Nei miei viaggi in Asia ho sempre avuto la sensazione di essere più stropicciata, polverosa e sciatta delle donne del luogo. Inoltre per quanto mi sforzi di mettere in valigia i vestiti più lunghi e le magliette meno scollate, una volta sul posto l'inadeguatezza del mio guardaroba occidentale risulta in tutta la sua evidenza perché la composta eleganza e la discrezione delle donne asiatiche resta per me ineguagliata.
La forza della tradizione in India si esprime anche nell'abbigliamento, qui infatti nessuna donna indossa abiti occidentali. Per quel che ho capito ci sono sostanzialmente due alternative e cioè il sari e il salwar kameez. Il sari è semplicemente stupendo, un unico pezzo di stoffa colorato lungo dai cinque ai nove metri e largo un metro, che viene drappeggiato attorno al corpo senza spille e senza bottoni e che si indossa sopra una maglietta attillata.
In ogni città può essere difficile capire dove comprare un repellente per le zanzare o una burra ma l'offerta di tessuti di seta o sari già confezionati è pazzesca e le donne hanno una cura maniacale nella scelta dei colori, degli abbinamenti, degli accessori. Anche se in fondo si tratta di un solo tipo di indumento la risultante è un incredibile profusione di colori sapientemente combinati per restituire un immagine di vera eleganza, impossibile non sfigurare accanto a una donna in sari.
Il salwar kameez è la versione indiana del look casual, una tunica lunga indossata su un pantalone stretto e una sciarpa che si chiama dupatta poggiata sulle spalle. Adoro anche questa mise, mi incanto a guardare gli abbinamenti di colori e la varietà dei tessuti.
Mi incantano in particolar modo le uniformi scolastiche, che di solito sono dei salwar kameez in tinte sobrie, e le ragazze che lo indossano hanno spesso delle belle trecce annodate con nastri infiocchettati.
In materia di capelli l'idea e che non ci sia molto spazio per i saloni di bellezza così come in occidente, perché qui esiste un solo taglio di capelli e cioè lunghi, perfettamente curati e spesso raccolti in una treccia. La treccia serve per tenere i capelli in ordine nel caldo tropicale ma ha anche un significato ipnotico e religioso, e simboleggia la confluenza dei tre fiumi sacri.
Anche se ho sempre raccolto sguardi di benevolenza nei miei abiti occidentali succinti, dai colori spenti e approssimativamente abbinati la fascinazione del look indiano mi provoca un immediato effetto camaleonte e spinta dal bisogno di abbandonare shorts e magliette anche io come tanti altri compagni turisti sono approdata quasi subito nella bottega di un sarto a Mallalapuram e li ho iniziato il mio processo di trasformazione e adeguamento.
La forza della tradizione in India si esprime anche nell'abbigliamento, qui infatti nessuna donna indossa abiti occidentali. Per quel che ho capito ci sono sostanzialmente due alternative e cioè il sari e il salwar kameez. Il sari è semplicemente stupendo, un unico pezzo di stoffa colorato lungo dai cinque ai nove metri e largo un metro, che viene drappeggiato attorno al corpo senza spille e senza bottoni e che si indossa sopra una maglietta attillata.
In ogni città può essere difficile capire dove comprare un repellente per le zanzare o una burra ma l'offerta di tessuti di seta o sari già confezionati è pazzesca e le donne hanno una cura maniacale nella scelta dei colori, degli abbinamenti, degli accessori. Anche se in fondo si tratta di un solo tipo di indumento la risultante è un incredibile profusione di colori sapientemente combinati per restituire un immagine di vera eleganza, impossibile non sfigurare accanto a una donna in sari.
Il salwar kameez è la versione indiana del look casual, una tunica lunga indossata su un pantalone stretto e una sciarpa che si chiama dupatta poggiata sulle spalle. Adoro anche questa mise, mi incanto a guardare gli abbinamenti di colori e la varietà dei tessuti.
Mi incantano in particolar modo le uniformi scolastiche, che di solito sono dei salwar kameez in tinte sobrie, e le ragazze che lo indossano hanno spesso delle belle trecce annodate con nastri infiocchettati.
In materia di capelli l'idea e che non ci sia molto spazio per i saloni di bellezza così come in occidente, perché qui esiste un solo taglio di capelli e cioè lunghi, perfettamente curati e spesso raccolti in una treccia. La treccia serve per tenere i capelli in ordine nel caldo tropicale ma ha anche un significato ipnotico e religioso, e simboleggia la confluenza dei tre fiumi sacri.
Anche se ho sempre raccolto sguardi di benevolenza nei miei abiti occidentali succinti, dai colori spenti e approssimativamente abbinati la fascinazione del look indiano mi provoca un immediato effetto camaleonte e spinta dal bisogno di abbandonare shorts e magliette anche io come tanti altri compagni turisti sono approdata quasi subito nella bottega di un sarto a Mallalapuram e li ho iniziato il mio processo di trasformazione e adeguamento.
Nessun commento:
Posta un commento