lunedì 11 agosto 2014

Mali di stagione

Agosto, stagione di tifoni.
L'arrivo del nostro uragano ad Osaka era previsto in modo meteorologicamente infallibile allo stesso orario del volo Alitalia sul quale ci eravamo imbarcati 12 ore prima. Gli abbiamo ceduto il passo e dopo il sedicesimo giro a 6000 m di quota sulla città ci siamo ritirati in buon ordine verso Tokyo.

C'è chi parte la sera per Kyoto, perché viaggia in coppia  dotato di Japan Rail pass,  con pochi  altri programmi e un bagaglio di possibilità, e ci sono gli altri, anziani e bambini, che restano a  terra con il pacchetto Alitalia "vi alloggio in un non-luogo nell'hinterland dell'aeroporto con cena e colazione pagata e per Osaka se ne parla domani".
All'inizio di ogni viaggio si fa fatica a lasciarsi andare, sembra sempre che qualsiasi altra scelta sia migliore delle nostre  compresa la destinazione stessa del viaggio, e per tutta la serata ho pensato che avremmo forse dovuto partire con il treno per Kyoto per rincorrere i nostri piani guastato dal tifone cattivo e in barba ai 300 euro che ci sarebbe costato l'operazione.
La notte alle 3:00 durante l'ora  di veglia che accomuna tutti i viaggiatori che vengono da Ovest, ho pensato che però non era male aver avuto un cuscinetto spazio temporale tra l'arrivo e l'inizio del viaggio.
Al mattino la colazione era buona, c'era una bella vista dalla grande parete a vetri su un piccolo giardino giapponese in cui degli operai  che sembravano usciti da una puntata di Doraemon incollavano assi di legno vicino ad uno stagno inncu nuotavano pesci giganti.

Mentre aspettavamo che aprisse il check in a Narita ci siamo fusi in un improbabile gruppo di viaggiatori del pacchetto Alitalia, che a vederci da lontano  sembravano tutti anziani e bambini ma poi adeguatamente zoomati non lo eravamo affatto, perché dimentico sempre che le persone nel bagaglio portano le possibilità ma anche le proprie storie, e che per conscere queste serve un po più di tempo.
Ho visto quindi il viaggio che vorrei poter fare fra 15 anni, per andare a trovare un figlio che ha deciso di costruirsi un  pezzetto di futuro in un posto  lontano. Sono entrata nel mio primo kombini Lawson accompagnata da una guida speciale che mi ha insegnato come scegliere gli onigiri e ho capito che c'è un intenso viavai tra Italia e Giappone, di italiani giapponesizzati che viaggiano per ricongiungers icon le proprie famiglie nel Solito Levante.
È così che con più di un giorno di ritardo ci troviamo ancora sul treno Osaka-Kyoto, tutti dormono mentre io scrivo, fra un po scenderemo e finalmente usciremo dal cuscinetto spazio-temporale per incominciare il nostro viaggio ma già con qualcosa in più nello zaino, perché ha ragione la Yoshimoto quando dice che  "i viaggi moltiplicano i ricordi delle persone".

Nessun commento:

Posta un commento