovo per lo spirito amichevole e un pò rassegnato di questa gente.
lunedì 14 ottobre 2002
Ambientamento
Havana
ore 8:00
Riflettendo riguardo la giornata di ieri ho concluso che abbiamo dormito:
- dalle 16:00 alle 19:00 (dalle 22:00 all' 1:00 in Italia)
- dalle 23:00 alle 5:00 (dalle 5:00 alle 11:00 in Italia)
avendo dovuto interrompere il sonno per esigenze di nutrizione. Quindi abbiamo totalmente ignorato il fuso orario e dormito negli orari italiani! L'aragosta era stupenda e anche il ristorante in cui ci ha portato il notro cicerone.
Abbiamo anche preso il COCOTAXI (ovetto), una sorta di motorino a 3 ruote che qui è un taxi statale. E abbiamo comprato sigari di contrabbando, che non abbiamo ancora idea di come far passare alla dogana senza essere arrestati e trattenuti a Cuba a tempo indeterminato! Ora siamo sulla spendida terrazza dell'albergo per la colazione. E' molto difficile abituarsi al mix degli odori di questa città e altrettanto difficile identificarli tutti. Oggi però dalla terrazza abbiamo visto distintamente la raffineria e realizzato che l'odore forte di "nafta" potrebbe essere causato da questi impianti di raffinazione che incombono sulla città.
Per strada si vedono parecchie persone, oggi per i cubani è un giorno lavorativo.
ore 13:45
Elenco delle cose comprate oggi al mercato dell'artigianato:
- collanina e braccialetto di corallo nero
- maracas
- bicchieri-tazze-bottiglia di terracotta
- 2 matite etniche
- 2 collanine, 1 piatto grande decorato, 1 piatto piccolo
- 2 quadri dipinti a mano
- 1 cappello dei militari della Rivoluzione
Ora siamo nel ristorante in cui abbiamo pranzato ieri, in attesa di farci nuovamente massacrare dalle stesse mosche inferocite che ci hanno deliziato ieri. Questa mattina abbiamo visitato il Museo del Trionfo della Revolucion (oltre al mercato!)
ore 18:45
AAAaarghh!
Abbiamo un piccolo problema con i soldi. Preferisco non parlarne fin quando la cosa (in un modo o in un altro) non si risolverà.
Mi innamoro lentamente di questo posto. Dell'atmosfera, delle contraddizioni, dei cocktails (tipo il Daiquiri che abbiamo bevuto poco fà e che mi sta annebiando la vista, da cui il tremore della scrittura...)
Speriamo bene per i soldi, ci sono ancora tante e tante cose da vedere aqui !
ore 8:00
Riflettendo riguardo la giornata di ieri ho concluso che abbiamo dormito:
- dalle 16:00 alle 19:00 (dalle 22:00 all' 1:00 in Italia)
- dalle 23:00 alle 5:00 (dalle 5:00 alle 11:00 in Italia)
avendo dovuto interrompere il sonno per esigenze di nutrizione. Quindi abbiamo totalmente ignorato il fuso orario e dormito negli orari italiani! L'aragosta era stupenda e anche il ristorante in cui ci ha portato il notro cicerone.
Abbiamo anche preso il COCOTAXI (ovetto), una sorta di motorino a 3 ruote che qui è un taxi statale. E abbiamo comprato sigari di contrabbando, che non abbiamo ancora idea di come far passare alla dogana senza essere arrestati e trattenuti a Cuba a tempo indeterminato! Ora siamo sulla spendida terrazza dell'albergo per la colazione. E' molto difficile abituarsi al mix degli odori di questa città e altrettanto difficile identificarli tutti. Oggi però dalla terrazza abbiamo visto distintamente la raffineria e realizzato che l'odore forte di "nafta" potrebbe essere causato da questi impianti di raffinazione che incombono sulla città.
Per strada si vedono parecchie persone, oggi per i cubani è un giorno lavorativo.
ore 13:45
Elenco delle cose comprate oggi al mercato dell'artigianato:
- collanina e braccialetto di corallo nero
- maracas
- bicchieri-tazze-bottiglia di terracotta
- 2 matite etniche
- 2 collanine, 1 piatto grande decorato, 1 piatto piccolo
- 2 quadri dipinti a mano
- 1 cappello dei militari della Rivoluzione
Ora siamo nel ristorante in cui abbiamo pranzato ieri, in attesa di farci nuovamente massacrare dalle stesse mosche inferocite che ci hanno deliziato ieri. Questa mattina abbiamo visitato il Museo del Trionfo della Revolucion (oltre al mercato!)
ore 18:45
AAAaarghh!
Abbiamo un piccolo problema con i soldi. Preferisco non parlarne fin quando la cosa (in un modo o in un altro) non si risolverà.
Mi innamoro lentamente di questo posto. Dell'atmosfera, delle contraddizioni, dei cocktails (tipo il Daiquiri che abbiamo bevuto poco fà e che mi sta annebiando la vista, da cui il tremore della scrittura...)
Speriamo bene per i soldi, ci sono ancora tante e tante cose da vedere aqui !
domenica 13 ottobre 2002
Atterrare all'Havana
Havana - Aeroporto Jose Marti
ore 4:30 (10:20?)
Ho passato la dogana, aspetto che Francesco la passi a sua volta e due pensieri funesti mi tormentano:
1. lui non passerà mai e andrò in giro da sola per 15 gg per Cuba
2. mi requisiranno il quaderno quanto prima.
Ogni persona passa almeno 5/10 minuti alla dogana e viene interrogata circa le ragioni del viaggio, il lavoro svolto in patria, ecc...
Intanto Francesco è arrivato: l'interrogativo successivo è il seguente: troveremo mai i bagagli???
NB: vogliono 1 $ per il carrello portabagagli!
ore 8:30
Con i bagagli è andata bene, ogni volta agli aeroporti tiro un sospiro di sollievo quando vedo comparire le mie valige.
Un tassista ci ha portato in albergo per 18 $, ma credo che il tutto sia molto abusivo. In ogni caso ci ha raccontato un pò di cose e dato un pò di consigli, tipo quello di evitare di guidare a Cuba di notte. Abbiamo anche capito perchè...non esistono indicazioni stradali e la gente passeggia allegramente sulle autostrade!
Ora siamo a colazione, sulla terrazza al sesto piano del nostro albergo. Si vede tutta la città, la terrazza è bellissima. Improvvisamente siamo ripiombati nell'estate e non fa nemmeno un caldo soffocante, spira una brezza piacevole. Posso al momento dire che si respira un'aria di profonda decadenza, alla quale non sarà facilissimo abituarsi. Ieri sera una tipa ci si è avvicinata mentre prendevamo le valige dal taxi. Pensavamo volesse accattonare e la cosa mi aveva infastidito. In realtà voleva soltanto una rivista e Francesco gliela ha data. La sua espressione di gratitudine mi ha impressionato...
ore 9:00
Tornati nella stanza dopo colazione...come l'impressione che ci ha dato la prima vista di Havana dall'alto, così anche la nostra stanza ha un'aria di decadenza: sembra di essere in un romanzo di Marquez. C'è un odore (puzza?) di muffa molto molto forte e la stanza è spoglia e ...non so che altro dire, se non che mi ricorda molto le belle descrizioni nei libri sudamericani. Chicca ha finito la doccia, ora tocca a me e poi...a piedi per l'Havana Vecchia!
ore 15:00
Non si può evitare di scrivere, qui c'è bisogno di non dimenticare nessuna sensazione. Ora piove, c'è un caldo torrido. Abbiamo ceduto ad un "cicerone" cubano, che per 10 $ ci ha portato in giro tutta la mattina e ci ha mostrato un paladar in cui ceneremo questa sera. Ci ha raccontato molte cose su Cuba, la Rivoluzione e Fidel. C'è tanta stanchezza, tra la gente, per come vanno le cose da decenni.
Abbiamo comprato per 5 $ un libro del 1939 sulla storia di Cuba.
ore 21:00
Siamo nel paladar che abbiamo prenotato nel pomeriggio. Stiamo mangiamdo ARAGOSTA. L'abbiamo mangiata anche a pranzo, solo che un nugulo di mosche inferocite ci ha importunato tutto il tempo. Speriamo vada meglio questa sera! Nel pomeriggio abbiamo avuto un breve tracollo, con sonnellino di 3 ore, non penso di aver mai dormito 'si profondamente...
ore 4:30 (10:20?)
Ho passato la dogana, aspetto che Francesco la passi a sua volta e due pensieri funesti mi tormentano:
1. lui non passerà mai e andrò in giro da sola per 15 gg per Cuba
2. mi requisiranno il quaderno quanto prima.
Ogni persona passa almeno 5/10 minuti alla dogana e viene interrogata circa le ragioni del viaggio, il lavoro svolto in patria, ecc...
Intanto Francesco è arrivato: l'interrogativo successivo è il seguente: troveremo mai i bagagli???
NB: vogliono 1 $ per il carrello portabagagli!
ore 8:30
Con i bagagli è andata bene, ogni volta agli aeroporti tiro un sospiro di sollievo quando vedo comparire le mie valige.
Un tassista ci ha portato in albergo per 18 $, ma credo che il tutto sia molto abusivo. In ogni caso ci ha raccontato un pò di cose e dato un pò di consigli, tipo quello di evitare di guidare a Cuba di notte. Abbiamo anche capito perchè...non esistono indicazioni stradali e la gente passeggia allegramente sulle autostrade!
Ora siamo a colazione, sulla terrazza al sesto piano del nostro albergo. Si vede tutta la città, la terrazza è bellissima. Improvvisamente siamo ripiombati nell'estate e non fa nemmeno un caldo soffocante, spira una brezza piacevole. Posso al momento dire che si respira un'aria di profonda decadenza, alla quale non sarà facilissimo abituarsi. Ieri sera una tipa ci si è avvicinata mentre prendevamo le valige dal taxi. Pensavamo volesse accattonare e la cosa mi aveva infastidito. In realtà voleva soltanto una rivista e Francesco gliela ha data. La sua espressione di gratitudine mi ha impressionato...
ore 9:00
Tornati nella stanza dopo colazione...come l'impressione che ci ha dato la prima vista di Havana dall'alto, così anche la nostra stanza ha un'aria di decadenza: sembra di essere in un romanzo di Marquez. C'è un odore (puzza?) di muffa molto molto forte e la stanza è spoglia e ...non so che altro dire, se non che mi ricorda molto le belle descrizioni nei libri sudamericani. Chicca ha finito la doccia, ora tocca a me e poi...a piedi per l'Havana Vecchia!
ore 15:00
Non si può evitare di scrivere, qui c'è bisogno di non dimenticare nessuna sensazione. Ora piove, c'è un caldo torrido. Abbiamo ceduto ad un "cicerone" cubano, che per 10 $ ci ha portato in giro tutta la mattina e ci ha mostrato un paladar in cui ceneremo questa sera. Ci ha raccontato molte cose su Cuba, la Rivoluzione e Fidel. C'è tanta stanchezza, tra la gente, per come vanno le cose da decenni.
Abbiamo comprato per 5 $ un libro del 1939 sulla storia di Cuba.
ore 21:00
Siamo nel paladar che abbiamo prenotato nel pomeriggio. Stiamo mangiamdo ARAGOSTA. L'abbiamo mangiata anche a pranzo, solo che un nugulo di mosche inferocite ci ha importunato tutto il tempo. Speriamo vada meglio questa sera! Nel pomeriggio abbiamo avuto un breve tracollo, con sonnellino di 3 ore, non penso di aver mai dormito 'si profondamente...
sabato 12 ottobre 2002
Si parte
Parigi - Aeroporto Charles De Gaulle
Che emozione, quasi quasi mi fermerei qui, anche per non dover prendere un altro aereo...per nove ore! Il volo per Parigi e' stato piuttosto tranquillo, a Roma c'era bel tempo, maestrale e cielo limpido (sembra un bollettino meteo) e in netto contrasto con la grigissima giornata dell'altro ieri (matrimonio!) in cui abbiamo dovuto produrci in una danza evocativa del sereno...
E' dunque iniziata circa tre ore fà la nostra avventura cubana e per il momento procede tutto secondo i programmi. Francesco ha trovato una farmacia ed è tutto contento di poter arricchire il suo assortimento di medicinali vari...
Che emozione, quasi quasi mi fermerei qui, anche per non dover prendere un altro aereo...per nove ore! Il volo per Parigi e' stato piuttosto tranquillo, a Roma c'era bel tempo, maestrale e cielo limpido (sembra un bollettino meteo) e in netto contrasto con la grigissima giornata dell'altro ieri (matrimonio!) in cui abbiamo dovuto produrci in una danza evocativa del sereno...
E' dunque iniziata circa tre ore fà la nostra avventura cubana e per il momento procede tutto secondo i programmi. Francesco ha trovato una farmacia ed è tutto contento di poter arricchire il suo assortimento di medicinali vari...
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