Nikko è una tipica puntata di una giornata da Tokyo. Meta molto popolare tra i turisti è patrimonio dell'umanità, sito ricco di eredità storiche tipicamente attorno al tema del templio buddista.
Noi con i nostri ritmi poco inclini alle levatacce arriviamo a Nikko nel primo pomeriggio dopo un allegro Pic nic in macchina sull'autostrada che da tokyo va a nord. Abbiamo giusto il tempo di visitare il santuario principale che, un dedalo di altari, templi, tori e divinità che si snoda lungo un colle ammontato di cedri nel fitto di un bosco scuro e davvero tanto suggestivo. Salendo lungo la collina inebriati dal profumo di resina e protetti da una fresca ombra non ci accorgiamo quasi delle condizioni di umidità, che risultano evidenti man mano che andiamo avanti nel percorso.
Noi con i nostri ritmi poco inclini alle levatacce arriviamo a Nikko nel primo pomeriggio dopo un allegro Pic nic in macchina sull'autostrada che da tokyo va a nord. Abbiamo giusto il tempo di visitare il santuario principale che, un dedalo di altari, templi, tori e divinità che si snoda lungo un colle ammontato di cedri nel fitto di un bosco scuro e davvero tanto suggestivo. Salendo lungo la collina inebriati dal profumo di resina e protetti da una fresca ombra non ci accorgiamo quasi delle condizioni di umidità, che risultano evidenti man mano che andiamo avanti nel percorso.
Incapace di smettere di sudare, guardando i bambini correre e arrampicarsi zuppi per le scale, non mi capacito di come possano le giapponesine apparire sempre così in ordine e al più tamponarsi il petto con con un fazzoletto mantenendo un fresco contengno e una dignitosa compostezza.
In questi tutti giorni abbiamo capito che tutti i siti di interesse turistico chiudono battenti intorno alle 16:30 e così alle 17:00, con le ultime luci del giorno, decidiamo di dare un senso al resto della giornata evitando di rimanere imbottigliati nel traffico di Tokyo in rush hour, trascorrendo un paio di ore prima di cena in un onsen.
In Giappone il bagno pubblico sia chiama sento ed è stato praticamente l'unico modo per molti di potersi lavare, in assenza di bagni nelle abitazioni private, fino agli anni 70. Oggi il sento e' ancora un importante servizio spesso pubblico (a Tokyo il prezzo è fissato in modo uniforme) per la cronica carenza di spazi nelle case che spesso penalizza i bagni, e perché il bagno pubblico offre una importante forma di socializzazione cui i giapponesi, che normalmente vivono in un regime di ferrea riservatezza, non sanno rinunciare.
Inoltre il bagno pubblico prevede una affascinante ritualità che rimanda alle cerimonie di purificazione, e infatti la religione è un elemento di sfondo importante per la sopravvivenza in salute del sento.
In aggiunta a tutto ciò c'è la deriva Spa che queste strutture hanno preso in ragione della tendenza globale a cercare spazi di relax e benessere tra acqua nuvole di vapore. Se pensiamo poi che il Giappone è una terra geotermicamente ricchissima dove non è infrequente vedere sbuffi di vapore risalire da piccoli corsi d'acqua camminando in macchina, si spiega la grande offerta di onsen (un misto tra bagno pubblico e piscina termale) ovunque.
In questi tutti giorni abbiamo capito che tutti i siti di interesse turistico chiudono battenti intorno alle 16:30 e così alle 17:00, con le ultime luci del giorno, decidiamo di dare un senso al resto della giornata evitando di rimanere imbottigliati nel traffico di Tokyo in rush hour, trascorrendo un paio di ore prima di cena in un onsen.
In Giappone il bagno pubblico sia chiama sento ed è stato praticamente l'unico modo per molti di potersi lavare, in assenza di bagni nelle abitazioni private, fino agli anni 70. Oggi il sento e' ancora un importante servizio spesso pubblico (a Tokyo il prezzo è fissato in modo uniforme) per la cronica carenza di spazi nelle case che spesso penalizza i bagni, e perché il bagno pubblico offre una importante forma di socializzazione cui i giapponesi, che normalmente vivono in un regime di ferrea riservatezza, non sanno rinunciare.
Inoltre il bagno pubblico prevede una affascinante ritualità che rimanda alle cerimonie di purificazione, e infatti la religione è un elemento di sfondo importante per la sopravvivenza in salute del sento.
In aggiunta a tutto ciò c'è la deriva Spa che queste strutture hanno preso in ragione della tendenza globale a cercare spazi di relax e benessere tra acqua nuvole di vapore. Se pensiamo poi che il Giappone è una terra geotermicamente ricchissima dove non è infrequente vedere sbuffi di vapore risalire da piccoli corsi d'acqua camminando in macchina, si spiega la grande offerta di onsen (un misto tra bagno pubblico e piscina termale) ovunque.
La Lonely Planet ne indica una gran quantità ovunque, specie nella zona centrale e alpina dell'Honshu, ma non arriva ovviamente ad essere capillare più di tanto vista la vastità di strutture di ogni tipo disseminate nel paese. Noi decidiamo che oggi è il giorno giusto per il nostro battesimo termale e chiedendo consigli in giro ci allontaniamo dalla statale che parte da Nikko verso il lago Chuzenji e raggiungiamo un posto che dall'esterno somiglia ad un albergo. Entriamo un pò smarriti e senza il conforto di indicazioni in inglese. Facciamo un pò a senso e un pò imitiamo quello che fanno gli altri, e le iniziali riserve si sciolgono man mano che ci lasciamo andare a questa bella esperienza.
Riserva numero uno: si entra senza scarpe. Niente ciabattine niente calzini via tutto. Del resto non è infrequente abbandonare le scarpe prima di entrare negli spazi chiusi, che siano case, templi, ryokan, negozi. Personalmente adoro camminare scalza su legno e tatami, è una cosa che mi mancherà molto quando tornerò a casa.
Riserva numero due: nell'onsen non si ha bisogno di nulla se non di materiale per toeletta. Tablet, telefoni, portafogli e borse, raus, tutto in un armadietto con chiave nella zona antistante l'atrio di ingresso.
Riserva numero tre: maschi e femmine si salutano all'ingresso e si ritrovano all'uscita. Lolli ha otto anni, quindi frequenta la scuola primaria quindi è una maschio a tutti gli effetti. Gli altri secondo il costume giapponese sono ancora asessuati e possono scegliere.
Riserva numero quattro, altrimenti detta la Grande Riserva: negli onsen e nei sento si entra rigorosamente nudi. No costume, no asciugamanino no foglia di fico.
L'etichetta negli onsen è semplice e a me nota per aver visto di recente un film giapponese recente che si chiama The Departures e ovviamente Totoro. Nel primo film il protagonista riallaccia dopo tanti anni una specie di regolare frequentazione di un bagno pubblico in cui si recava da bambino. Nel secondo Satzki e Mae fanno un bagno di sera con il papà in una memorabile scena che ho nel cuore da quando l'ho vista la prima volta e che ha guidato alcune scelte che ho fatto nel realizzare il bagno di casa durante la ristrutturazione.
Entro quindi nel mio primo onsen da sola e imitando le mie compagne mi lavo accuratamente seduta n su uno sgabello davanti ad uno specchio con abbondante acqua calda e sapone di tutti i tipi per poi trovare ristoro nella bella piscina bollente prima e nel rotemburo (una vasca termale all'aperto) poi.
Ci rincontriamo nell'atrio dopo una mezz'ora circa e sembriamo rinati. Via la stanchezza, via la polvere, via il sudore. Come nuovi e sorridenti, davanti ad una tazza di tè pronti ad affrontare la serata.
In seguito abbiamo ripetuto l'esperienza in diverse varianti, da quella di dimansioni molto ridotte nel ryokan di Kanazawa e nell'ostello ad Amanohashidate, a quella a dimensione molto familiare in un sento a Takayama.
Abbiamo avuto anche il nostro momento magico tra le Alpi giapponesi, al Fukuji onsen, un'ora a nord ovest da Takayama.
Qui siamo stati accolti da una signorina gentilissima in un ryokan fiabesco di quelli che non avrei osato immaginare nelle mie più ardite fantasie. Una specie di vecchia fattoria giapponese in stile tradizionale, dove siamo stati accompagnati in un onsen privato bellissimo e stra accessoriato nel quale abbiamo potuto fare il bagno tutti insieme in una vasca e un rotemburo tutti di legno. L'immagine dei tre culetti arrossati dall'acqua bollente che trotterellano tra una vasca e l'altra è una di quelle che resterà impressa miei ricordi di viaggio.

Nessun commento:
Posta un commento