sabato 16 agosto 2014

Post-it di Kyoto

La stazione, portale di ingresso alla città, equilibrismi di vetro e acciaio in cui ogni forma sembra in bilico e ovunque lo sguardo si posi c'è un gioco di volumi o di luci. Molto bella la passeggiata serale sullo skywalk, una passerella sospesa che attraversa l'enorme atrio e offre una bella veduta del lato esterno alla di fronte la torre illuminata.

I giardini, sapiente concatenazione di spazi e passaggi, quintessenza dell'armonia tra cose create dalla natura e cose volute dall'uomo. Al tramonto danno il meglio, con il verso delle cicale in primo piano e la luce che cala stemperando la morsa del caldo. È proprio vero, li dentro si recupera un po di pace e ci si riconcilia con quanto è andato storto nelle proprie giornate.
Higashyama, senza una meta in particolare. Una passeggiata perdendosi tra le vie di questa "montagna dell'Est". Le storie di Buddha raccontate a Flavio, il gelato in un giardino ombreggiato, Daniele una alle prese con i suoi primi  yakitori (spiedini di enorme pollo), una campana in cima alla collina.

Arashyama, la zona delle colline ad ovest di Kyoto, nota per la fitta foresta di bambù. Molto carina la strada principale, animata di negozi e luoghi di ristoro. Deliziosa la stazione ricostruita in bambù, da cui parte un trenino apparentemente di altri tempi che ci riporta al centro di kyoto.


Una passeggiata nel parco dei cervi a Nara, animali prevedibilmente invadenti, abituati a ricevere cibo dagli uomini. Compriamo i biscotti e ci lasciamo assediare mentre attraversiamo un passaggio di bancarelle di Junk Food in versione asiatica per giungere al Todai-ji. Senso di religiosa soggezione al cospetto di questa enorme raffigurazione lignea di Buddha.

Nishiki market, una lunghissima sfilata gastronomica per iniziare ad avvicinare la cucina giapponese. Poche le  cose davvero comprensibili, in un tripudio di semini sconosciuti e verdure in salamoie alla soia.
Con Lolli abbiamo comprato i più buoni tra i sushi dei nostri pranzi al sacco, e dei deliziosi spiedini sashimi di tonno e salmone.

La Pagoda d'oro, un cameo di  indescrivibile fascino circondato da un laghetto. 25 kg di sottilissime lamelle d'oro, risultato di un recente restauro.

E come sempre una manciata di rimpianti le, o di scuse per ritornare. Le vie di Gion e di Ponto-Cho, dove avrei voluto trascorrere un po più tempo al tramonto e incontrare magari una geisha o una maiko in uscita per la serata di lavoro. Una passeggiata di giorno nella bella galleria di Teramachi, paradiso dello shopping, alla ricerca di un negozio di stampe recensito su Meridiani.

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