giovedì 23 luglio 2009

Si torna a casa

Ore 15:00
Già lo spirito non era dei migliori al risveglio stamattina all'idea del ritorno. In più i due hanno la loro giornata più delirante da quando siamo arrivati qui. Quelle deliziose giornate in cui piangono, frignano e urlano a turno o in coro, tenendo mediamente elevatissimo il livello di stress, specie perchè il viaggio sarà lungo e pieno di trasporti di cose e persone.
In più fa caldissimo e non abbiamo molto tempo per andare al mare, così mentre Dani dorme io passo un'oretta in piscina con Lolli prima di docciarci tutti e andare a pranzo nella taverna sotto casa, la stessa della cena della prima sera.
La scelta è stata più o meno casuale e anche stavolta non mangiamo benissimo, ma il posto è molto carino, sono tutti molto gentili e insomma, il cerchio si chiude così.
In mattinata è passato Filippos con dei regalini per tutti noi: due tazze di ceramica e due giocattolini per i bambini, una ruspa e un camioncino.
L'accoglienza qui è stata davvero superba, conserveremo un bel ricordo.
Dentro di me spero che non venga alla fine fuori che lasciamo qualche danno alla casa, niente di più facile con i due al seguito.
Ora siamo all'aeroporto di rodi in attesa del volo per atene, in ritardo di almeno mezz'ora.

Ore 23:00
Il viaggio è andato bene, abbiamo recuperato il ritardo. I bambini sono stati bravi e Dani ha anche dormito, lasciandomi ascoltare un pò di musica mentre Lolli chiacchierava con Fra.
A Fiumicino ci aspettavano suocero e cognato, che ci hanno portato la macchina che gli avevamo lasciato in consegna due settimane fa.
Ceniamo con tutti loro ad Ostia, e inaspettatamente i bambini sono allegri e non risentono della stanchezza.
Si schiantano in macchina mentre torniamo a Roma, e non si accorgono nemmeno di venrie trasportati nei loro letti
Si chiude qui questo nostro primo viaggio tutti insieme, è andata alla grande e sono felicissima, la nostalgia si insinua ma io intanto sogno le prossime mete...

martedì 21 luglio 2009

Dove si incontrano due mari

Per completare la scoperta dell'isola ci manca la visita a Prassonissi, l'estremmità più a sud, nota per l'istmo di sabbia che collega l'ultima propaggine di terra con l'isola principale, mitico luogo di incontro di due mari, Egeo e Mediterraneo.
Il luogo è notoriamente ventoso e a seconda delle condizioni del mare c'è sempre un lato più burrascoso. Per gli amanti del surf e delle veleè meta di almeno un giorno intero, ma per noi si presta ad una passeggiata pomeridiana, non è lontano da dove abitiamo, una ventina di km lungo la strada costiera che nella parte più a sud percorre un anello per risalire verso nord e ovest.
Dal punto più meridionale della statale, più o meno all'altezza di Kattavia, c'è la diramazione per Prassonissi, una decina di Km più giù.
Le nostre uscite pomeridiane sono belle perchè ci regalano i colori migliori durante i tragitti in macchina.
Non mi aspetto molto da Prassonissi, è un posto così fotografato che anche chi non ci è stato non fatica a includerlo nella memoria delle cose viste per osmosi, ma siamo così vicini e sembra così un must...
All'arrivo mi rendo conto di che razza di luogo particolare si tratti. A parte la suggestione della scena, sapere che il mare che vedi a sinistra porta a luoghi e culture così distanti di quello che c'è a destra, ma poi ti rendi subito conto di trovarti in una specie di zona franca senza nazionalità, uno di quei territori che potrebbe essere ovunque sul pianeta, dove la dominante in questo caso è l'atmosfera fricchettonaa che regna ta i numerosi camper parcheggiati prima della striscia di sabbia, e l'esplosione di kite-surf a dozzine che letteralmente invadono il cielo.
Protagonisti sono il vento e le onde e la possibilità che offrono agli amanti di ogni tipo di tavola, che sfrecciano ovunque in un continuo viavai di vele multicolori.
Decidiamo, dopo una sosta in cui Loli si incanta a guardare le operazioni di set-up delle varie vele dei kite surf (gli "aquiloni") di andare avanti con la macchina lungo la striscia di sabbia e raggiungere la penisola in fondo.
Prassonissi vista dall'alto delle colline laggiù dà la sensazione di volare su una carta geografica. Non posso proprio evitare di passare un pò di tempo a cercare inquadrature dello spettacolo.
Sulla via del ritorno ci viene voglia di mangiare pesce e rimandiamo a domani il barbecue previsto per questa sera.
Ci serve un consiglio perchè stavolta vorremmo cambiare taverna e ci fermiamo qualche minuto da Filippos col quale scambiamo due chiacchiere.
Ci parla bene di Primiri, che avevamo già localizzato sulla strada mentre tornavamo da Prassonissi poco fa,annunciata da un cartello che ne segnala la direzione. Ci fidiamo, e non ci spiace mai avere la scusa per un altro giro in macchina, questa poi è l'ora del tramonto, in assoluto la migliore.
Qui giù l'isola è pressochè disabitata. Nel percorrere la decina di Km che ci separa da Primiri consiedriamo che, ad eccezione di un piccolo tratto nella zona sud-occidentale, in questi giorni abbiamo percorso l'intero anello costiero.
Primiri Harbour è due case e una taverna che si affacciano su questo porticciolo nel quale stazionano a quest'ora non più di un paio di pescherecci.
Il ristorante è molto spartano, un'amplia terrazza a 10 metri dalla spiaggia, che quando arriviamo ospita poche persone che hanno tutta l'aria di essere di casa.
L'atmosfera è così tranquilla e il luogo così essenziale che vorrei buttarmi a terra e piangere per non averlo scovato prima, sarebbe stato una meta ideale anche per venire al mare di giorno.
La signora del ristorante ci porta nella cucina per farci scegliere il pesce direttamente dal frigo, e ci spiega tutto sull'offerta odierna.
Scegliamo un calamaro, un'occhiata e una fetta di pesce spada. Cucinano esclusivamente su una grande griglia e c'è un meraviglioso odore di pesce arrosto nell'aria.
Accompagnamo il pesce con la solita insalata di pomodori e feta e una profusione di olive e dopo cena i bambini ricominciano le loro corse e rincorse degli immancabili gattini.
Sono proprio contenta di questa perlustrazione in questa parte dell'isola così inabitata, sarebbe stato un peccato non includerla nel nostro strano e inaspettato itinerario.
Per domani abbiamo previsto una giornata tranquilla, di decompressione in vista del viaggio di ritorno di giovedi.
Passeremo la mattina la mare e nel pomeriggio passeggiata a Lindos per salutare gli asinelli e per qualche regalino a chi ci aspetta a casa.
Non sono rimasta affascinata da nulla di particolare dell'artigianato locale, forse è solo un pò meno esotico di quanto vado alla ricerca di solito, penso quindi che punteremo sulle solite robette naturali, saponette, spugne e un pesciolino di ceramica per la collezione di mia mamma, da appendere sulla paretedel salotto a Francavilla e farci ricordare questa bella vacanza.

lunedì 20 luglio 2009

Monolithos e la costa ovest

Oggi andiamo verso la costa ovest passando per il centro dell'isola, la nostra prima metà è il castello di Monolithos.
Per arrivarci da qui si prende da Gennadi la direzione di Apolakkia, è una strada di montagna in cui non faccio in tempo a congetturare su quanti fortunati siamo ad avere due bambini che in generale rognano poco in macchina e soprattutto non svomitazzano, che Lolli con fare lagnoso mi dice "mi dai a mano MAMMA" ed esplode in un fiotto di pane e nutella semidigerito, bleah! Diciamo che certi pensieri non bisogna mai lasciargli spazio perchè il destino è in agguato e ghignante, ma è comunque un episodio isolato e noi abbiamo un cambio, quindi breve sosta e si procede.
Io ufficialmente soffro di vertigini. Vedere uno strapiombo, un vuoto, qualcuno cui tengo che vi si avvicina è la scintilla per una vera e propria reazione di panico. Peccato perchè la breve sosta lungo la strada con vista su Monolithos è mozzafiato: uno sperone si innalza isolato e sopra c'è questa costruzione bianchissima, il castello, e dietro la vallata e il mare di un blu impressionante. Intimo a Fra di tenere Lolli avvinghiato e lontano dal ciglio della strada, che è privo di protezione.
Risaliamo in macchina e raggiungiamo il parcheggio nel bosco sottostante, da cui parte la salita che ci separa dall'ingresso del castello.
Da quando siamo qui abbiamo sperimentato le varie tonalità climatiche sul registro del bel tempo-cielo sereno-senza mai mezza nuvola.: il vento moeltheni, secco che dà sollievo, l'arsura delle giornate senza brezza, serate calde e serate fresche che portano i profumi forti della vegetazione circostante.
Oggi deve essere molto ma molto umido perchè si suda copiosamente salendo il sentiero e gli scalini, e anche da fermi, quando torniamo giù e prendiamo un caffè nel fresco del bosco. I bambini giocano inseguendo un pappagallo e spostando sassolini e noi studiamo la mappa abbozzando il programma del resto della giornata.
Decidiamo di andare avanti verso Sianna e decidere poi se fermarci lì per il pranzo o se andare un pezzetto oltre.
Sianna è un villaggetto con una vivace via principale piena di negozietti di prodotti tipici. Ci fermiamo per visitare la chiesa, inaspettatamente appariscente. Compriamo poi un barattolo di miele in una bottega e decidiamo alla fine di proseguire sulla stratale costiera occidentale in direzione Kamiros.
Daniele si addormenta concedendoci un pò più tempo per cercare un posto che ci garbi per il pranzo. Vediamo l'indicazione per Glifada che ci devia dalla via èrincipale ma di cui Fra ricorda una descrizione interessante sulla guida. Parla di una spiaggia con una taverna sul mare che serve pesce fresco. E' nostra, andiamo!
La strada è tutta curve e Lolli paraculo ha capito che un pò di lagna finta gli procura il lasciapassare per venire avanti con me. Arriviamo a Glifada che praticamente consiste in due case e una taverna in un posto incantevole, con un mare dai colori meravigliosi e una spiaggetta ciottolosa e deserta, un vento freschissimo e tavolini con vista spettacolare.
Purtroppo non possiamo restare, la proprietaria ci speiga che il ristorante ha smesso di funzionare, il luogo resta troppo isolato sulla costa meno turistica dell'isola e non conveniva più mandarlo avanti. Possono prepararci qualche snack e un'insalata con pomodori e feta, perfetto per noi tre ma non per Dani, e non hanno neanche del latte per cui dobbiamo anche far presto a cercare altro perchè si sta facendo tardi e Danielino potrebbe svegliarsi affamato.
Tprniamo sulla via principale e troviamo una taverna carina all'altezza di Kritinia, dove trascorriamo un paio d'ore piacevolissime e mangiamo per la prima volta il gyros e la mousaka, buonissimi.
Decidiamo di tornare alla volta di casa seguendo la statale occidentale verso Nord fino all'aeroporto per rimetterci poi sui nostri passi seguendo il percorso che ormai conosciamo bene, tra Rodi e Lyndos.
Non ci concediamo soste perchè dietro tutti dormono e io resto incastrata fra di loro, ma il panorama è proprio bello e varrebbe la pena fare due passi e qualche foto alle caprette.
Da questo lato, specie la parte più meridionale, l'isola è deserta e non ci sono spiagge su cui insistono strutture turistiche. Di fatto non c'è niente e nessuno, il mare è blu, sulla destra il paesaggio è mosso dalle prime alture verso l'interno dell'isola e l'unica forma di vita sono appunto le caprette.
Arriviamo dalle nostre parti intorno alle 17:00 e la natura è al massimo dei suoi colori, un sacrilegio pensare di passare il resto del pomeriggio in piscina come da programma iniziale, decidiamo dunque di rinfrescarci con un bagno al mare.
Portiamo sempre con noi tutti i tool da spiaggia proprio per esser sempre pronti ad una calata al mare e la scelta oggi è vincente perchè passare a casa e scaricare tutti ci toglierebbe òla voglia di uscire di nuovo e il piacere di quest'ora passata tutti a mollo nelle limpide acque di Glystra beach.
Dopo le varie abluzioni non ci resta tempo per preparare cene elaborate: pasta al tonno, fagottini di pasta sfoglia ripieni di feta in confezione famiglia acquisiti l'altro giorno alla Lidl di Rodi, qualche avanzo delle puntate precedenti e via.
La giornata è stata lunga e non nascondo di aver trepidato per togliermeli di torno entrambi, i due.
Passo una manciata di minuti con Lolli sciacquando iìle gambe in piscina e poi ancora mi godo il venticello e le stelle nel patio, con un pò di malinconia al pensiero che questa avventura volge al termine e che stiamo consumando le ultime battute dei nostri piccoli progetti di fine viaggo prima del rientro a casa, fra un paio di giorni.

domenica 19 luglio 2009

Suona le campane...

Per oggi il programma prevede mattinata al mare e pomeriggio a spasso.
Sguazziamo nell'ormai familiare spiaggia di Glystra, dove trascorriamo le solite ore tra vagni, sole, insabbiamenti e merende varie.
Daniele continua a non disdegnare il sonnellino a metà mattina, cosa che permette a me di prendere un pò di sole in pace mente Fra porta Lolli a mangiare un pò di frutta al bar, espediente di successo per sottrarlo una mezz'oretta all'acqua e al sole impietoso di questa stagione.
Oggi comunque lui è particolarmente di luna storta, e ci dispensa un burrascoso rientro a casa con crisi di odiosità e pianto ininterrotto durato un'ora, dalla fine dell'utlimo bagno fino a quando non si è miracolosamente disinnescato ed è venuto a sedersi a tavola.
In più al rientro a casa siamo ancora senza acqua, per cui sempre con lui in braccio urlante mi butto in piscina cinque minuti, il tempo di roglierci di dosso un pò di sale sotto gli occhi attoniti del pubblico di francesi presente, che deve aver pensato fossi una pazza per come lo ghermivo gli sibilavo minacce nell'orecchio per farlo smettere di strillare.
Riesco a sciacquare un pò anche Dani con un filino di acqua che non si sa come ancora usciva dal tubo del giardino.
Sempre con speciale premura e cortesia Filippos ci porta notizie e questa volta anche un pentolone di acqua per backup, ma fortunatamente dopo pranzo il guasto è riparato e posisamo lavare i centomila piatti e stoviglie che sono il nostro quotidiano consumo aggravato dai pasticci dei nani.
Questa mattina prima di scendere in spiaggia siamo passati giù da Filippos a Kiotari per chiedere alcune informazioni che ci saranno utili nei prossimi giorni.
Kiotari è un villaggio di pescatori e visto che non abbiamo incontrato pescherie in giro ci chiedevamo come poterci procurare del pesce. Filippos ci ha detto che tutte le mattine in spiaggia verso le 8:00 potremo trovare i pescatori di ritorno con le barche e comprarlo direttamente da loro. Ci ripromettiamo quindi un barbecue per i prossimi giorni.
Fra si è poi informato su strade e itinerari per le prossime gite. Vogliamo entrare un pò dentro l'isola e raggiungerne il cuore, per oggi abbiamo adocchaito il monastero di Moni Thari e il villaggio di Laerma.
A sud vorremmo raggiungere Prassonissi, famosa per l'istmo che separa i mari Egeo e Mediterraneo.
Verso Ovest Fra sembra aver trovato un sito carino, il castello di Monolithos, e potrebbe essere la meta di un gior di una giornata.
Prendiamo tutte le info e attingo anche alla piccola biblioteca del villaggetto per rifornirmi con qualcosa da leggere. Mi piacciono quei posti dove cresce nel tempo una specie di libreria multinazionale fatta di volumi lasciati dai villeggianti e dai viaggiatori che si liberano di un pò di zavorra.
Di solito sono romanzetti neanche troppo best seller, virano al molto rosa o molto giallo, poi in questo caso pur essendo disponibile alla letteratura in lingua inglese trovo solo roba in tedesco a parte un tomazzo in lingua italiana, un certo Massimo Cotto che ha raccolto più di 25 anni di interviste a divi del rock, indicizzandoli in non ricordo quante categorie, dalle popstar ai songwriter, da Madonna a Leonard Cohen per intenderci.
Mi chiedo sul serio cosa passasse per la testa a chi ha deciso di mettere in valigia un volume così enciclopedico e duraturo nel tempo per poi abbandonarlo in un villaggetto di pescatori sulla costa est di un'isola dell'Egeo. Concludo che deve averlo dimenticato!
Nel pomeriggio ricalchiamo quindi i nostri passi sulla strada per Asklipio con l'inenzione di attraversare i boschi dell'interno alla volta di Laerma.
La prima parte del tragitto ci vede protagonisti di un siparietto tragicomico niente male. Giunti ad Aklipio sbagliamo strada e ci inoltriamo in un vicoletto che oltre ad essere molto pittoresco con le sue case bianchissime dalle porte azzurre, diventa sempre ma sempre più stretto. Francesco lo affronta con anche troppa disinvolutra ma deve arrendersi al fatto che è inesorabilmente senza uscita.
In capo a dieci minuti diventiamo l'evento mondano dell'anno, con numerosi vecchietti che in varie lingue si prodigano per noi, chi indicandoci la retta via chi aiutandoci in una manovra ai limiti dell'impossibile per riuscire nell'impresa di invertire la marcia e tornare sui nostri passi.ùLa prima parte di questo numero acrobaico ci guadagna la perdita della targa anteriore, prontamente recuperata da uno dei vecchietti che ce la restituisce dal finestrino.
Ci va meno bene nel percorso in senso opposto del vicolo angusto, dove stavolta la disinvolutra non viene premiata e in un solo colpo sfasciamo lo specchietto e danneggiamo la fiancata.
Io ho ancora le lacrime agli occhi per la scenetta di poco prima e non riesco a farmi guastare l'umore, cercheremo di capire l'inossidabilità della polizza assicurativa nei prossimi giorni.
La strada per Lera e per Moni Thari è bellissima, tra boschi di conifere in parte purtroppo devastati da un incendio pazzesco lo scorso anno.
Sembiramo padroni dell'isola, non c'è traccia di vita a parte le immancabili caprette ogni tanto sulla strada, e il silenzio ci accoglie all'ingresso del cortile del monastero.
Nessun turista, solo noi, nessuna macchina nel parcheggio.
Il monastero perlatro è famoso, pare abbia anche una sua emittente radiofonica, una specie di Radio Vaticana di Rodi insomma.
Per la gioia di Lolli, che da qualche giorno ha una nuova passione, le campane, al punto che va dicendo che da grande vuole fare la scuola dei campanari, ci sono per l'appunto diverse campane ad altezza "umana". Abbiamo letto che sono comandate elettronicamente e lui le vorrebbe suonare, e io non so come mi sono messa in un terribile guaio promettendogli che avrei chiesto al campanaro se ci fosse stata qualche possibilità di accontentarlo. La dimensione delle cazzate che a volte si dicono ai bambini col solo scopo di convencerli a fare qualcosa di basilari in tempi umani, tipo infilarsi le scarpe per uscire prima che faccia notte, è limitata solo dal sentore del tipo di casini in cui ci si troverà al momento della resa dei conti, quando la posta in gioco vorrà essere riscossa.
Ma stavolta ci va stra-bene, perchè dopo aver trascorso una mezz'ora in questo luogo incantevole ognuno perso nelle sue occupazioni, chi ammirando campane, chi spostando sassolini infilandoseli accuratamente nel pannolino, chi scattando migliaia di foto e chi controllando i danni alla macchina, sulla strada per Laera incontriamo una chiesetta microba persa nel silenzio del bosco, con una campana che offre una invitante corda ai passanti.
E' un attimo, ci fermiamo e rendiamo Lolli felice con un DONG che mi fa un pò tremare, nella pace del luogo risuona come un rombo di batteria in apertura di un concerto rock.
Laerma alla fine la passiamo in macchina senza fermarci, ci appare come il solito villaggiotto che darebbe soddisfazione a poter fare due chiacchiere con qualche abitante durante un pomeriggio ozioso trascorso a bere bibite fresche in un bar.
Per ora non abbiamo la configurazione giusta, decidiamo dunque di prendere una birra in qualche locale più vicino al mare, dove lasciar sciolti i bambini con più agio.
Ci fermiamo al Faro, un locale fighetto vicino a Gennadi, facciamo qualche foto con muscia da discoteca sullo sfondo e ragazzotti allegri al termine di questa domenica di mare, e ci dirigiamo poi alla taverna di Stefano.
Stasera c'è il pienone e la cena dura un pò di più e abbiamo meno attenzioni rispetto alla volta precedente.
A Dani sembra esser tornato l'appetito, e questo lo tiene a tavola fermo quanto basta per permetterci di finire in "pace" la cena.
Provo i piccoli gamberetti di Simi, che si mangiano fritti e interi, buonissimi. Poi è tutto un inseguire bambini che si inseguono a vicenda e che inseguono gattini. A letto abbastanza tardi stasera, con la promessa quindi di un risveglio comodo domattina.
Il tempo è cambiato nel corso della giornata, c'è un vento fresco piacevolissimo che porta un profumo incredibile dalla macchia.
Irresistibile, la stanchezza si fa sentire ma sosto ancora un pò nel patio a godere questa spettacolare notte greca.

sabato 18 luglio 2009

I Cavalieri nell'Egeo

Dopo l'esaltante performance ella giornata interamente trascorsa in giro giovedi, ci lanciamo senza esitazine nella visita alla città che da il nome a quest'isola.
Il viaggio dura un'oretta, sulla strada costiera orientale, stesso tragitto fatto nel senso opposto per arrivare qui dall'aeroporto.
Lolli in macchina chiacchiera come non mai, è abbastanza semplice intrattenerlo e non lagna più di tanto.
L'isola comunque è piccolina, anche a percorrerla nella sua intera lunghezza direi che il viaggio resta dentro le due ore.
Arrivando in città ci dirigiamo verso il porto e notiamo sulla strada un bel parco ombroso con area gioco per bambini, che puntiamo per il pranzo.
Troviamo un parcheggio a pagamento nella parte turistica del porto, vicino la chiesa antistante la colonna con la scultura del cervo, simbolo di Rodi. Pare che un tempo sorgesse proprio qui la statua del leggendario colosso, ma leggendo qua e la vedo che ci sono addirittura dubbi circa il fatto che il colosso sia esistito. Esiste solo una raffigurazione che risale all'epoca rinascimentale, ma si tratta di un disgeno di pura fantasia. Le varie fonti testimoniano che la statua ebbe vita breve, essendo andata distrutta da un terremoto pochi lustri dopo esser stata eretta.
La giornata si annunciava caldissima stamattina durante i preparativi, e alla partenza, invece a Rodi si sta bene, c'è sempre un pò di brezza e all'obra ci si rinfresca.
La nostra passeggiata in città dura un paio d'ore, e onestamente mi appagano, non so quanto ci saremmo intrattenuti anche se fossimo stati soli senza bambini.
E' affascinante Rodi, una vera e propria cittadina medievale nel bel mezzo del Dodecaneso. La parte vecchia è tenuta molto bene, ha le antiche mura medievali e dei bellissimi lastricati a ciottoli bianchi e neri.
Mi diverto a riprodurre le tante inquadrature della via dei Cavalieri viste nelle guide e nelle cartoline, e anche la moschea di Solimano è pane per i miei denti, così esotica e così staccata dal contesto in cui è immersa.
Ci fermiamo in uno dei tanti degozietti di prodotti tipici e faccio scorta di saponette naturali all'olio di oliva e aromi vari, da tenere e da regalare. Lolli riceve in dono la consueta Chupa Chups, è proprio la sua isola questa non c'è stata taverna o negozio in cui non gliene abbiano regalata una, ed è doppiamente fortunato perchè beneficia di quelle destinate a Dani, che per ora manteniamo schifezze-free nei limiti del possibile.
Ci sono tante taverne in centro, vere esche per turisti, e molto volentieri passiamo oltre per andare alla ricerca del parco che avevamo avvistato in mattinata.
Lo ritroviamo dopo qualche giro in macchina proprio mentre stavamo ormai rinunciando, e ci fermaimo per una sosta di un'oretta. Non c'è granchè per mangiare in effetti, solo una specie di bar che serve poco più che snack. Daniele per oggi va a latte, a Lolli tocca un hamburger con patatine schifose a forma di sorriso, che io stessa devo sforzarmi per insistere a fargli mangiare almeno in parte, mentre lui freme per poter entrare nell'area giochi.
Io prendo uno yogurt al miele e gli corro dietro mentre come una scimmietta coraggiosa si arrampica su corde, ponti tibetani e scende giù per scivoli tubolari.
Prima di lasciare la città torniamo al porto. Da giorni studio il modo di andare a visitare l'isola di Simi, nella parte nord proprio di fronte la città di Rodi.
Abbiamo chiesto informazioni sugli orari a tutti i botteghini che vendono i biglietti per l'aliscafo. Normalmente è una gita di un giorno intero, con sosta a Panormitis, un monastero vicino a Simi. Dalle foto l'isola è molto carina e pittoresca, famosa per i piccoli amberetti che si pescano nelle sue acque e per le spugne naturali, che vengono vendute nei negozi di tutta Rodi.
Decidiamo però a malincuore che per stavolta è meglio rinunciare, la giornata sarebbe davvero troppo impegnativa per tutti, e tutto sommato c'è ancora più di una gita che potremmo fare sull'isola maggiore studiando itinerari più sostenibili per tempi e orari.
Naturalmente i due si addormentano in macchina, e decidiamo di tulizzare il prezioso tempo a nostra disposizione per salire sul monte Filerimos, dove c'è un monastero che vorrei visitare. Si tratta di una ventina di minuti di viaggio, passando lungo l costa proprio davanti i maggiori complessi alberghieri dell'isola.
Mi convinco sempre più non solo che abbiamo scelto la parte giusta dell'isola per fare la base del nostro soggiorno, ma anche che mai nella vita sceglierò di alloggiare in strutture così staccate dal contesto, alberghi con tutti i cmfort e tutte le stelle, mastodonti all inclusive con spiaggia compresa e piscina "embedded" così comoda e full optional da incoraggiare l'ozio a bordovasca piuttosto che la conquista di uno spazio vitale minimo nel mezzo degli ombrelloni ammassati in una fettuccia di litorale. Vabè, snobismi di ritorno, del resto questa vacanza segna non soltanto l'inizio della nuova stagione di viaggi della nostra vita, ma anche una specie di dejavu nei pensieri che da sempre accompagnano i miei vagabondaggi per il mondo.
Arriviamo a Filerimos con i due beatamente addormentati, che molliamo in macchina nel parcheggio mentre prendiamo un the freddo all'ombra del boschetto che anticipa l'ingresso nella zona del monastero. Ovviamente la macchina è a portata di vista, come lo sono i turisti che gli passano accanto e guardano con curiosità i due nanetti ronfanti.
A un certo punto li svegliamo e merendiamo tutti con gelato prima di proseguire con la passeggiata.
Il monastero è carino, mi piace la vibrazione di ritualità che sempre si avverte a partire dall'ingresso nel chistro e poi nella zona interna, con il forte odore di incenso e le candeline che tanto piacciono a Lolli.
Daniele torva il suo ambiente ideale in tutti i bei cortili ghiaiosi, dove si diverte a spostare incessantemente sassolini per tutto il tempo che io spendo a cercare inquadrature.
Si è fatto tardi e torniamo verso casa, dove arriviamo all'ora di cena con un'amara sorpresa, tutta la zona è priva di acqua e non si sa quanto ci vorrà per riparare il guasto alla rete. Noi siamo pieni di polvere e impiastrcciati di sudore ma tant'è, diamo una leccata ai bambini al meglio delle nostre possibilità, almeno in questa stagione della nostra bvita non mancano mai le salviette detergenti.
Io mi riprometto di buttarmi in piscina appena messi a letto i due, ed è proprio quello che faccio, la serata è caldissima e mi godo il potere rilassante di una sguazzata sotto le stelle.
L'acque nel frattempo torna, è Filippos stesso che gentile come non mai torna di tanto in tanto a portarci notizie, posso quindi chiudere con una bella doccia questa lunga giornata.
Un vento terribile di questi giorni è che ho finito di leggere Chesil Beach, il libricino di Mc Ewan che ho portato come compagno di viaggio e che per quanto mi sia centellinata non sono riuscita a far durare più di una settimana.
Contavo di prendere qualcosa oggi a Rodi, ma su quest'isola non è semplicissimo trovare librerie, e allo stato attuale le cose frivole che non siano semplicissime semplicemente non sono possibili.
Mi addormento tra le note di Jeff Buckley nel mio I-Pod.
A procacciarmi carta stampata penserò domani!

venerdì 17 luglio 2009

Compensazione

Si svegliano dopo di noi, evidentemente li abbiamo cotti a puntino.
Decidiamo per una giornata di compensazione tutta dedicata al mare, visto che per domani abbiamo in programma la visita alla città di rodi.ùNon c'è molto da raccontare se non che abbiamo consolidato una specie di menage.
Fra e Lolli sono i primi ad uscire al mattino e vanno a comprare il pane mentre io mi lavo e mi preparo dooo aver assicurato un Daniele riluttante sulla sua sedia, per immobilizzarlo durante le mie abluzioni.
Andiamo alla solita spiaggia, ormai siamo di casa.
Se arriviamo prima delle 10:00 quasi sempre riusciamo a parcheggiare all'ombra dell'unico alberello sulla spiazzo. Il vento sembra esser cessato da un paio di giorni, e la temperatura si fa sentire.
L'acqua del mare però è fresca e ho sempre un brividino entrando.
Il mare è splendido, l'acqua limpidissima. In spiaggia ci sono molti, moltissimi italiani, anche se nel complesso non è certo un luogo affollato. Scendono per lo più dagli alberghi qui intorno, ci sono diversi complessi a molte stelle, che sono le installazioni turistiche più intensive della zona di Kiotari, che in generale è molto tranquilla e ricca di graziosi villini che vengono affittati da gruppi meno vacanzieri. Gli alberghi comunque non sono moltissimi e le loro dimensioni mantengono un impatto sul paesaggio tutto sommato basso.
L'impatto dei loro ospiti è variabile invece, e non mancano comitive allegre che trovano esilarante far fotografare il loro fondoschiena da qualche spiaggiante che acconsente non necessariamente altrattanto divertito. Mi chiedo spesso quale sia la misura del nostro impatto in questi anni. Certo in latri tempi sarei stata alla larga da un ombrellone abitato da un gruppo come il nostro, ma diciamo che in assenza di siparietti isterici, che avendo Lolli in famiglia di certo non mancano, dai alla fine siamo anche dei vicini frequentabili.
Noto comunque che una giornata tutta trascorsa al mare è popolata da malumori più frequenti e intensi da parte di tutti, fino ad oggi tuttavia nei limiti del normale, non mi lamento.
Mare anche nel pomeriggio e in serata coscette di pollo al barbecue cucinate da Fra con l'aiuto di Lolli.
Il barbecue è giù vicino la piscina, a disposizione di tutti. Mi sorprendo di come sia possibile ormai tenere Lolli in un prato con piscina senza la certezza che si butti in acqua. Purtroppo lo stesso non può dirsi di Daniele, che infatti è rimasto in casa con me a farmi compagnia mentre mi docciavo.
Dani sta facendo molta pratica e acquista sicurezza ogni giorno di più, ma specie se è stanco infila scivoloni e cadute a ripetizione, che diventano sempre più tragiche e accompagnate da folle disperazione man mano che si avvicinano le nove di sera.
In generale sono poco tranquilla alasciarlo scorrazzare da solo per via dei vari dislivelli di cui la casa è costellata: la terrazza sul prato e il tipico soppalco della casa rodiana, che separa la zona soggiorno dal salotto.

giovedì 16 luglio 2009

Asinelli

Stanotte il vento ha raggiunto il suo culmine, sibilando come non mai.
Lolli per la prima volta si è svegliato prima di noi, buttandoci già dal letto alle 7:15. Era eccitato perchè sapeva che oggi saremmo andati a Lindos, per la promessa gita sugli asinelli.
Uuno cerca di coinvolgerli per tempo in una giornata per loro interessante e come risultato se li ritrova iperattivie fibrillanti in orari pazzeschi.
Ovviamnte anche Dani si è svegliato a tremila dietro al fratello, solo che dopo neanche mezz'ora già frignava perchè aveva di nuovo sonno.
In generale devo dire che quando si annoiano diventano parecchi noiosi a loro volta, e questo accade puntualmente al mattino quando ci servono un paio d'ore dopo il loro risveglio prima di esser tutti pronti ad uscire con un pranzo "draft" pronto per il rientro.
Oggi in particolare il pranzo è basato sugli avanzi dei giorni precedenti, anche perchè non sappiamo quanto ci tratterremo a Lindos e non è detto che non si decida poi di mangiar fuori.
La guida prometteva una cittadina svuotata dai bagnanti tutti intenti ad arrostire su qualche spiaggia ma in realtà c'è parecchia gente, specie al "parcheggio degli asinelli", tutti in fila per la gita all'acropoli.
Noi salimao in configurazione mista, Lolli sul suo asinello ed io insieme a Dani su un altro, mentre Francesco ci segue a piedi.
La passeggiata è breve, una decina di minuti e all'arrivo c'è davvero una gran folla, fa venir voglia di scappar via e ripercorrere la strada a piedi, che poi è esattamente quello che facciamo perchè il panorama è davvero splendido e fremo per fare qualche foto in tranquillità.
In realtà poi per dirla tutta non sono mai del tutto a mio agio su qualcosa che sia anche vagamente meno meccanico del mio SH.
Su in effetti ci sarebbe da visitare l'acropoli ma onestamente non ci attrae, troppa gente e lentamente ci incamminiamo sulla via del ritorno.
Vale la pena ripercorrere i vicoletti a piedi, con qualche sosta per godersi un pò d'ombra e far sgambettare Dani, altrimenti costretto sempre in braccio visto che il passeggino lo abbiamo lasciato giù alla base di partenza degli asinelli.
Quando finiamo il giro sono le 12:30 circa, potremmo cercare una taverna a Lindos o tornare a casa ma decidiamo di tentare la sorte con un pranzo fuori, scardinando per una volta la ritualità della pappa a casa con sonnellino pomeridiano.
La meta è Lardos, un villaggio a un tiro di schioppo, ma i due erano allo stremo e si addormentano all'istante in macchina, per cui approfittiamo, è il nostro momento, potremmo andare ovunque a questo punto, anche fare il periplo dell'isola due volte.
Approfittiamo quindi per arrivare un pezzetto più in là, ad Arcanghelos, che è uno dei villaggi più grandi dell'isola. La guida parla di artigianato locale: stivali di pelle confezionati su misura e tapeti tessuti a mano.
Quello che troviamo noi è un paesotto neanche troppo pittoresco e riarso dal sole delle 14:00. Svegliamo i nani che si sono abbondantemente ricaricati e cerchiamo alla svelta una taverna, che siamo fuori con tutti gli orari e la rivolta potrebbe arrivare non annunciata.
Non c'è molta scelta e comunque l'orario non ci permette di sbizzarrirci in passeggiate o di fare gli schizzinosi per cui ci infiliamo nella prima taverna che troviamo, luogo decisamente non attraente, ma abbiamo proprio fretta di ordinare.
Mi riconcilio con il posto non tanto per il cibo quanto per la deliziosa gentilezza e accortezza del proprietario. Si accorge che Daniele rifiuta ogni cibo proposto e arriva con un piattino che contiene un cetriolo tagliato a metà e glielo offre per rinfrescare le gengive.
Quanto vorrei che i bambini nascessero con un minimo in più di senso di gratitudine a volte!
Daniele cosa lo dico a fare, rifiuta senza troppa compostezza, al che provo a chiedere uno yogurt. Il signore, che deve avere almeno un paio di nipotini a quanto capisco dalle foto che comincio a notare in giro, prepara una coppa meravigliosa di yogurt con miele sovrastata da una montagna di frutta fresca a pezzettini.
Niente da fare, Dani non sente storie e ci arrendiamo aud un bibe di latte, che ogni volta mi chiedo perchè insisto tanto anzichè ammollarglielo subito.
La frutta è molto gradita da Lolli, anche lui nato con un profondo senso di gratitudine e attenzione, che lo porta a sfracassare a terra la coppa dello yogurt con gran fragore di vetro esploso.
E l'atto finale, scappiamo lasciandoci alle spalle il solito tavolo devastato e 5 euro di mancia a parziale compensazione morale.
Consci del fatto che entrambi si addormenteranno in macchina decidiamo di tuffarci in pieno in questa prima giornata fuori dagli schemi e ci dirigiamo verso la baia di Tsampika, nelle vicinanze.
Sembra molto suggestiva dalla descrizione della guida, e io sono sempre curiosa di visitare monasteri, a a Tsampika ce ne è uno in cima alla montagan che guarda sulla baia.
Abbiamo letto che quando finisce la strada carreggiabile ha inizio una scalinata, oltre 300 gradini, ma io sono determinata a costo di farla con Lolli in braccio che peraltro è da stamattina che lamenta male a un piede tanto da spingerci a dotarci di una confezione di fluorescentissimi cerottini antivescica! Colpa nostra, gli abbiamo messo le Crocks che non sono proprio il massimo per passeggiare e lo capisco tropo bene, anche io d'estate soffro di mille ferite e fastidi con le scarpe.
Lolli invece è prprio gasatissimo dall'avventura e letteralmente mi trascina su per le scale ad un ritmo per me esagerato.
E' affascinante osservare un carattere e n temperamento in questa fase nascente, viene spontaneo ravvedere le somiglianze e notare le diversità.
Lolli non sale spinto dalla curiosità di vedere cosa c'è lassù, non sa cosa è un monastero e dubito che metterebbe tanta energia per vederne uno qualora sapesse di cosa si tratti. Sale con l'impeto di chi sa di essee al centro di una sfida, la ricompensa è vaga, conta la spinta dell'avventura.
Va un pò meno bene a Fra che in effetti Dani deve prorpio portarlo in braccio, dal momento che è impossibile salire su con il passeggino.
Dani poi, sempre per il suo caratteristico senso di gratitudine, è pure recalcitrante per tutta la salita e la discesa, è in un'età in cui i bambini malsopportano le limitazioni ai loro movimenti.
Se lo si deposita a terra però è frequentissimo che voglia decidere lui la direziione da prendere, non di rado quella opposta al nostro obiettivo.
Ancora pochi mesi e anche lui entrerà nella stagione matura del moto, quella in cui camminare rappresenta il sistema più ssemplice per collegare due posti in cui sostare!
Il monastero è piccolo e dimesso, ma ci sono un paio di motivi che me lo rendono attraente: per la posizione impervia ela fresca ombrosità in cui è immerso, e perchè l'austerità e l'essenzialità mi ricordano un templio buddista. Il panorama sulla baia di Tsampika davvero è mozzafiato, sembra di volare.
Pare che questo sito religioso sia meta delle donne che portano un voto per la fertilità.
Sembra non sia raro qui a Rodi il nome Tsampiko per i maschietti e Tsampika per le femminucce.
Lolli ha acceso una candelina ma francamente immagino e mi auguro che abbia espresso desideri di altra natura...
Di ritorno dalla nostra acsesa ci fermiamo in un chiosco più in basso sulla baia per la merenda a base di gelato Cucciolone e per ricaricarci di acqua dopo la bella sudata che tutti ci siamo fatti, anche chi stava in braccio.
Siamo accaldati, sudati, impolverati e affranti ma io sono orgogliosissima dei piccoli e felice di aver potuto riconqueistare questa modalità di escursione che da sempre mi è congeniale-
I bambini meritano di certo la ricompensa di un bagno in piscina al rientro a casa, che facciamo tutti insieme mentre il sole comincia a tramontare sparendo dietro le colline alle spalle di casa nostra.
Cena a casa anche stasera. I bambin sono vispissimi e resistono alla stanchezza, non so neanche io dove trovino tante energie. Sembrano non voler concludere questa giornata, e io li capisco p forse semplicemente voglio crederlo, perchè sono elettrizzata anche io e mi sento libera come non mi sentivo da parecchio tempo, lieta di poter finalemte trascinare con me due piccoli compagni di viaggi, anzi quattro se contiamo anche pecorella e cagnolino, e già fantastico di avventure future...

mercoledì 15 luglio 2009

Un gelato ad Asklipio

Giornata tranquilla oggi, decidiamo di passare la mattinata al mare e dedicare il pomeriggio ad una piccola gita nei dintorni.
C'è sempre vento ma in spiaggia si sta bene.
Passo le due ore di "libertà" a prendere un pò di sole in piscina e leggere qualche guida.
Sono contenta di aver portato con me il numero di Meridiani dedicato a Rodi e Creta. Non riesco mai ad immergermi nella lettura dei reportaage e degli articoli quando sono ancora a casa prima della partenza, e sono sempre titubante quando infilo la rivista nello zaino, è un bel peso e si cerca sempre di fare economia di carichi al pensiero di doverli scarrozzare per vari giorni in giro per il mondo.
Ma anche stavolta non mi pento perchè leggere dei posti appena visitati fa venire l'appetito del viaggiatore, fa sentire un pò più partecipi degli itinerari e solletica la curiosità di esplorare il territorio e non cedere alla pigrizia.
Leggendo le guide mi rendo conto che Rodi è un'isola alla fine piccola, in gran parte centrara sulle attrattive del mare.
Qualche villaggio sembra interessante per la presenza di una chiesa, ma per lo più si tratta di passeggiate brevi.
Decidiamo che passeremo una giornata a Rodi, la città che fu sede dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, una specie di istituzione che inizialmente aveva carattere filantropico e che offriva sostegno e cure mediche ai crociati durante le loro missioni, ma che col tempo ha dirottato il suo mandato su finalità militari. A leggere della loro organizzazione sembra un pò un programma di cooperazione internazionale, come oggi l'ONU. C'erano varie Lingue, che erano i contingenti dei vari paesi dell'Europa di allora, sotto il comando di un Gran Maestro appartenente ad una di queste lingue. Molti maestri furono francesi, e l'ultimo di loro perse il dominio su Rodi a favore dei turchi islamici.
Da allora i Cavalieri, che già erano stati scacciati da Gerusalemme quando i turchi conquistarono l'Egitto, si stabilirono a Malta.
Nel pomeriggio non andiamo al mare e decidiamo di fare una passeggiata in uno dei paesini qui intorno, a quattro kilometri da casa nostra prendendo verso la collina invece di scendere al mare.
Asklipio si rivela il solito villaggetto senza assolutamente niente di niente da fare a parte una chiesa da visitare che però è chiusa e i resti di un castello arroccato su una collinetta che non mi sembra valga la pena scalare.
Ai bambini abbiamo promesso un gelato per merenda, che prendiamo in una delle poche taverne.
Con noi c'è solo la proprietaria che prende un caffè con un'amica. Lolli ed io non la disturbiamo e andiamo da soli al frigo dei gelati dove prendiamo una coppetta, che lui mangia co la solita concentrata devozione mentre Fra ed io beviamo un caffè greco.
E' polveroso e si prepara per soluzione della polvere con lo zucchero in un recipiente che si chiama brik. Viene chiesto in anticipo quanto dolce lo si vuole e deve poi esser lasciato depositare.
Dopo la merenda visitiamo il cortile della chiesa, molto carino con il pavimento a mosaico realizzato con ciottoli bianchi e neri. Lasciamo sciolti i bambini qualche minuto. Come cuccioli cominciano a fare i loro giochi embrionali, i primi della loro vita insieme, da quando Dani cammina e comincia a dare qualche soddisfazione a Lolli.
Mi incanto a guardarli, sembro inebetita anche se sono sempre sul chi vive perchè Daniele è proprio traballante e cade con un niente specie se è stanco.
Lolli d'altra parte se non è in vena luminosa non esita a spintonare con malcelata ostilità ma tant'è, sono piccoli incidenti di routine, l'inizio della mia carriera diplomatica di intermediatrice di risse.
La passeggiata si rivela anche più breve del previsto cosicchè anzichè tirare subito per casa allunghiamo fino ad arrivare a Gennadi, nella direzione opposta, verso Sud.
Anche qui restiamo poco, guadagnamo giusto una sosta in un forno dove prendiamp qualche dolcetto di quelli di pasta sfoglia intrisi di miele.
Al ritorno per la gioia di Lolli ci concediamo un bagno in piscina prima di cena.
Ceniamo a casa con il kebab al forno e gli hamburger.
Le cene possono essere estentuanti, non c'è verso che si riesca a rimanere seduti a tavola contemproraneamente più di qualche minuto consecutivo.
C'è sempre una cacca da fare, un bicchiere rovesciato da raccogliere, un disastro di rigatoni sparsi sul tavolo da ripulire.
Finisce con le solite schermaglie di rincorse tra i due mentre qualcuno sistema la cucina.
Verso le 21:30 di solito Daniele dà segni inquivocabili di cedimento, intensificando il numero di ruzzoloni e la frequenza dei pianti disperati. Ora di andare a ninna.
Lolli ed io guardiamo le stelle e chiacchieriamo, laviamo i denti, due o tremila storie da raccontare e buonanotte!

lunedì 13 luglio 2009

Pomeriggio a Lindos

Glystra ci è piaciuta e decidiamo che per ora è la nostra spiaggia.
Abbiamo dato un'occhiata, durante i percorsi in macchina, ad altre insenature ma non ci attraggono.
Paesaggisticamente appaiono più piatte, a volte proprio a ridosso di grandi complessi alberghieri della zona, quindi di certo più frequentate.
Alcune spiagge nel tratto tra Kiotari e Gennadi sono molto carine e tranquille ma ci scoraggiano i ciottoli, ancora non sperimentiamo altro terreno che non sia sabbia fine.
La motivazione ufficiale è che lo facciamo per i bambini ma a dirla tutta io per prima preferisco la sabbia, mi rendo conto che il requisito che chiedo ad una giornata di mare è la possibilità di sdraiarmi a terra senza il problema di dover trovare una posizione congeniale o fare il fachiro tra i sassi, e il piacere di entrare piano in acqua, in un fondlae che degrada dolcemente, tanto per abituarmi alla temperatura.
Non sono una vera, e neanche falsa virtuosa degli sport acquatici nò dei tuffi coraggiosi in acque appena un pò meno che tiepide, per me il mare è il posto in cui mi ricarico di raggi solari e a volte sguazzo, ma solo per cedere un pò di calore prima di rispalmarmi sotto il sole.
Prima di andare in spiaggia mi fermo con Lolli a comprare qualche tool da mare, un set minimo di secchiello e palette, una stuoia che può sempre tornare utile e una palla, immancabile.
Fra con Daniele arrivano invece nel villaggetto sul mare di Filippos per chiedere un pò di info. Avremo bisogno di fare una lavatrice prima o poi, e non siamo riusciti a scovarla negli spazi comuni tra i villini che ci ospitano.
Con Lolli finiamo prima di quanto previsto e ci incamminiamo sulla strada andando incontro a Francesco.
Ci sono un paio di taverne che punto per uscite serali e che tengo a mente. Vento anche oggi ma sappiamo che la spiaggia è un luogo protetto, stavolta andiamo senza indugi.
L'area di parcheggio di Glystra è piccola, ma qui l'afflusso è su altri ranghi rispetto a quello delle spiagge italiane. Soprattutto poi non si paga e questo è proprio un altro mondo che non rispecchia le modalità nostrane.
Anche il costo dell'ombrellone è risibile rispetto agli standard delle nostre spiagge, e il metodo è carino: ci si piazza dove meglio si crede e dopo un pò passa un ragazzo a riscuotere. 7 euro per due lettini, ma nessun problema a prenderne uno solo, siamo sempre sulla riva a far la guardia, non abbiamo bisogno di due.
In definitiva qui una giornata la mare ci costa 3.5 euro, e in cambio abbiamo ombra e un appoggio per le mille cose che trasportiamo con noi.
La mattinata scorre tra i consueti giochi in acqua e sulla riva. Riesco addirittura a ribare quarti d'ora stesa sul lettino ad arrostire. Il vento allevia la tenacia dei raggi solari. Verso le 13:00 torniamo acasa, dove ci aspetta l'insalata di patate tonno e fagiolini preparata prima di uscire. Il pomeriggio lo dedichiamo ad una prima gita, tastiamo il terreno con i bambini e ci dirigiamo a Lindos.
Ne dicono un gran bene, pare sia la perla della costa orientale. Dista poche decine di minuti di macchina da Kiotari, lungo una strada davvero panoramica che si srotola su uno sperone sul mare su cui Lindos si arrampica.
Parcheggiamo proprio al si sopra della baia di San Paolo, dove pare l'apostolo sia approdato non so in quale circostanza. C'è una baia piccola e quasi completamente chiusa, una sola piccola apertura la collega al mare aperto. Al di sopra c'è una chiesetta che ha l'aria di essere molto carina, per oggi però soprassediamo, non abbiamo molto tempo e vorremmo visitare il paese.
Quando diciamo a Lolli che andiamo a visitare un qualsiasi posto lui dice "no visitareeeee", bisogna ogni volta convincerlo che una visita non comporta necessariamente la presenza di un medico.
Un'altra cosa che mi colpisce è che Lindos, venendo da Sud, si annuncia con un campo di calcio su una terrazza affacciata sul mare, davvero spettacolare.
Il paese è un intrico di vicoli con case bianche, somiglia davvero tanto al ricordo che ho di Sperlonga.
Molto turistica, è piena di locali e taverne e bar con terrazzini che guardano l'acropoli che la sovrasta. Ci sono negozietti di souvenir ovunque, e l'ora in cui arriviamo è un pò quella del rientro dal mare per tutti, non c'è tantissima gente in giro ma si sente già la vibrazione della mondanità che esploderà di lì a un paio d'ore.
Sull'acropoli si può salire passeggiando per i vicoli o in groppa ad un asinello, e naturalmente questa sarà la nostra scelta, chissà perchè...
Ma non oggi, ormai è tardi e gli asinelli ci limitiamo a salutarli al loro rientro dall'ultima corsa, con la promessa che torneremo nei prossimi giorni di mattina, per dedicare mezza giornata ancora a bighellonare in qeusta piacevole cornice.
A cena andiamo da Stefano, la taverna sotto casa sotto casa che Filippos ci ha consigliato. Arriviamo all'ora del tramonto, e come sempre siamo accolti con gran gentilezza. Lolli viene accompagnato a vedere il forno a legna e occupiamo un tavolino sulla parte esterna della terrazza che guarda il mare.
Abbiamo collaudato che per mangiare in quattro occorre ordinare come se fossimo in due e in più mettere in conto una pietanza "spear" generalmente dedicata a Dani, che devo dire in questi giorni ci dà davvero poca soddisfazione.
Mangiamo quindi due antipasti, un'insalata di polipo e un'orata alla griglia e per Dani ordiniamo omelette prosciutto e formaggio.
Alla fine chiudiamo con un dolce e l'uzo, e ci viene offerto un digestivo, il tutto per una quarantina di euro, non male.
Quando i bambini si addormentano mi dedico come sempre a riguardare un pò le foto scattate durante la giornata.
Contrariamente a come faccio di solito devo selezionare un pò e fare pulizia. E' praticamente la prima volta da un paio d'anni che viaggio senza computer e non posso scaricare le foto alla sera. E' anche la prima volta da quando ho comprato la Canon che dovrò attendere quindici giorni prima di poter giocare con le foto e guardare i rusultati, all'inizio mi sembra piuttosto scioccante ma poi molto si può capire anche semplicemente usando il display della macchina fotografica, di certo non ci saranno grandi sorprese.

Ci sistemiamo

E' sempre piacevole una giornata in cui noi ci sveglia PRIMA di loro, specialmente se l'orologio ha superato le 8:00. Da quando è nato Lolli la prima cosa che chiedo a Fra al risveglio è "che ore sono?"
Dedichiamo la mattinata a rifornire il frigo, e ci spingiamo in un supermemercato oltre la baia di Lindos, direzione Rodi quindi.
Per scelta abbiamo deciso di resistere al fascino dell'all inclusive e alla seduzione della formula penisone-completa, con tutto quel che ne consegue in temrini di pasti da preparare e cose da sistemare.
Abbozziamo pertanto una specie di programma e da li partiamo per decidere come rifornirci.
Pranzeremo per lo più a casa, sfruttando il vantaggio delle preziose ore di riposo che i bambini ci concedono con la loro siesta. Del resto nelle ore più calde non ci verrebbe voglia comunque di andare in giro. Le cene decidiamo di viverle alla giornata, secondo come ci va. Non escludiamo di farne parecchie fuori, ma visto che il posto qui è proprio bello sono io la prima a spingere per qualche serata in più qui nel patio, a goderci il silenzio e il calare della notte sul mare.
Menù semplici, da poter impostare la mattina prima di uscire o al pomeriggio mentre loro dormono. Insalate a pranzo, forno o barbecue cena.
Al ritorno dal supermercato ci fermiamo nella macelleria sotto casa e scopriamo che il supermarket accanto non ha nulla in meno di quello da cui proveniamo, non vale la pena quindi allontanarci troppo solo per fare la spesa.
Porto Lolli a fare un bagno in piscina mentre Fra prepara un ragu veloce e dopo pranzo riposo per tutti.
I bambini vengono sbrandati verso le cinque, è una regola a casa nostra, e visto che la giornata è stata un pò all'insegna del set-up decidiamo di non spostarci troppo.
Ho visto una spiaggetta a qualche Km da qui, l'ho notata ieri mentre ci avvicinavamo a Kiotari dall'aeroporto e anche stamattina rientrando a casa ha attratto la mia attenzione.
E' una caletta di qualche centinaio di metri, sovrastata dalla collina rocciosa. Vi si scende dalla strada costiera attraversando un tratto vegetato a macchia mediterranea.
La guida ne parla bene, si chiama Glystra Beach. Sabbiosa e attrezzata, va bene per noi.
Arriviamo verso le 18:00, ora magnifica, odori e colori sono al massimo. I bambini al mare sono troppo carini, Daniele è alla sua prima stagione e in piena fase di esplorazione.

Non entra in acqua ma si aggira sulla riva e come sempre sembra avere un gran da fare con la sabbia, palette, secchielli. Un vero animaletto da bagnasciuga!

Lolli invece è diventato autonomo, entra in acqua da solo con i braccioli e gioca sulla riva con la sabbia e le conchiglie. E' freddoloso, dopo un pò in acqua trema, ma esce di buon grado con la promessa di asciugarsi un pò, mangiare la frutta e rientrare per un altro bagno.
Siamo usciti di casa poco confidenti di riuscire a passare un pò di tempo in spiaggia, il vento era molto forte, invece qui è riparato e si sta benissimo. Approfitto per le prime foto, la luce a quest'ora è accattivante.
Al ritorno facciamo tutti una doccia e ceniamo nel patio con i kebab comprati stamattina in macelleria.
Daniele prosegue con il suo sciopero della pasta, rifiuta i fusilli in bianco come fossero veleno, ma si fionda su pane, pomodori e formaggini e va bene così, rimandiamo ad altri momenti la rieducazione alimentare, che adesso ci sono troppe novità.
Loro vanno a dormire e noi rimaniamo qui fuori per un'ultima birra, in compagnia delle stelle, dei grilli e del fruscio dei rami dell'ulivo sferzati da questo vento tiepido.

domenica 12 luglio 2009

Il giorno del viaggio

Alle spalle abbiamo già un paio di giorni di viaggio. Venerdi dopo il lavoro siamo andati a Francavilla a prendere i bambini e Sabato mattina li abbiamo rimpatriati a Roma.
Ci aspettano 10 giorni insieme a Rodi, e ancora non sappiamo cosa ne faremo.

Abbiamo scelto una sistemazione che ci è sembrata molto carina guardando le foto, non mancano le comodità.
Il mare è vicino, anche se non siamo riusciti a capire se sia necessario prendere la macchina per raggiungere la spiaggia più a portata.
Potrà essere un soggiorno tutto dedicato al mare o potremo spingerci un pò più nella vacanza che più ci è congeniale, dipende molto da che sintonia troveremo, da quanto ci verrà voglia di esplorare l'isola e soprattutto da quanto terreno ci concederanno Lolli e Dani, quanto ci seguiranno nelle nostre iniziative, quanta flessibilità mostreranno o almeno quantà in più rispetto a quella del granito chesolitamente contraddistingue gli under 3 ogni qual volta venga modificata una delle loro millemila abitudini quotidiane.
Con questi pensieri partiamo e questi pensieri mi fanno compagnia durante le prime due ore fuori-programma, trascorse su un aereo della Egean fermo sulla pista in attesa di uno slot per il decollo.
I bambini ci sorprendono mostrando insperate risorse di adattamento per tutte le quasi 12 ore di viaggio da casa fino al villino di Petroto a Kiotari, che è la nostra meta finale cui giungiamo intorno alle 20:00 ora locale. A Rodi abbiamo un'ora di fuso rispetto all'Italia.
Il tempo in viaggio è passato tra giochi e chiacchiere sull'aereo, qualcosa da mangiare e lo scalo ad Atene con relative operazioni di imbarco e sbarco e re-imbarco.
Lolli è stato bravissimo, Daniele come sempre non ha creato problemi.
Rodi mi è sembrata bella fin dall'arrivo all'aeroporto. Paesaggio mediterraneo e profumi che salgono dalla vegetazione della macchia, che mi riporta molto il ricordo della Sardegna.
Il viaggio in macchina dall'aeroporto a Kiotari è breve, un'oretta scarsa.
Ci siamo fermati a comprare latte e biscotti, i tempi ormai si sono ristretti troppo per pensare ad una spesa seria e ad una cena a casa.
All'arrivo cerchiamo Filippos, il nostro contatto che ci accompagna a casa.
Dicono che la gente sia molto gentile qui, e così sembra infatti. Troviamo frutta fresca e un'ottima accoglienza. La casa è bella, tutti materiali naturali, pietra e legno.

Tipica abitazione rodiana, una specie di cubo con le finestre che si affaccia su uno spazio aperto. Nel nostro caso si tratta di un patio terrazzato che sovrasta un prato ben tenuto. Dei gradoni conducono ad un anfiteatro che è parte del nostro panorama privato. Abbiamo una splendida vista sul mare, e più in basso, sotto l'anfiteatro, una piscina che si rivelerà di certo utile nei prossimi giorni.
Peccato che il gradone che dal patio scende sul prato, e gli scalini dell'anfiteatro non costituscano un territorio sicuro, specie per Daniele che è ancora così goffo quando cammina. Non potremo lasciarli razzolare da soli nel giardino.
A cena proviamo una delle taverne più a portata, proprio sulla spiaggia a due minuti da casa. Lolli familiarizza con un bambino greco e Daniele non mangia niente.
E' un periodaccio, sta spuntando qualche dente, ma fortunatamente un biberon di latte è ancora una valida soluzione.
Non riesco ad uscire senza aver fatto almeno a loro un bagno, e sfiliamo dagli zaini le poche cose che servono, prima di ficcarli nella vasca insieme e poi via, a noi penseremo dopo cena.
C'è un vento che non arriva per un pelo ad essere fastidioso, ma il limite in realtà non viene mai superato se non per gli inquietanti sibili notturni dalle fessure delle finestre.
Il vento è parte del paeaggio qui, e ci rendiamo subito conto che allevia una temperatura altrimenti più alta di quella cui siamo abituati, e che ci abitua ad entrare nel cuore dell'estate.
I bambini vanno a letto intorno alle undici, e noi non molto dopo.
Da domani cominciamo ufficialmente questa avventura.