domenica 23 agosto 2015

Neo-colonialismo

Ad Antalya atterrano ogni anno milioni di turisti, la gran parte russi e tedeschi. Alcuni boutique hotel espongono prezzi in rubli e assumono personale che parla in russo. Lo splendido sito archeologico di Myra è preceduto da un bazar di souvenir di bassa lega, con cartelli e descrizioni in cirillico.
Kas e Kalkan sono due perle della costa, la Turchia tirata a lucido in cui aleggia il sospetto di sentirsi un po troppo a proprio agio, circondati da riferimenti familiari nelle botteghe di tessuti e pelletterie, dagli artigiani delle ceramiche, nei negozietti di scarpe, nei deliziosi caffè su per i vicoletti scoscesi sul porto. 

I ristoratori parlano inglese, nei menu compaiono voci dimenticate nelle settimane in regime esclusivo di kebap e coban salad, tornano salsine, cremine, dolci e selezione di vini.
Oludeniz ha un'offerta turistica  molto più popolare, sistemazioni stile motel  sulla strada principale tutte dotate di piscina  e ristoranti chiassosi e senz'anima nel borgo sul mare. Un posto decisamente da evitare, se non si affacciasse su una laguna stupenda con il Babadag che incombe alle spalle e non fosse la base perfetta per arrivare a Kabak e Faralya, e naturalmente meta imprescindibile per gli amanti del paraglider.
A Dalaman, arrivano voli da praticamente ogni città del Regno Unito: Birmingham, Bristol, Belfast, Bornemouth, Bradford (Leeds) per citare solo quelli con la B.
L'Orca Residence tappezza la statale di cartelloni pubblicitari nei quali offre soluzioni immobiliari in vendita di ogni taglio e comfort, prezzi in pound. I locali la sera offrono intrattenimento su misura, cantanti madrelingua che negli interludi si lanciano un lunghi monologhi per intrattenere il pubblico sveglio tragiardando la mezanottee0, facevo fatica anche io a stargli dietro manco fossi ad una teleconferenza con Telespazio UK.
Creare presidi in terra straniera per sfruttare al meglio le risorse naturali, paesaggistiche e crearci intorno un'economia è una cosa sempre esistita nella storia e si chiama colonialismo, pratica che a noi italiani è sempre venuta malino, cosa che mi fa molto rosicare specie da quando ho scoperto che abbiamo avuto Antalya per qualche minuto tra la prima e la seconda guerra mondiale.
Creare presidi in località marittime in terra straniera è una cosa che l'Italia può permettersi di non fare, o fare in modo limitato nei dintorni di Sharm, Malindi  e forse pure a Bodrum tanto per restare qui vicino.
Mentre il mondo continua ad essere pieno di neo-coloni che cercano massicce dosi di rassicurazioni nella ricerca di esotismo - se parli la mia lingua e prepari il mio cibo non ti temo e posso anche affrontare un volo di due ore per farmi il bagno dalla tua parte del mio mare - noi continuiamo a non sentirci mai appagati nella ricerca di diversità, vincolati alla scelta di voli intercontinentali, condannati alla ricerca di sentieri meno battuti, costretti alla temporanea perdita di riferimenti.
Ci piace tornare ma non vorremmo mai smettere di viaggiare e gia sulla strada di casa pensiamo al prossimo itinerario...

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