Cominciamo dalle basi.
La Penisola Calcidica – Halkidiki nella lingua locale – è parte della Macedonia Centrale. Per intenderci, ad Est rimane solo la Macedonia Orientale o Tracia prima di cambiare stato e passare in Turchia.
Halkidiki si affaccia sull'Egeo ed è a sua volta composta da tre propaggini: Kassandra, Sithonia e Agion Oros.
La prima ha fama di essere la più piatta dal punto di vista paesaggistico e la più atrezzata delle tre per il turismo. L'ultima è una repubblica autonona quasi completamente disabitata a parte alcuni monasteri, ed è nota per essere una terra sacra generalmente non accessibile al turismo se non previo ottenimento di particolari permessi, e comunque esclusivamente ad un pubblico maschile.
Sithonia è la penisola sulla quale stazioniamo da un paio di giorni. E attraversata da una catena montuosa che raggiunge gli 800 metri slm, in gran parte ricoperta di boschi di conifere. A tratti la costa è suggestivamente ripida e i pini raggiungono quasi ovunque la spiaggia. Non me la sento di affermare che sia una tappa obbligata nella vita di nessuno e neanche nell'itinerario di viaggio di nessuno e neanche nell'itinerario di viaggio nei balcani di nessuno, mentirei se affermassi il contrario, però insomma, non è male.
Noi abbiamo scelto di piantare le tende a Nikiti, un piccolo centro che sulla mappa si trova proprio all'inizio di Sithonia, che detto in modo un pò più utile per chi volesse arrivarci è qualcosa come un centinaio di Km da Salonicco, diciamo un'ora e mezzo circa di viaggio dall'aeroporto dove atterrano i voli Ryan Air.
In ogni caso Sithonia è lunga circa 40 Km, e si passa dal lato est al lato ovest in qualcosa come mezz'ora attraversandola dove è più larga, quindi in parole povere Sithonia si gira in lungo e in largo volendo in una giornata.
Chi viene da queste parti non lo fa di certo per soddisfare ambiziose velleità di viaggio, anche perchè a Sithonia (come nel resto della Penisola Calcidica) c'è poco niente da visitare, quanto per godere la vita di mare in una delle tante belle spiagge.
Ci adeguiamo con temporanea rassegnazione – stiamo dando a tutti i membri della nostra famiglia il tempo di crescere a sufficienza per rimettersi in pista su una vera strada con un vero itinerario di viaggio - a questo modello di villeggiatura e seguiamo docilmente Katia e Pasquale lasciandoci trascinare dal loro mood di perfetti animali da spiaggia, e alla fine non è niente male, sento che ci prendiamo gusto e che pian pianino entriamo nel ruolo nonostante ogni discesa in spiaggia assomigli ogni giorno di più ad un autentico trasloco di passeggini, oggetti ludici e beni di prima necessità, e tutti noi che viaggiamo con bambini sotto i 120 cm di lunghezza sappiamo che le due cose praticamente quasi sempre coincidono.
Lascio dunque traccia in questo post del nostro itinerario da bagnanti, recensendo un pò le spiagge che abbiamo battuto e batteremo nei prossimi giorni.
Litorale di Nikiti
Le spiagge che insistono sul centro di questo paese si snodano lungo la via principale, in questo periodo pedonale, fiancheggiata da appartamenti/studios, piccoli negozietti, ristoranti, bar e take away. Tutti i bar hanno la loro estensione sulla spiaggia, di solito allestita su tavolini e divanetti ombreggiati da tende su bianche pedane di legno. Molto carino davvero.
Le spiagge sono attrezzate con ombrelloni, accessibili per tutti alla sola condizione di effettuare una consumazione che potrebbe essere anche il bibitone di Nescafè Ice che qui va alla grande, una specie di caffè annacquatissimo e freddo con quintali di ghiaccio dentro.
Il mare è molto bello e l'acqua per niente fredda. La spiaggia è sabbiosa/sassolinosa.
Armenistis
Sul lato est di Sithonia, è una bella baia di sabbia sassolinosa e chiara raggiungibile con una bella strada costiera da Nikiti. Sulla parte più a Sud della spiaggia c'è un campeggio e nella zona centrale la spiaggia è attrezzata e accessibile al pubblico. Al costo di 8 euro a gruppo familiare (che penso equivalga a 4 euro a persona, i bambini non pagano) si guadagna l'accesso alla spiaggia per tutto il giorno e l'utilizzo dei molti servizi: una serie di ombrelloni molto grandi da occupare sedono l'internazionale principio del chiprimoarriva (o delli mejo posti), una grande bar in stile parecchio californiano sulla spiaggia con l'immancabile e sempiterna musica lounge all day long che si filodiffonde fino all'acqua, tavolini, divanetti e un altro bar ristorante sul prato sotto la pineta.
L'acqua è bellissima e il paesaggio suggestivo. Noi abbiamo incontrato parecchi oggetti nuotanti che a prima vista erano indibitabilmente dei preservativi goinfiati di acqua da simpatici buontemponi, ma a una più accurata analisi si trattava di fauna marina inquietantemente rassomigliante al genere-medusa. In ogni caso erano del tutto innocui e non pizzicanti, quindi evidentemente non si trattava di meduse ma di qualche bizzarra specie di pesce-preservativo.
Karydi
Ad una mezz'ora circa da Nikiti sul versante orientale dlla penisola, località Vorvorou, ecco un luogo dove val la pena fermarsi. Niente spiaggia attrezzata e musica lounge qui (finalmente!), natura selvaggia e paesaggio perfetto. Mi ha ricordato parecchio le spiagge di Capo Coda Cavallo in Sardegna. Si può fare la scelta nazional popolare e spiaggiarsi sulla lingua di sabbia sul lato sud, a patto di portarsi dietro ombrelloni e quant'altro ed avere voglia di avere parecchia compagnia, o la scelta radical chic di scavallare il piccolo promontorio e fermarsi all'ombra dei pini sul versante nord e scendere di qualche metro per immergersi in un'acqua cristallina su fondale roccioso. Lingue di sabbia si insinuano tra le rocce e facilitano l'accesso all'acqua, e microspiaggette addossate alle rocce ci fanno capire che quattro bambini di età compresa tra uno e sei anni non hanno bisogno che di mezzo metro quadrato di sabbia per inventarsi mezz'ore di giochi.
Oggi c'era un chioschetto di bibite e panini proprio nella zona del parcheggio, e per gli amanti del genere non c'è nessun problema a procurarsi ciambelle fritte a qualsiasi ora della giornata, un classicone della spiaggia calcidica al pari del Nescafè Ice.
Sosta straconsigliata!
Lagomandra
Ad una decina di Km da Nikiti sulla strada costiera occidentale, una spiaggia che di suo non è particolarmente affascinante. Una sequenza di tre grandi insenature da sabbia sassolinosa, attrezzata nell'estrema punta nord con ombrelloni e bar che fanno capo alla struttura alberghiera sovrastante. Lagomandra è infatti anche il nome del resort che insiste su questa parte della spiaggia, costituito da un vero e proprio albergo cui si giunge attraversando la strada costiera su un brutto ponte pedonale, e da una struttura di studios che si affacciano su una piscina adiacenti alla spiaggia. A completamento della parte attrezzata una taverna sul mare e un piccolo market fornito di tutto un pò.
L'elemento impagabile di Lagomandra beach è la retrostante pineta che arriva fino alla spiaggia. Grande, fresca, profumatissima di resina, è un luogo magico che offre ombra senza limiti con un sottofondo intenso di cicale ad un passo dal mare. Sostare all'ombra di un pino anzichè sotto un ombrellone non ha prezzo, ed è per questo che l'abbiamo eletta a nostra spiaggia preferita, tornandoci due volte in pochi giorni e condividendo lo stesso albero con una famigliola di serbi dall'aria molto efferata e di poca compagnia.
Kriaritsi
Questa l'abbiamo scovata su diversi itinerari di viaggio di camperisti convinti. Si trova parecchio a sud della penisola di Sithonia, a circa un'ora da Nikiti sul lato orientale, proprio nel punto più vicino al Monte Athos di cui nei giorni limpidi si gode una bella e maestosa vista.
Eì una larga insenatura su cui si appoggia una grande area deicata ai campeggiatori che in qualche modo invade il paesaggio dal momento che alle tende è permesso stanziarsi proprio a ridosso della spiaggia. In compenso la struttura del campeggio è molto discreta e ridotta, consta di una piccola taverna, qualche servizio, un bar sulla spiaggia e qualche ombrellone sul lato più a Sud.
Noi siamo arrivati ad un'ora indegna di domenica, a ridosso della zona pranzo, per cui nessuno degli ombrelloni si è reso disponibile fino al pomeriggio e ci siamo dotati di ombrelloncino spacciato per 6,5 onestissimi euro dallo spaccio del camping, sotto l'ombra del quale ci siamo uniti stretti stretti fin quando non è iniziata la consueta migrazione a branchi verso il bar e l'ammollo perenne dei bambini in acqua. Da queste parti tutto è permesso, il bagno dopo pranzo nelle tiepide acque dell'Egeo e lo stazionamento in acqua a tempo illimitato. Il sole picchia da morire e la vegetazione è brulla e arbustiva, molto prediletta da numerosi greggi di caprette che si spingono fin sulle rocce che circondano la spiaggia, per cui è consigliabile dotarsi di abbondante crema ad alto fattore di protezione per non fare come me, che poco ligia e tendenzialmente pigra, adotto la tattica "a macchia di leopardo" applicando strati di protezione nei punti più sensibili e ottenendo il risultato di evitare eritemi nelle zone consuete e procurarmene in zone inedite, nonchè di arrivare a fine giornata con scottature a macchia di leopardo, per l'appunto.
Bella la spiaggia e soprattutto molto bella la strada costiera per raggiungerla, che nell'ultimo tratto diventa poco più di un tratturo che si insinua nella natura selvaggia.
Orange beach
Poco meno di un'ora da Nikiti, per noi
ombelico della penisola di Sithonia, poco più avanti di Armenistis, a circa 6 km dalla spiaggia di Sarti sulla strada costiera occidentale che ormai conosciamo a memoria, una
spiaggia splendida splendente cui si accede planando giù lungo un
discesone bianco sterrato che con il sole allo zenit ti fa
rimpiangere di aver mai pensato di prendere un volo per Salonicco e
tutto quel che ne consegue.
Questo però solo perchè io non sono
una che apprezza, almeno non subito. Però anche io che non apprezzo,
appena ho modo di farmi una ragione dell'affollamento inaudito della
mezzaluna di sabbia bianca incastrata tra pendii ombreggiati da pini
profumati, mi lascio incantare dalla bellezza del luogo e trovo la
forza di conquistare un metro quadro sufficientemente lontano dal
fragore degli altoparlanti puntati sugli ombrelloni antistanti il
bar.
Poi trovo la forza, questa volta non
mentale ma fisica, di riscalare il discesone bianco sterrato per
portare Flavio in quota, a riposare su una delle amache sistemate
sotto la pineta e godere mentre lui dorme di un pomeriggio ombroso
con un panorama mozzafiato a sorseggiare caffè shekerato, e mi
riconcilio ancora un pà di più con il luogo. Poi trovo la forza di
riscendere e stare in ammollo il resto della giornata in un'acqua
bellissima, e nuotare fino alla periferia rocciosa di questa piccola
baia e scalare con i bambini gli scogli bianchi zigzagando tra
nudisti e fricchettoni per guardare il mare da lassù.
Non saprei a chi consigliare questa
spiaggia, per me in questo periodo di Luglio è poco meno che
invivibile, ma giuro giurissimo che la prossima volta che passo di
qui in Aprile o Ottobre ci ritorno, oh eccome se ci ritorno!
Goa Beach
Dovevo disintossicarmi dall'esperienza
Orange Beach, e i miei compagni di viaggio non potevano che
assecondarmi, viste le mie performance di rara insopportabilità
della giornata precedente, per cui nessuno ha osato contraddrimi su
nulla il giorno seguente. La meta originaria era la spiaggia di
Kalamitsi, poco più avanti di Kriaritsi, estrema punta sud della
penisola. Solo che mi ricordavo di aver visto questa indicazione per
Goa Beach qualche giorno prima, e di essermi incuriosita e aver
googolato tra le varie foto di panoramio, e allora ho proposto di
fare una piccola deviazione per dare un'occhiata. L'accesso a Goa
Beach è segnalato poco dopo Sarti, in corrispondenza di uno dei
punti più alti della strada. Per arrivare alla quota zero slm si
scende in picchiata con la macchina lungo uno sterrato niente male,
ma poi per me si è aperto il paradiso, tutto quello che voglio da
una spiaggia: una cala con zero affollamento infilata tra due pareti
di rocce a picco sul mare, un bar strafricchettone tutto di legno con
arredamento e sculture etnici e divanetti in ogni dove, atmosfera da
stagione di concerti sulla spiaggia non ancora iniziata, scelta di
grandi ombrelloni bianchi sotto i quali sparpagliare i nostri beni
umani e materiali.
E tanti, tanti ricci di mare, che
abbiamo raccolto come margherite da un prato, pulito sulla spiaggia e
mangiato alla sera con gli spaghetti De Cecco e un buon vinello
bianco. Che volere di più?