Per due settimane non ho fatto che inveire contro i bambini per il modo in cui trattano le loro macchine fotografiche, poi a un certo punto lo stesso Budda deve essersi annoiato di starmi a sentire e mi ha tesò un tranello lasciando che io facessi cadere il mio nuovo amato Tamron 25-70 a terra e rendendolo inutilizzabile per il resto del tempo.
Ho lasciato numerosi yen in altrettanti santuari pregando che la situazione sia riparabile senza troppi spargimenti di sangue, e nel frattempo tutto ciò che mi resta è un Canon 50-75. Inutile piangere sul latte versato (o sull'obiettivo spaccato), tanto vale adeguarsi al cambio di prospettiva e lavorare con lo zoom.
Ho lasciato numerosi yen in altrettanti santuari pregando che la situazione sia riparabile senza troppi spargimenti di sangue, e nel frattempo tutto ciò che mi resta è un Canon 50-75. Inutile piangere sul latte versato (o sull'obiettivo spaccato), tanto vale adeguarsi al cambio di prospettiva e lavorare con lo zoom.
Gli amici di Flavio
Flavio ha una innata tendenza social: organizza giochi, inventa storie, intona cori, coinvolge masse. Ci sarà un momento della sua vita in cui farà il capo-animatore in un villaggio turistico.
Ha anche una spontanea inclinazione ad identificare oggetti di cui desidera ardentemente appropriarsi, nei supermercati, negli aeroporti, in qualsiasi luogo di vendita al dettaglio. Riempie buste e carrelli con la sua spesa, ed è un problema ogni volta alla cassa negoziare cosa tra i vari yoghurt, patatine, confezioni e di wurstel e fazzoletti di carta debba sbarazzarsi.
Nel corso del nostro viaggio, grazie allo spirito social e alla tendenza all'acquisto compulsivo il nostro gruppo si è arricchito di tre elementi: Patino, Kumamon e Totoro.
Il portamonete di Totoro era irrinunciabile neanche a dirlo.
Kumamon è una specie di mangaorsetto stilizzato che si incarna in diverse categorie di merchandising. Noi abbiamo acquisito un pezzo da 90, un bambolotto animato in grado di ripetere danzando qualsiasi cosa gli venga detta, in un paio di ottave sopra la voce originale era, con conseguente scroscio di risate di Flavio (ripetute due ottave più un alto, etc). Era mai possibile lasciarlo sullo scaffale del negozio a Takayama?!
Patino è stata la nostra guest star, il nostro compagno di viaggio fedele, presente sulle confezioni di noodles e patatine in tutti i kombini, identificato ed acquistato a meno di mezz'ora dall'atterraggio a Tokyo. Patino purtroppo però non è più con noi, ingiustamente abbandonato chissadove tra i sedili del treno Kyoto-Osaka durante il trasferimento all'aeroporto del Kansai per il volo di ritorno. È un pò come se ci avesse scortato nel nostro viaggio, lo possiamo considerare un inviato speciale di qualche kami shintoista che si è voluto prendere cura di noi. Addio Patino!
Flavio ha una innata tendenza social: organizza giochi, inventa storie, intona cori, coinvolge masse. Ci sarà un momento della sua vita in cui farà il capo-animatore in un villaggio turistico.
Ha anche una spontanea inclinazione ad identificare oggetti di cui desidera ardentemente appropriarsi, nei supermercati, negli aeroporti, in qualsiasi luogo di vendita al dettaglio. Riempie buste e carrelli con la sua spesa, ed è un problema ogni volta alla cassa negoziare cosa tra i vari yoghurt, patatine, confezioni e di wurstel e fazzoletti di carta debba sbarazzarsi.
Nel corso del nostro viaggio, grazie allo spirito social e alla tendenza all'acquisto compulsivo il nostro gruppo si è arricchito di tre elementi: Patino, Kumamon e Totoro.
Il portamonete di Totoro era irrinunciabile neanche a dirlo.
Kumamon è una specie di mangaorsetto stilizzato che si incarna in diverse categorie di merchandising. Noi abbiamo acquisito un pezzo da 90, un bambolotto animato in grado di ripetere danzando qualsiasi cosa gli venga detta, in un paio di ottave sopra la voce originale era, con conseguente scroscio di risate di Flavio (ripetute due ottave più un alto, etc). Era mai possibile lasciarlo sullo scaffale del negozio a Takayama?!
Patino è stata la nostra guest star, il nostro compagno di viaggio fedele, presente sulle confezioni di noodles e patatine in tutti i kombini, identificato ed acquistato a meno di mezz'ora dall'atterraggio a Tokyo. Patino purtroppo però non è più con noi, ingiustamente abbandonato chissadove tra i sedili del treno Kyoto-Osaka durante il trasferimento all'aeroporto del Kansai per il volo di ritorno. È un pò come se ci avesse scortato nel nostro viaggio, lo possiamo considerare un inviato speciale di qualche kami shintoista che si è voluto prendere cura di noi. Addio Patino!
Autostrade giapponesi
Sono costose, è risaputo.
Nella zona alpina dell'Honshu centrale sono molto belle perché passano tra colline ammontate di boschi fitti, che ti danno una idea della ragione per cui questo è il paese in cui è nato Totoro.
Quando si arriva ad un toll gate si può star certi che ci sarà un casellante che esce dal suo gabbiotto per salutarci al nostro arrivo con un inchino. Ci dirà una serie di cose in giapponese mentre avviene il rituale scambio di monete e talloncini, senza preoccuparsi che abbiano un senso per noi, e del resto non ha davvero importanza comprendersi, questo è il paese dei riti e i riti parlano una lingua universale.
Sono costose, è risaputo.
Nella zona alpina dell'Honshu centrale sono molto belle perché passano tra colline ammontate di boschi fitti, che ti danno una idea della ragione per cui questo è il paese in cui è nato Totoro.
Quando si arriva ad un toll gate si può star certi che ci sarà un casellante che esce dal suo gabbiotto per salutarci al nostro arrivo con un inchino. Ci dirà una serie di cose in giapponese mentre avviene il rituale scambio di monete e talloncini, senza preoccuparsi che abbiano un senso per noi, e del resto non ha davvero importanza comprendersi, questo è il paese dei riti e i riti parlano una lingua universale.
Panini
Ogni sera per 20 giorni ci siamo fermati in un convenience store e abbiamo comprato sottilette e prosciutto cotto. Ogni mattina per 20 giorni abbiamo preparato minipanini a composte di due divise in quattro.fettine di pacarrè farcite e poi diligentemente divise in 4.
Un jolly imprescindibile mai venuto a noia, valido a pranzo e a merenda, a colazione e per aperitivo.
Ogni sera per 20 giorni ci siamo fermati in un convenience store e abbiamo comprato sottilette e prosciutto cotto. Ogni mattina per 20 giorni abbiamo preparato minipanini a composte di due divise in quattro.fettine di pacarrè farcite e poi diligentemente divise in 4.
Un jolly imprescindibile mai venuto a noia, valido a pranzo e a merenda, a colazione e per aperitivo.
Navigatore
Un dispositivo internet hub wifi noleggiato prima della partenza ci ha assicurato sempiterna connettività per tutti i nostri giocattoli wifi, per tutta la durata del viaggio, affrancandoci dall'utilizzo del navigatore a bordo dell'auto.
Siamo pertanto stati fedelmente guidati da Google in ogni nostro passo perché noi ormai abbiamo disattivato tutti i nostri sensi compresa vista e udito delegando tutto ad un GPS. Non importa se la torre di Kyoto è dritta alla fine della strada davanti a noi: se Google dice che dobbiamo prendere la circonvallazione in carreggiata sinistra e lo svincolo autostradale direzione nord, quello è il Verbo.
Una ordinaria scena coniugale è quella in cui Francesco dialoga con Google e consulta la mappa online incrociando le informazioni con la Lonely Planet sul Kindle (il tutto guidando) e io sbraito per tentare di riportarlo nel mondo reale delle insegne e dei cartelli stradali.
In più stavolta il menage in auto si è allargato alla voce nippo/inglese del navigatore nativo della nostra Nissan, impostato sulla funzione "Go Home", che per tutta la durata del nostrp viaggio ha ostinatamente tentato di ricondurci alla stazione di kyoto.
Indicazioni di conforto - one hundred meters after that, turn right -
raccomandazioni sollecite - traffic merging on the left, please drive carefully - o consigli originali - diagonally on the left, turn left - ci hanno accompagnato nel nostro itinerario.
Ciao ciao navigatore!
Un dispositivo internet hub wifi noleggiato prima della partenza ci ha assicurato sempiterna connettività per tutti i nostri giocattoli wifi, per tutta la durata del viaggio, affrancandoci dall'utilizzo del navigatore a bordo dell'auto.
Siamo pertanto stati fedelmente guidati da Google in ogni nostro passo perché noi ormai abbiamo disattivato tutti i nostri sensi compresa vista e udito delegando tutto ad un GPS. Non importa se la torre di Kyoto è dritta alla fine della strada davanti a noi: se Google dice che dobbiamo prendere la circonvallazione in carreggiata sinistra e lo svincolo autostradale direzione nord, quello è il Verbo.
Una ordinaria scena coniugale è quella in cui Francesco dialoga con Google e consulta la mappa online incrociando le informazioni con la Lonely Planet sul Kindle (il tutto guidando) e io sbraito per tentare di riportarlo nel mondo reale delle insegne e dei cartelli stradali.
In più stavolta il menage in auto si è allargato alla voce nippo/inglese del navigatore nativo della nostra Nissan, impostato sulla funzione "Go Home", che per tutta la durata del nostrp viaggio ha ostinatamente tentato di ricondurci alla stazione di kyoto.
Indicazioni di conforto - one hundred meters after that, turn right -
raccomandazioni sollecite - traffic merging on the left, please drive carefully - o consigli originali - diagonally on the left, turn left - ci hanno accompagnato nel nostro itinerario.
Ciao ciao navigatore!
Aquile
Siamo approdati a Tsuruga bay all'ora di pranzo nel trasferimento tra Takayama e Amanoashidate. Google earth prometteva una spiaggia chiara con pineta all'interno di una profonda baia, l'ideale per scorrazzare un pò e mettere qualcosa sotto o denti. Promessa mantenuta, ci mettiamo comodi e sbocconcelliamo, chi il suo sushi chi i suoi panini. All'improvviso avverto un movimento rapido e frusciante accanto a me, della durata di meno di un secondo, e con la coda dell'occhio vedo qualcosa planare. Mi giro e Lolli è come paralizzato dalla sorpresa, gli resta in mano un pezzo di pane ma il resto è svanito, ghermito (non avrei mai creduto di poter usare questa parola per una esperienza diretta) da un'aquila che a questo punto è già alta nel cielo con la sua preda di prosciutto e formaggio tra le zampe.
Uno zoom molto ornitologico!
Siamo approdati a Tsuruga bay all'ora di pranzo nel trasferimento tra Takayama e Amanoashidate. Google earth prometteva una spiaggia chiara con pineta all'interno di una profonda baia, l'ideale per scorrazzare un pò e mettere qualcosa sotto o denti. Promessa mantenuta, ci mettiamo comodi e sbocconcelliamo, chi il suo sushi chi i suoi panini. All'improvviso avverto un movimento rapido e frusciante accanto a me, della durata di meno di un secondo, e con la coda dell'occhio vedo qualcosa planare. Mi giro e Lolli è come paralizzato dalla sorpresa, gli resta in mano un pezzo di pane ma il resto è svanito, ghermito (non avrei mai creduto di poter usare questa parola per una esperienza diretta) da un'aquila che a questo punto è già alta nel cielo con la sua preda di prosciutto e formaggio tra le zampe.
Uno zoom molto ornitologico!
Il Ponte verso il Paradiso
Una felice intuizione di Francesco, appena un pò al di fuori del percorso turistico classico sull'asse Tokyo-Takayama-Shirakawago- Kanazawa.
Amanoashidate è famosa per essere uno dei tre paesaggi più belli del Giappone, consiste in un borgo di pescatori tranquillo e appartato, dove il turista occidentale non è proprio pervenuto. Lo scenario più bello è quello di una lunga lingua di sabbia ombreggiato da pini, che congiunge i due lembi di una insenatura naturale.
Ad Amanoashidate la notte ha inizio con il tramonto, il che significa che ad arrivare alle 19:15 come è accaduto a noi, ci si sente dei grandi irresponsabili che portano in giro le creature di notte.
I turisti giapponesi trascorrono le serate negli alberghi a pensione completa per cui tutti ristoranti sono chiusi, anche quelli che espongono vivaci insegne raffiguranti granchi, la specialità della zona.
Un bel bookmark su Amanoashidate, il Ponte per il Paradiso, che per noi è più che altro un ponte verso casa, un bel modo di concludere il nostro viaggio.
Una felice intuizione di Francesco, appena un pò al di fuori del percorso turistico classico sull'asse Tokyo-Takayama-Shirakawago-
Amanoashidate è famosa per essere uno dei tre paesaggi più belli del Giappone, consiste in un borgo di pescatori tranquillo e appartato, dove il turista occidentale non è proprio pervenuto. Lo scenario più bello è quello di una lunga lingua di sabbia ombreggiato da pini, che congiunge i due lembi di una insenatura naturale.
Ad Amanoashidate la notte ha inizio con il tramonto, il che significa che ad arrivare alle 19:15 come è accaduto a noi, ci si sente dei grandi irresponsabili che portano in giro le creature di notte.
I turisti giapponesi trascorrono le serate negli alberghi a pensione completa per cui tutti ristoranti sono chiusi, anche quelli che espongono vivaci insegne raffiguranti granchi, la specialità della zona.
Un bel bookmark su Amanoashidate, il Ponte per il Paradiso, che per noi è più che altro un ponte verso casa, un bel modo di concludere il nostro viaggio.
Compostezza
Si dice che che il Giappone funzioni grazie ad un articolato sistema di regole per ogni momento e aspetto della vita in società, ed è proprio così. Le regole fanno sì che in generale non ci si debba preoccupare di nulla. Se piove c'è un assortimento di ombrelli all'uscita del ryokan, a disposizione di tutti, basta riportarli indietro. All'ingresso di case e negozi si tolgono le scarpe e si prende in prestito un paio di ciabatte, ce ne sono per ogni taglia, si lasciano poi al loro posto, perfettamente allineate nel giusto verso, pronte per il prossimo ospite.
L'ingresso nei luoghi pubblici come bagni o musei o mezzi di trasporto è gratuito per tutti i bambini sotto i sei anni, basta indicare l'età dei bambini per ottenere la gratuita, bisogna solo non mentire (sul'età di Daniele ad esempio :)).
Si dice che che il Giappone funzioni grazie ad un articolato sistema di regole per ogni momento e aspetto della vita in società, ed è proprio così. Le regole fanno sì che in generale non ci si debba preoccupare di nulla. Se piove c'è un assortimento di ombrelli all'uscita del ryokan, a disposizione di tutti, basta riportarli indietro. All'ingresso di case e negozi si tolgono le scarpe e si prende in prestito un paio di ciabatte, ce ne sono per ogni taglia, si lasciano poi al loro posto, perfettamente allineate nel giusto verso, pronte per il prossimo ospite.
L'ingresso nei luoghi pubblici come bagni o musei o mezzi di trasporto è gratuito per tutti i bambini sotto i sei anni, basta indicare l'età dei bambini per ottenere la gratuita, bisogna solo non mentire (sul'età di Daniele ad esempio :)).
Dal momento che sono certa che in quanto turisti e soprattutto in quanto non giapponesi abbiamo provocato iù di qualche cricca nel complesso sistema di regole, quelle che abbiamo compreso e quelle che non siamo riusciti a cogliere, mi sono spesso detta che l'immancabile sorriso giapponese noni celi in realtà una profonda tolleranza, frutto di millenni di cultura ededucazione. In ogni caso, che ci si trovi di fronte alla signorina del ristorante nel quale abbiamo percorso tre metri di troppo prima di toglierci le scarpe, o a spasso per Omotesando sporchi e consumati dal caldo e dalla polvere, a condividere lo struscio con gente curatissima ed elegante, la sensazione che si ha è di grande compostezza.
Zenkoji temple
Viaggiare in famiglia ribalta il modello di soggiorno e pernotto, per coniugare esigenze di spazio, necessità di servizi e budget. Negli anni scorsi abbiamo scoperto la formula ostello, che ha il vantaggio di offrire spazi comuni in atmosfera informale e familiare, attrezzati per intrattenere i bambini, e la presenza di una cucina accessoriata, comoda per la colazione o per preparare pranzi al sacco.
Siamo stati ospiti di YH - la in catena di strutture affiliata all'organizzazione internazionale Hostelling International - in tre continenti negli ultimi quattro anni, cosa che secondo me a farlo presente in modo adeguato ci guadagnerebbe un premio fedeltà. È un pò come sentirsi a casa, si trovano gli stessi riferimenti incorniciati da scenari profondamente diversi, una versione globetrotter dell'Ibis.
Nel nostro cuore però riserveremo no spazio speciale per lo Zenkoji temple a Takayama, una scoperta di Francesco nelle sue scorribande notturne alla ricerca di accomodation.
Si tratta di una struttura di accoglienza no-profit all'interno di un templio, che si remunera attraverso un meccanismo di donazione coatta, con un costo che assomiglia a quello di qualsiasi altro ostello ma una ambientazione molto affascinante.
Siamo stati accolti da una signorina che ci ha guidato nella visita del templio e ce ne ha illustrate le regole. Abbiamo dormito in una stanza grandissima piena di tatami, affacciata su un delizioso giardino giapponese, con le porte di carta scorrevoli senza chiavi e serrature, dove la mattina ci ha risvegliato il rumore della pioggia.
Bello, bello, bello!
Viaggiare in famiglia ribalta il modello di soggiorno e pernotto, per coniugare esigenze di spazio, necessità di servizi e budget. Negli anni scorsi abbiamo scoperto la formula ostello, che ha il vantaggio di offrire spazi comuni in atmosfera informale e familiare, attrezzati per intrattenere i bambini, e la presenza di una cucina accessoriata, comoda per la colazione o per preparare pranzi al sacco.
Siamo stati ospiti di YH - la in catena di strutture affiliata all'organizzazione internazionale Hostelling International - in tre continenti negli ultimi quattro anni, cosa che secondo me a farlo presente in modo adeguato ci guadagnerebbe un premio fedeltà. È un pò come sentirsi a casa, si trovano gli stessi riferimenti incorniciati da scenari profondamente diversi, una versione globetrotter dell'Ibis.
Nel nostro cuore però riserveremo no spazio speciale per lo Zenkoji temple a Takayama, una scoperta di Francesco nelle sue scorribande notturne alla ricerca di accomodation.
Si tratta di una struttura di accoglienza no-profit all'interno di un templio, che si remunera attraverso un meccanismo di donazione coatta, con un costo che assomiglia a quello di qualsiasi altro ostello ma una ambientazione molto affascinante.
Siamo stati accolti da una signorina che ci ha guidato nella visita del templio e ce ne ha illustrate le regole. Abbiamo dormito in una stanza grandissima piena di tatami, affacciata su un delizioso giardino giapponese, con le porte di carta scorrevoli senza chiavi e serrature, dove la mattina ci ha risvegliato il rumore della pioggia.
Bello, bello, bello!










