Pensavo oggi che uno dei mille modi in
cui è cambiata la mia vita in questi anni riguarda la concezione
della vacanza. Un tempo la vacanza era una transizione lieve da una
vita debolmente routinaria ad una disciplinatamente sregolata. La
vita di tutti i giorni aveva dei tempi morti, tanti tempi morti,
alcuni dei quali, nei mesi precedenti la vacanza, venivano dedicati
al pensiero e alla predisposizione alla vacanza stessa.
Oggi che i tempi morti sono azzerati,
ridotti a un remoto e struggentemente nostalgico ricordo, assorbiti
in giornate dai giorni disperatamente contingentati, ora che per far
quadrare le giornate ho iniziato ad intaccare la pausa notturna in
cerca di margini che mi tenevo stretta nella mia vita passata, la
vacanza è come un appuntamento con uno dei diecimila destini
annotati nell'agenda annuale, una data a cui arrivo in corsa e
solitamente in apnea, un bunjee jumping nel vuoto di una dimensione
atemporale di cui non sai quasi niente a parte la destinazione del
volo e la certezza di due date, quella della partenza e quella del
ritorno.
Il tempo morto, cronico assente nella
vita normale, si concretizza molto presto durante la vacanza, di
solito il giorno successivo all'arrivo a destinazione, quindi oggi
nel mio caso.
Tempo morto è la mattina dopo la
colazione, quando tutti restano fermi attorno al tavolo continuando a
versare caffè nelle tazze e spalmare marmellata sulle fette di pane,
senza partire in accelerazione verso le rispettive giornate occupando
i rispettivi bagni o tuffandosi nei rispettivi vestiti di tutti i
giorni.
Tempo morto è la siesta al pomeriggio
sotto l'ombra del portico della pensione dove alloggi, quando il
corpo si defatica e il cervello, che ancora non ci crede, concatena
improbabili programmi per il resto della giornata che per quanto ti
sforzi comprendi subito che non la satureranno, lasceranno altri
tempi morti, e questo un pò stupisce e un pò spaventa, quasi che
fosse disdicevole arrivare all'ora di cena proprio in un orario
giusto per una cena, avendo avuto il tempo di fare una doccia e anche
una telefonata.
Ecco, oggi ho iniziato a riprogrammare
il mio cervello includendo la variabile tempo morto, e ancora faccio
un pò fatica a scacciare quell'insidiosa consapevolezza che tempo va
saturato e che lasciarlo passare senza attività è una grave
imtemperanza che pagherò con tonnellate di autentico pentimento e
cocente senso di colpa.
Ecco quindi che la cronaca di oggi, 30
Giugno, primo giorno di vacanza nel bel mezzo della pianura della
Tessaglia nella Grecia continentale, è un pò il racconto di
qualcosa che è avvenuto negli intervalli tra i vari tempi morti.
Che poi, ad applicare quel minimo di
indulgenza verso se stessi, tenendo ben presente che anche i tempi
vivi sono tempi dilatati nel nostro gruppo con tanti minorenni in
varie fasi del loro legittimo sviluppo motorio e cognitivo, si vede
bene che a tutti gli effetti la giornata consumata tra i tempi morti
è stata a suo modo intensa.
Innanzitutto ho imparato il nome di
questo sgarrupato paese nel quale siamo finiti, che si chiama
Kalambaka e che sembra un pò la versione tessalonica di Trinidad, un
pò meno pittoresca ma ugualmente decadente, sicuramente meno famosa
ma altrettanto turistica.
Poi ho scoperto che a Kalambaka, nel
bel mezzo della pianura della Tessaglia, è possibile riparare la
ruota del passeggino modello Slalom Pro anno 2010 della Janè senza
avventurarsi in frustranti telefonate nei maggiori centri di spaccio
di materiali per l'infanzia che ti dirottano in appositi call center
della Janè con il risultato che il pezzo mancante è fuori
produzione e l'unica speranza è cercare su ebay un venditore di
passeggini di serie precedenti alla tua da cui comprare l'intero
passeggino per estrarre la camera d'aria mancante. Infatti il caso
vuole che a Kalambaka, nel bel mezzo della pianura della Tessaglia
c'è la ferramenta, e alla ferramenta ti indicano il negozio di
fronte, che senza possibilità di dubbio è il negozio di riferimento
del paese per la vendita di stufe a legna e setacci per granaglie, e
il cui proprietario fa una telefonata, e dopo mezz'ora dalla
telefonata qualcuno arriva e per 5 euro ti sostituisce la camera
d'aria mancante.
Ho scoperto poi che a Kalambaka in
Tessaglia il 30 Giugno, oggi, c'è una festa patronale, e che fervono
i tipici preparativi, si monta il palco, si chiudono le strade, si
vendono le pannocchie, si filodiffonde musica frastornante.
Nelle pause tra i tempi morti trascorsi
a procurarci generi alimentari per il pranzo abbiamo raggiunto le
vette di due meteore, dove per meteore intendo le rocce su cui
alloggiano le meteore, dove per meteore intendo i monasteri sospesi
per aria, come l'etimologia del termine richiede.
Nei tempi morti con Lolli ci siamo
detti che quei monaci sono statio pazzi a costruire monasteri lassù,
che fosse stato per noi li avremmo serenamente collocati in posizione
più accessibile.
E nei tempi morti ho anche sfruttato i
potenti mezzi tecnologici che la pensione in cui alloggiamo offre,
sotto forma di rete wifi, studiando retroattivamente la genesi di
questi pinnacoli rocciosi che letteralmente bucano la pianura,
scoprendo con disappunto che non ci sono teorie geologiche concordi e
che forse, ma non è detto, trattasi di conglomerati calcarei
depositati dal solito fiume che una volta passava di qui ma che ora
non c'è più.
E nel compiacermi di quanto intensa sia
stata la giornata nelle pause tra i tempi morti capisco che questa
vacanza nella quale sono giunta in scivolata è solo appena iniziata,
che la testa gira ancora al ritmo dei giorni normali, ma mi dico
anche che la marcia è stata scalata e che la velocità diminuirà di
conseguenza, magari a partire da domani.
Buone vacanze a tutti gli Shantini da Blum e blummini. Godetvela!
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