lunedì 19 agosto 2013

Loch qua e Loch la: Middle Highlands

Ho realizzato oggi che siamo in chiusura della nostra prima settimana in marcia, intervallo di tempo importante perchè segna il giro di boa tra un viaggio non ancora iniziato, in cui non si ha ancora molto da dire al di la di un elenco di luoghi e situazioni ancora slegato
 e senza un filtro o una prospettiva, e uno in fase di maturazione in cui si inizia a sentire l'urgenza di catturare e fissare il legame tra le esperienze prima che sia troppo tardi e sia tempo di ripartire lasciandosi dietro un ricordo che non è stato maturato sul luogo e che sará poi difficile stagionare al ritorno.
Una volta ho letto un articolo in cui l'autrice raccontava che la sua insegnante di scrittura creativa apriva il suo corso con una domanda ai suoi allievi: perchè scrivete? e che alle numerose cervellotiche che seguivano lei replicava che al di la di ogni motivazione proposta, la vera ragione è la consapevolezza di essere letti. Mi sono chiesta diverse volte perchè scrivo e soprattutto perchè scrivo esclusivamente durante i viaggi. È sempre più difficile trovare il tempo e la concentrazione per farlo, e sempre più faticoso concentrarmi per raccogliere le idee da fissare su queste pagine, tanto da esser stata tentata di lasciar perdere e di lasciare che siano le immagini a parlare al mio posto. Mi sono detta  che difficilmente varrebbe la pena spremere alla mia giornata i momenti dedicati alla scrittura  (ma ancora di più a raccogliere le idee da scrivere) se l'obiettivo è solo quello di raggiungere un Ipotetico Lettore. La veritá è che scrivere è l'epilogo di un processo di maturazione  del viaggio, non solo nella sua dimensione geografica e didascalica, ma anche e soprattutto nei numerosi altri aspetti che l'accompagnano: come ci siamo preparati, cosa abbiamo mangiato, che slogan ci siamo inventati, come stiamo evolvendo come famiglia, che barriere stiamo abbattendo e quali altre stiamo alzando. Sono poche le buone occasioni per fare dei bilanci perchè per farlo occorre prender le distanze da una quotidianitá che appiattisce le differenze, e il viaggio, qualsiasi viaggio, è un'occasione che vale la pena darsi e che non dovrebbe essere sprecata.
Stasera siamo in una tappa preconclusiva del giro delle Highands, dopo aver battuto tutti i possibili punti cardinali terminali di questa isola e dell'Europa (il punto erroneamente considerato per anni quello più a Nord della Gran Bretagna, il punto che poi si è scoperto essere quello DAVVERO più a nord della Gran Bretagna, il Capo più ad Est delle Highlands settentrionali isole escluse,  quello con le maree più insidiose, e chi piú ne ha piú ne metta, il mondo è semore ansioso di  georiferire dei primati) siamo al sicuro in un delizioso cottage a Ullapool, cittadina portuale sulla costa nord occidentale, per noi rampa di lancio verso l'isola di Skye, dove approderemo dopodomani e che chiuderá il nostro giro delle Hignhlands, strappandoci alla brughiera  per riproiettarci nella dimensione urbana, Edimburgo prima e Londra infine.
Stasera mi sento piena di esperienze che cercano di unirsi tra di loro come gli ingredienti del fish cake con l'haddock, quella specie di merluzzo affumicato che qui ti trovi in ogni minestra, tanti sapori decisi che insieme si compensano (annullano?!) fondendosi in un unico oggetto che non si riesce a capire - a parteil sapore affumicato- che sapore ha.
Siamo entrati nelle Highlands un pomeriggio dal castello di Stirling calandoci nella dimensione cavalleresca all'inizio del nostro percorso che se ci ripenso era solo cinque giorni fa ma giá ho nostalgia.
 
Di Loch Lomond ricorderemo il pic nic al parco giochi, una gita in bicilcetta mancata per colpa della pioggia e la crociera sul battello verso la sponda orientale con tanta pioggia a Balmaha.
Loch Lomond è un tranquillo luogo di villeggiatura ideale per iniziare a prendere le distanze dalla vita che ci siamo lasciati alle spalle quando siamo saliti sul nostro volo Ryanair.
Usciti da Loch Lomond abbiamo seguito il percorso che risale il Caledonian Canal da Loch Lomond e Loch Awe, fino ad Inverness in cima al lago di Loch Ness. Il canale fu realizzato cucendo assieme con una serie di chiuse , i laghi che si allungano tra sud ovest e nord est tra Fort Williams e Inverness. Avrebbe potuto diventare famoso quasi come Suez non fosse stato per la sfiga colossale che in quegli anni fece costruire navi piu grandi che non riuscivano piu a passare nei tratti piu stretti.
Una crociera di non so quale regina non so quant tempo dopo gli ha restitutio un riflesso di gloria ed ora è perlomeno ricordato su un capitolo della Lonely Planet.
Nelle Highlands centrali bbiamo condiviso tempi e spazi con gruppi in pullmann provenienti da ovunque in Europa e con nostri connazionali in  grandi gruppi o piccole famiglie, apparentemente molto concentrati nel loro giro della Scozia=Edimburgo+ dintorni=8 giorni incluso volo A/R.
A tal proposito, e per uscire fuori da questa mia solita spocchia da turista sopra le righe, dico che ci sono almeno due categorie di viaggiatori per cui nutro rispetto e riverenza ogni gorno quando li incontro: 1) i camperisti che vengono da lontano, il loro dignitoso contegno quando cedono il passo su una delle strette strade ad una corsia e tutti i chilometri di strada accumulati che sembrano precederli al loro passaggio e 2) i camminatori nelle loro eleganti tenute ultra tecniche con il fango e la polvere e gli abiti appesi la sera in una drying room di un ostello di montagna, le loro zuppe in scatola microondate alla sera e i loro cereali con frutta (ma anche uova e salsiccia) al mattino.
Nelle Highlands centrali e meridionali abbiamo capito che il meteo in Britain (at least in this season) non è cosa di cui doversi preoccupare piû di tanto tantomeno darsi la pena di seguire sul weather forecast.  Gi inglesi lo sanno bene e si dice che invitino lo straniero deluso dal meteo della giornata a...ritornare più tardi!. Hanno ragione, perchè come in una specie  di paradosso meteorologico abbiamo avuto gornate piovose risolversi in sprazzi di sole ad ogni pic nic, passeggiata, visita a ruderi, crociere in battello. Abbiamo visto un arcobaleno bellissimo sul lago di Loch Ness nell'intervallo di tempo fra due piogge, e abbiamo assistito con i nostri occhi al fenimeno di un raggio di sole che tocca una vallata e la fa esplodere in mille colori.

Abbiamo capito che Nessie ha scelto proprio questo lago perchè sa diventare grigio e minaccioso sferzato da venti potenti, sa spaventare e mettere in fuga alla svelta  i visitatori indesiderati  rendendolo l'abitazione ideale per un drago temibile e schivo.
Inseguendo  una bella foto su una pagina di Meridiani siamo andati a cercare il castelo di Kilchurn sul piccolo lago di Awe, e ne siamo stati più che lieti, perchè dopo una bella passeggiata nella brughiera siamo giunti tra le rovine di questo luogo incantato. Sulla via del ritorno abbiamo visitato anche la piccola e deliziosa chiesa sul lago, che chissá perchè non viene ricordata in nessuna guida.
A Loch Ness ci siamo lasciati suggestionare dalla leggenda, e abbiamo passato il tempo a sondare il lago per vere emergenre Nessie. Abbiamo seguito un validissimo consiglio della Guida e percorso la strada sul versante occidentale, fermandoci a Dores per vedere se davvero la locanda è bella come si dice. E lo è, appogiata in un luogo bellissimo su una spiaggia ciottolosa, vicino al camper dove vive e opera il massimo esperto di draghi lacustri della regione, una specie di pazzo che vende statuette d terracotta e belle storie.

Abbiamo lasciato Loch Ness a malincuore perchè anche noi come tutti un pó ci speravamo, e invece niente, abbiamo dovuto dire arrivederci a Nessie, dirci che non è di certo finita qui, torneremo, oh sí che torneremo!

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