sabato 30 giugno 2012

Elogio dei tempi morti


Pensavo oggi che uno dei mille modi in cui è cambiata la mia vita in questi anni riguarda la concezione della vacanza. Un tempo la vacanza era una transizione lieve da una vita debolmente routinaria ad una disciplinatamente sregolata. La vita di tutti i giorni aveva dei tempi morti, tanti tempi morti, alcuni dei quali, nei mesi precedenti la vacanza, venivano dedicati al pensiero e alla predisposizione alla vacanza stessa.
Oggi che i tempi morti sono azzerati, ridotti a un remoto e struggentemente nostalgico ricordo, assorbiti in giornate dai giorni disperatamente contingentati, ora che per far quadrare le giornate ho iniziato ad intaccare la pausa notturna in cerca di margini che mi tenevo stretta nella mia vita passata, la vacanza è come un appuntamento con uno dei diecimila destini annotati nell'agenda annuale, una data a cui arrivo in corsa e solitamente in apnea, un bunjee jumping nel vuoto di una dimensione atemporale di cui non sai quasi niente a parte la destinazione del volo e la certezza di due date, quella della partenza e quella del ritorno.
Il tempo morto, cronico assente nella vita normale, si concretizza molto presto durante la vacanza, di solito il giorno successivo all'arrivo a destinazione, quindi oggi nel mio caso.
Tempo morto è la mattina dopo la colazione, quando tutti restano fermi attorno al tavolo continuando a versare caffè nelle tazze e spalmare marmellata sulle fette di pane, senza partire in accelerazione verso le rispettive giornate occupando i rispettivi bagni o tuffandosi nei rispettivi vestiti di tutti i giorni.
Tempo morto è la siesta al pomeriggio sotto l'ombra del portico della pensione dove alloggi, quando il corpo si defatica e il cervello, che ancora non ci crede, concatena improbabili programmi per il resto della giornata che per quanto ti sforzi comprendi subito che non la satureranno, lasceranno altri tempi morti, e questo un pò stupisce e un pò spaventa, quasi che fosse disdicevole arrivare all'ora di cena proprio in un orario giusto per una cena, avendo avuto il tempo di fare una doccia e anche una telefonata.
Ecco, oggi ho iniziato a riprogrammare il mio cervello includendo la variabile tempo morto, e ancora faccio un pò fatica a scacciare quell'insidiosa consapevolezza che tempo va saturato e che lasciarlo passare senza attività è una grave imtemperanza che pagherò con tonnellate di autentico pentimento e cocente senso di colpa.
Ecco quindi che la cronaca di oggi, 30 Giugno, primo giorno di vacanza nel bel mezzo della pianura della Tessaglia nella Grecia continentale, è un pò il racconto di qualcosa che è avvenuto negli intervalli tra i vari tempi morti.
Che poi, ad applicare quel minimo di indulgenza verso se stessi, tenendo ben presente che anche i tempi vivi sono tempi dilatati nel nostro gruppo con tanti minorenni in varie fasi del loro legittimo sviluppo motorio e cognitivo, si vede bene che a tutti gli effetti la giornata consumata tra i tempi morti è stata a suo modo intensa.
Innanzitutto ho imparato il nome di questo sgarrupato paese nel quale siamo finiti, che si chiama Kalambaka e che sembra un pò la versione tessalonica di Trinidad, un pò meno pittoresca ma ugualmente decadente, sicuramente meno famosa ma altrettanto turistica.
Poi ho scoperto che a Kalambaka, nel bel mezzo della pianura della Tessaglia, è possibile riparare la ruota del passeggino modello Slalom Pro anno 2010 della Janè senza avventurarsi in frustranti telefonate nei maggiori centri di spaccio di materiali per l'infanzia che ti dirottano in appositi call center della Janè con il risultato che il pezzo mancante è fuori produzione e l'unica speranza è cercare su ebay un venditore di passeggini di serie precedenti alla tua da cui comprare l'intero passeggino per estrarre la camera d'aria mancante. Infatti il caso vuole che a Kalambaka, nel bel mezzo della pianura della Tessaglia c'è la ferramenta, e alla ferramenta ti indicano il negozio di fronte, che senza possibilità di dubbio è il negozio di riferimento del paese per la vendita di stufe a legna e setacci per granaglie, e il cui proprietario fa una telefonata, e dopo mezz'ora dalla telefonata qualcuno arriva e per 5 euro ti sostituisce la camera d'aria mancante.
Ho scoperto poi che a Kalambaka in Tessaglia il 30 Giugno, oggi, c'è una festa patronale, e che fervono i tipici preparativi, si monta il palco, si chiudono le strade, si vendono le pannocchie, si filodiffonde musica frastornante.
Nelle pause tra i tempi morti trascorsi a procurarci generi alimentari per il pranzo abbiamo raggiunto le vette di due meteore, dove per meteore intendo le rocce su cui alloggiano le meteore, dove per meteore intendo i monasteri sospesi per aria, come l'etimologia del termine richiede.
Nei tempi morti con Lolli ci siamo detti che quei monaci sono statio pazzi a costruire monasteri lassù, che fosse stato per noi li avremmo serenamente collocati in posizione più accessibile.
E nei tempi morti ho anche sfruttato i potenti mezzi tecnologici che la pensione in cui alloggiamo offre, sotto forma di rete wifi, studiando retroattivamente la genesi di questi pinnacoli rocciosi che letteralmente bucano la pianura, scoprendo con disappunto che non ci sono teorie geologiche concordi e che forse, ma non è detto, trattasi di conglomerati calcarei depositati dal solito fiume che una volta passava di qui ma che ora non c'è più.
E nel compiacermi di quanto intensa sia stata la giornata nelle pause tra i tempi morti capisco che questa vacanza nella quale sono giunta in scivolata è solo appena iniziata, che la testa gira ancora al ritmo dei giorni normali, ma mi dico anche che la marcia è stata scalata e che la velocità diminuirà di conseguenza, magari a partire da domani.

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