Innanzitutto siamo arrivati in Covent Garden di mattina e c'era il sole.
Poi Covent Garden un minuto dopo che sei entrato nel vecchio mercato, ti fa sentire Audrey Hepburn al centro della prima scena di My Fair Lady, che è uno dei miei musical preferiti di sempre, e giá mentre risali la scala mobile della tube station inizi a percepire la vibrazione della cittá in cui l'idea stessa del musical è nata, e che si perpetua nei mille cartelloni degli spettacoli del West End: Matilda, Lion's King, Billy Elliot e Mammamia per dirne solo alcuni in scena oggi.
Per tutti i 4 giorni trascorsi a Londra non mi è mai passata una fibrillazione, la sensazione che in ogni istante mi stessi perdendo qualcosa di importante in qualche angolo prossimo della cittá, un concerto, una mostra, un numero straordinario di un artista di strada.
Ho amato tutto e tutto mi è sembrato speciale e invidiabile, e sono stata felice di aver riservato una buona porzione di questo viaggio per fare la conoscenza di una cittá da cui si si fa conquistare subito e che non si fa lasciare facilmente.
Londra sembra perfetta da esplorare con i bambini, ma la veritá è che Londra secondo me è perfetta per tutti.
Se sei un bambino, o il genitore che lo accompagna, ti incanti al Transport Museum dove vivi la storia della mobilità pubblica a partire dall'800, in un percorso di eccezionale accessibilitá per tutti, un vero capolavoro dell'arte di esporre che ti fa riflettere e realizzare che la fama e la maestria dei cugini americani ha delle radici ben solide e degli ispiratori assai raffinati nella vecchia Europa.
Ancora di più ti incanti al Natural History Museum, dove il pregio del palazzo che ospita la grandiosa esposizione moltiplica la grande ricchezza delle collezioni esposte.
Io mi sono emozionata alla vista delle ricostruzioni dei fossili di dinosauri, e per aver potuto vedere da vicino il lavoro di quella straordinaria ragazzina di nome Mary Annings, che avevo conosciuto tra le pagine di un libro di Bill Bryson qualche tempo fa e che ha speso la sua breve vita a caccia di fossili tra le rocce nel Dorset.
Io mi sono emozionata alla vista delle ricostruzioni dei fossili di dinosauri, e per aver potuto vedere da vicino il lavoro di quella straordinaria ragazzina di nome Mary Annings, che avevo conosciuto tra le pagine di un libro di Bill Bryson qualche tempo fa e che ha speso la sua breve vita a caccia di fossili tra le rocce nel Dorset.
Un bambino potrebbe trascorrere ore in qualsiasi parco rincorrendo scoiattoli, ma se poi si imbatte nel Diana Princess of Wales Memorial Playground, all'interno dei Kensington Garden, potresti anche lasciarlo li e tornarlo a prendere al tramonto. Un parco ispirato alle avventure di Peter Pan, in cui la più spettacolare attrazione è un veliero in cui è possibile salire ed arrampicarsi fin sulle cime più alte.
La regola e la filosofia ispiratrice, come recita la targa all'ingresso, è che nel gioco come nella vita i rischi non possono essere eliminati e che la cosa miglioreper i bambini è vivere in autonomia le proprie esperienze per imparare a gestirne gli aspetti rischiosi. Il parco offre ai bambini la possibilitá di farlo in un ambiente controllato e sotto la vigilanza degli adulti scalando rocce, bagnandosi con fontanelle, pascolando in una vera spiaggia di sabbia, scalando strutture di legno ed esplorando gallerie.
Trovo sempre interessante passare il tempo nei parchi perchè posso osservare come giocano i bambini in altri paesi e in altre culture e come interagiscono tra di loro e con gli adulti. La sensazione è che nel mondo anglosassone ai bambini venga lasciato più spazio e più autonomia, i genitori li guardano da lontano, o anche da vicino, ma non sono lí ogni due secondi a impartire ordini, suggerire mosse, redarguire comportamenti, offrire magliette, offrire cappelli, spalmare creme, chiamare, richiamare, richiamare alzando la voce, minacciare fulmini e saette. I bambini nel mondo anglosassone vengono considerati come persone e non come pericoli imminenti, disturbi alla tranquillitá o possibili emergenze. I bambini vengono rispettati di più. Ecco, l'ho detto. E forse è per questo che sembrano tanto silenziosi, docili, obbedienti, concentrati e collaborativi nel gioco.
Trovo sempre interessante passare il tempo nei parchi perchè posso osservare come giocano i bambini in altri paesi e in altre culture e come interagiscono tra di loro e con gli adulti. La sensazione è che nel mondo anglosassone ai bambini venga lasciato più spazio e più autonomia, i genitori li guardano da lontano, o anche da vicino, ma non sono lí ogni due secondi a impartire ordini, suggerire mosse, redarguire comportamenti, offrire magliette, offrire cappelli, spalmare creme, chiamare, richiamare, richiamare alzando la voce, minacciare fulmini e saette. I bambini nel mondo anglosassone vengono considerati come persone e non come pericoli imminenti, disturbi alla tranquillitá o possibili emergenze. I bambini vengono rispettati di più. Ecco, l'ho detto. E forse è per questo che sembrano tanto silenziosi, docili, obbedienti, concentrati e collaborativi nel gioco.
Se sei un bambino e un giorno in un playground vedi arrivare 4 (quattro) camion dei pompieri e una ambulanza, e assisti alle manovre di 8 (otto) vigili del fuoco che espongono un vivamaria di strumenti per scastrare un braccio di un preadolescente incastrato in una casetta di legno, invece, ti senti proprio dentro una puntata di Sam il Pompiere. Se sei il genitore italiano che lo accompagna 1) ti fai delle grasse risate e 2) ti chiedi come siano dimensionate le forze dell'ordine a Londra, per potersi permettere un tale dispiegamento per l'equivalente esatto di un gattino su un albero.
Se sei un adulto di quasi 40 (quaranta) anni che non ha vissuto a Londra quando ne aveva 20 (venti) o 30 (trenta) un pò ti dispiaci di non aver passato le pause pranzo e le uscite dal lavoro in uno qualsiasi dei mille parchi qui, nel centro di Soho come nell'Hyde Park corner, a consumare buste di Marks&Spencer food to go o anche solo patatine e prosecco, seduto sull'erba, con un gruppo di amici o con un fidanzato. Ma il sushi però lo compri lo stesso da Marks&Spencer e guardi con gioia Lolli che lo divora, quello sí che lo fai

Se sei un adulto di quasi 40 (quaranta) anni che non ha vissuto a Londra quando ne aveva 20 (venti) o 30 (trenta) un pò ti dispiaci di non aver passato le pause pranzo e le uscite dal lavoro in uno qualsiasi dei mille parchi qui, nel centro di Soho come nell'Hyde Park corner, a consumare buste di Marks&Spencer food to go o anche solo patatine e prosecco, seduto sull'erba, con un gruppo di amici o con un fidanzato. Ma il sushi però lo compri lo stesso da Marks&Spencer e guardi con gioia Lolli che lo divora, quello sí che lo fai
Se sei un bambino sei affascinato dal concetto stesso di monarchia, questa cosa fantastica del Re, della Regina, dei Principi e dei Cavalieri, e per forza poi ti sembra una figata la cancellata di Buckingam Palace con la statua dei leoni sulla fontana e le guardie tutte impettite con la bella uniforme nera e rossa. Se poi mentre mangi un panino al playground dei giardini di St James ti atterra un elicottero a dieci metri e resta li con le pale che girano fortissimo alzando il vento dall'altra parte della strada, beh resti a bocca aperta e ti sembra di aver vissuto chissá che avventura.
Se sei un bambino ti incanti con il naso spiaccicato sulle vetrine che espongono cupcakes, e se sei la mamma produttrice compulsiva di muffin pure, ma se sei la mamma in fissa con le letture sull'alimentazione organica o biologica che dir si voglia vorresti non uscire mai da Whole Foods in Kensington High Street. Perchè ok, hai capito bene che è biologico stacippa però assomiglia comunque a un parco giochi, con tutte quelle spezie, quei cibi preparati che pretendono di essere supergenuini, cucinati al massimo tre minuti prima a partire da ingredienti freschi, organici e a chilometro zero nelle cucine li sotto da persone con regolare contratto e/o permesso di soggiorno, quella frutta fresca che non ha mai visto un conservante e un pesticida, low fat, low carb, etc. In una parola: SLURP!
Anche se qualcosa deve non funzionare alla perfezione perchè oltre a vedere parecchie donne sovrappeso se non proprio grassissime, non ho mai visto una donna davvero magra qui, e se l'ho vista ho poi capito che non era inglese.
Anche se qualcosa deve non funzionare alla perfezione perchè oltre a vedere parecchie donne sovrappeso se non proprio grassissime, non ho mai visto una donna davvero magra qui, e se l'ho vista ho poi capito che non era inglese.
Se sei un bambino ti incanti allo zoo quando sfili davanti le gabbie dei rettili e fai la gara a chi vede prima l'iguana mimetizzata nelle rocce, o ti fai grandi risate mentre la scimmietta si arrampica un pò buffa tra i rami. Se sei un adulto alla sua trentottesina visita ad uno zoo dall'inizio del suo percorso genitoriale ti dici che sì, lo possiamo pure chiamare bioparco e può essere anche quello più antico del mondo ma alla fine della feira sempre di animali in cattività si parla e se non fosse un pò un tabù ancora nel secondo millennio la Disney non ci avrebbe fatto 3 Madagascar. Però a Londra per arrivare allo zoo devi passeggiare nella vivacitá disordinata e colorata di Camden Town inseguendo i cartelli, e quella sì che è una bella cosa se sei un adulto.
A Londra un bambino non si annoia mai e mai chiede di tornare a casa, perchè da tante prospettive si vede il London Eye, che è la quintessenza della ruota panoramica, altissima e luccicante, sta benissimo anche da sfondo al Big Ben.
Ed è uno spasso anche salire sul Tower Bridge, guardare la nave da guerra, gli spruzzi delle fontane, le papere e i cigni.
Parliamo e parliamo e parliamo immaginando una vita qui, con Francesco. Ci piace il friday night che fa affollare le metropolitane a partire dalle 17:00, e che trasforma Covent Garden in un unico party sotto le stelle, "enjoy" il motto vissuto con tanta risolutezza che il sabato e la domenica quasi non esistono sul calendario settimanale dell'impegato londinese, e un pò lo sappiamo tutti, che è che non ha visto Bridget Jones? Al punto che le stazioni della metropolitana chiudono per manutenzione perchè tanto nessuno si sogna di andare in giro. A parte noi che dobbiamo cominciare proprio dalla desolatissima Old Street Tube Station il nostro lungo viaggio di ritorno!
A Londra un bambino non si annoia mai e mai chiede di tornare a casa, perchè da tante prospettive si vede il London Eye, che è la quintessenza della ruota panoramica, altissima e luccicante, sta benissimo anche da sfondo al Big Ben.
Ed è uno spasso anche salire sul Tower Bridge, guardare la nave da guerra, gli spruzzi delle fontane, le papere e i cigni.
Parliamo e parliamo e parliamo immaginando una vita qui, con Francesco. Ci piace il friday night che fa affollare le metropolitane a partire dalle 17:00, e che trasforma Covent Garden in un unico party sotto le stelle, "enjoy" il motto vissuto con tanta risolutezza che il sabato e la domenica quasi non esistono sul calendario settimanale dell'impegato londinese, e un pò lo sappiamo tutti, che è che non ha visto Bridget Jones? Al punto che le stazioni della metropolitana chiudono per manutenzione perchè tanto nessuno si sogna di andare in giro. A parte noi che dobbiamo cominciare proprio dalla desolatissima Old Street Tube Station il nostro lungo viaggio di ritorno!

































