mercoledì 7 agosto 2019

Effetti personali

La composizione del bagaglio inizia sempre  con l'acquisto delle mutande da Intimissimi. Solo a
quel punto è possibile passare allo step successivo, cioè decidere cosa indossare sopra alle mutande il giorno della partenza.

Escludendo dunque dallo zaino principale i vestiti della partenza si possono mettere nel bagaglio a mano gli elementi di vestiario che potrebbero essere utili nelle successive 20 ore di viaggio, per i prossimi due continenti, nelle numerose variazioni di temperatura e di time zones.

Tuttavia non sono preoccupata per il bagaglio convenzionale, alla fine mi basta escludere
dall'armadio tutto quello che indosso nella vita normale e visualizzare mentalmente la mia foto
di spalle sul profilo Instagram, con sullo sfondo alcuni elementi di paesaggio in tema con il
viaggio, e cioè canyon roccioso, metropoli luminosa, spiaggia ventosa e parco avventuroso.
Facile.

Difficili sono i veri effetti personali, quelli a cui penso con angoscia per settimane e che
ammucchio in stato di panico all'ultimo momento rientrando anche se necessario più volte in casa un secondo dopo esserne uscita, per lasciarli/riprenderli in stato di schizofrenia evidente.

Rientrano in questa categoria gli oggetti che generano potenziali problemi di
compatibilità/interoperabilità, come la piastra per i capelli e il caricabatteria del cellulare.

Ci sono poi quelli che originano questioni di sovrapposizione, esempi tipici i tablet e i
caricabatteria dei cellulari.

Si possono citare anche gli elementi che generano irritanti e ripetitive discussioni sul
beneficio versus peso, come ad esempio le scarpe da running, i numeri a tema della rivista Meridiani e la piastra per i capelli.

I presidi per la comunicazione sollevano dubbi tariffari che a volte si propagano anche dopo il
ritorno originando controlli compulsivi del conto telefonico e delle fatture, tipo i cellulari
privati, i cellulari aziendali, le sim aggiuntive e le sim sostitutive.

Problemi di natura volumetrica sono tipici dei liquidi e richiedono una riflessione preventiva di quanto saremmo disposti a rischiare di vedere sequestato ai controlli di sicurezza il nostro profumo preferito, la crema contorno occhi e il solvente per lo smalto.

Una categoria terribile sono gli oggetti il cui valore oggettivo o morale li rende non
ricomprabili sul posto, tipo gli obiettivi della macchina fotografica o il braccialetto regalato
al compleanno dalla nonna Eusebia. Anche la piastra per i capelli un pò ci rientra, perchè anche se ricomprabile creerebbe a fine viaggio il dilemma dell'abbandono sul posto o del trasporto a casa, dove troverebbe alcuni inutili duplicati.

Ci sarebbero pure quelli non ricomprabili per ragioni legate alla disponibilità nel paese di
destinazione, tipo le mutande di Intimissimi, ma su questo chiudiamo il cerchio perchè l'incarto
è li nell'armadio, mi rassicura, mi ricorda che ho ammucchiato 23 tra slip e brasiliane di colori
diversi nella tasca laterale dello zaino e con quelle posso affrontare l'infinito e andare oltre.


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