L'equipaggio a bordo è composto da tre membri che rispondono ai nomi di LORello (7 anni), DANese (5,5 anni) e FLAcco (2 anni e spicci), navigati lupetti di mare che hanno trascorso il mese precedente la partenza a far pratica sulle spiagge dell'Adriatico centrale.
FLAcco, a dispetto della sua giovane etá, è un grande trascinatore che inventa slogan, intona gridi di battaglia e inventa canti di esortazione che il resto della ciurma segue con foga. Molto chiacchierone sebbene intemperante e a tratti lunatico, è prezioso soprattutto per i suoi numeri di rara comicitá che sollevano il morale quando il viaggio si fa duro e il resto dell'equipaggio mostra segni di stanchezza. Fondamentale avere sempre sottomano ciuccio e pezzetta verde, perchè ad una iterata richiesta senza soddisfazione FLAcco è capace di entrare in uno stato di prostrazione cui segue crisi di nervi difficile da sedare.
DANese è un ottimo marinaio, esegue gli ordini senza discuterne e senza perdersi in futili negoziaioni, un esempio di grande disciplina. Ilmsuo temperamento contemplativo però lo porta a divagare e molto spesso a dimenticare gli ordini ricevuti perdendosi intorno ai suoi pensieri. Si riconosce lontano mille miglia dalla sua inconfondibile risata da gallinaccio e ha sempre l'aria di uno chepotendomavrebbe scelto viaggi pieni di comoditá, lenzuola di seta, vestiti puliti, servitori in livrea, cocktail al tramonto serviti sul bordo piscina. Meglio non dirglielo perchè negherebbe e si arrabbierebbe moltissimo. Shhhhhhhhh!
LORello è un grande conoscitore di tutti i mari ed un prezioso aiuto per la navigazione. È esperto di trucchi da lupetto di mare, come è fatto un battello o come si legge una mappa. Conduce delle ricerche sui luoghi da esplorare grazie ad una certa dimestichezza con i libri e con le guide. Affabula l'equipaggio con i racconti dei suo viaggi e con le storie lette durante le lunghe ore di navigazione.
La ciurma sta dando prova di grande collaborativitá e coraggio e adattabilitá, mostrando costante energia e buonumore ad ogni porto in cui sbarchiamo. Non ha ceduto ancora mai neanche sotto la pressione di un itinerario sfiancante, mai più di due notti in unostesso poRto. Apprezza allo stesso modo una cena al ristorante e due fusilli olio e parmigiano della cucina dell'ostello, non mostra problemi di nessun tipo a condividere bagni o spazi con altre ciurme. Sa affrontare con pazienza anche le tappe più impegnative, ore consecutive di navigazione (da Edimbourgh a Farnborough più di sette ore consecutive con una minipausa per pranzo sulmrato di un affollatissimo autogrill, praticamente come essere seduti su una polveriera, l'insurrezione avrebbe potuto scatenarsi per il più stupido nonnulla in qualsiasi momento) o intere giornate in giro oer le cittá (qui in realtá io ho spesso trattenuto lacrime di sfinimento per dignitá e mi sono chiesta perchè invece LORO che avrebbero potuto piangere non lo hanno fatto. La risposta è fin troppo banale: loro NON hanno 40 anni!).
Chi viaggia con la nostra ciurma può contare su diverse cose, me ne vengono in mente alcune. Tpo:almeno 3 (tre) cacche quotidiane rigorosamente asincrone e lontane dalla prossima doccia prevista (in un mondo senza bidet), e quasi immancabilmente durante un pasto. In ogni caso lontane dal primo bagno disponibile. La novitá di quest'anno è "amore, fai cosí, tienila fin quando non arriviamo al ristorante/albergo/ostello/ prossimo czz di cesso pubblico".
Tipo: non passare inosservati in quasiasi spazio pubblico che contenga avventori terzi e raccogliere, a seconda della loro etá e status, sguardi di 1) sentita condiscendenza 2) sincera empatia 3) profondo biasimo 4) acuto terrore.
Tipo: domande. Tante domande. Di ogni tipo e su ogni soggetto, il tempo, la cucina, i fumetti, gli amici, la meccanica quantistica, la teoria dell'evoluzione e la cosmologia. Comeuna interminabile partita a Trivial Pursuit.
Tipo: gli schiamazzi. Sto provando diverse tecniche da diversi anni con risultati che definirei scoraggianti. Ho spiegato che non si riceve attenzione per il volume impresso alla propria voce ma per i contenuti di ciò che comunichiamo (approccio persuasivo). Ho sottolineato l'inefficenza del volume quando tutti giocano al rialzo aumentandolo e sovrapponendo i suoni (approccio fisico/tecnico). Ho fatto notare il sienzio negli ambienti che frequentiamo invitandoli ad unirsi al rispetto del silenzio (approccio emulativo). Ho anche ceduto alla reazione isterica (urlando) e minacciato (e poi anche seguito) punizoni corporali fin al livello dello scappellotto ben assestato.
Suggerimenti sono ben accetti!

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