277 miglia di abisso che attraversa ere geologiche di stratificazioni rocciose, si vede dallo spazio, è espressione di sovrumana magnificenza che taglia l'Arizona e il fiato a 5 milioni di turisti ogni anno.
La discontinuità geografica riverbera da qualche parte nella testa e diventa una discontinuità mentale, l'interruzione del legame con quello che che abbiamo dietro e quello in cui credevamo prima, un invito a riconsiderare la nostra rilevanza come esseri umani.

Il vuoto attrae e respinge, e io costringo tutti ad arretrare di un passo sui viewpoint per non finire di sotto, e a percorrere le prime tre miglia per addentrarci di 600 metri nell'abisso lungo il sentiero di Bright Angel.
La polvere e il sudore servono a prendere un po' di distanza dalla macchina turistica dei lodge e dei bus navetta in superficie e al saliscendi dall'auto per accumulare prospettive, deceleriamo quel tanto che basta per sincronizzarci con il lungo tramonto estivo, viviamo con lentezza i cambiamenti di luce e di colore e di ombre proiettate sui versanti e sui pinnacoli.
Prima di invertire la rotta al terzo miglio guardiamo la strada rimanennte per raggiungere il Colorado River, che non possiamo permetterci di percorrere in un solo giorno.
Tutti provano sollievo tranne me, i miei pensieri hanno preso una deriva un po' Western e sogno il fiume, una carovana, i pellerossa, il fuoco, i coyote qualche cowboy belloccio che beve whiskey mentre arrostisce coyote, ma poi finisce che al posto del coyote bbq ci sfasciamo burger baconator da Wendy sulla strada per Williams.
E vabbè.
La discontinuità geografica riverbera da qualche parte nella testa e diventa una discontinuità mentale, l'interruzione del legame con quello che che abbiamo dietro e quello in cui credevamo prima, un invito a riconsiderare la nostra rilevanza come esseri umani.

Il vuoto attrae e respinge, e io costringo tutti ad arretrare di un passo sui viewpoint per non finire di sotto, e a percorrere le prime tre miglia per addentrarci di 600 metri nell'abisso lungo il sentiero di Bright Angel.
La polvere e il sudore servono a prendere un po' di distanza dalla macchina turistica dei lodge e dei bus navetta in superficie e al saliscendi dall'auto per accumulare prospettive, deceleriamo quel tanto che basta per sincronizzarci con il lungo tramonto estivo, viviamo con lentezza i cambiamenti di luce e di colore e di ombre proiettate sui versanti e sui pinnacoli.
Prima di invertire la rotta al terzo miglio guardiamo la strada rimanennte per raggiungere il Colorado River, che non possiamo permetterci di percorrere in un solo giorno.
Tutti provano sollievo tranne me, i miei pensieri hanno preso una deriva un po' Western e sogno il fiume, una carovana, i pellerossa, il fuoco, i coyote qualche cowboy belloccio che beve whiskey mentre arrostisce coyote, ma poi finisce che al posto del coyote bbq ci sfasciamo burger baconator da Wendy sulla strada per Williams.
E vabbè.





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