Dopo tanto parlarne here and there, ecco un minitour nelle due categorie di luoghi più frequentate in questi giorni.
In Scozia, come nel resto dell'area britannica, non mancano di certo opportunitá di alloggio di ogni tipo, ovunque e sempre ben segnalata la disponibilità di vacancies. Per quanto riguarda gli ostelli, noi ci siamo appoggiati principalmente alla catena SYHA (Scottish Youth Hostel Association) che è quella ufficiale e che ha diverse strutture di proprietà o affiliate. Hanno tutti regole piuttosto rigide sugli orari e sull'utilizzo degli spazi in comune e si ha sempre un'impressione di grande civiltá. Tutti rassettano con diligenza la cucina asciugando le stoviglie dopo averle lavate, e utilizzano i taglieri secondo un codice di colori ben preciso. Ci sono mille fornelli, millioni di pentole, tazze di tutte le misure e sempre un certo assortimento di "free food" come caffè, olio, zucchero e ovviamente the. Self catering a parte dispongono sempre di servizi di ristorazione minima, colazione continentale o cena di dubbia affrontabilitá, e comunque su prenotazione anticipata. Il costo dipende dal tipo di sistemazione, nel nostro caso una stanza familiare (e con bagno condiviso) tra le 50 (tubo!) e le 100 sterline.
Esistono anche delle alternative indipendenti appartenenti ad altre reti. Noi abbiamo dormito in un ostello SIH (Scottish Indeoendent Hostel) sull'isola di Skye e ci siamo trovati mediamente bene anche lì.
Loch Lomond (Crianlarich): SYAH hostel
Situato in un bel posto all'inizio di un boschetto con un torrentello che gli passa attorno, è carino e ben tenuto. La nostra era una camerata da sei piuttosto grande con tre letti a castello e un lavandino (come si usa da queste parti).
Cucina gigante molto comoda a sala ristorante accogliente e spaziosa. Un bel salotto in cui i bambini hanno passato il tempo a costruire la pista in legno delle biglie. Flavio ha molto apprezzato il trenino Tomas in miniatura. Così tanto che da quel giorno non se ne è mai separato...
Loch Ness: Bearnock Country Centre Glen Urquhart
Tubi di legno a parte, che sono una sistemazione più o meno equivalente ad un campeggio, inclusa la bella integrazione nella natura sulla riva di un ruscelletto carinissimo, si compone di una struttura centrale (cucina media, sala da pranzo e salotto e bagni), e diversi bungalow in legno che sono le stanze. Non abbiamo idea di come siano le camere perchè quando il secndo giorno il gestore ci ha offerto di spostarci c'è stato un ammutinamento da arte di Lolli che non ne ha voluto sapere. Del resto spostare tutte le nostre cose per una sola notte non aveva gran senso e dunque siamo rimasti nel nostro bel tubo!
Tongue: SYAH hostel
Loch Ness (Glen Urquhart): SYAH Bernock Country Center
Bello bellissimo, un altro rimpianto per non esserci fermati una notte in più a Tongue. Abbiamo avuto una camera molto spaziosa con letto matrimoniale a castello (!) e camino e scrittoio, in una struttura incantevole affacciata sul kyle. La cucina era grande e tenuta benissimo, e c'era un bagno unisex che era una gioia, confortevole come quello di casa mia.
Solo al mattino, andando via, mi sono accorta del salotto con divanetti che la sera prima non avevo notato, doppio rimpianto quindi sigh! Dal punto di vista economico beh, niente male, abbiamo pagato 100 sterline a notte che è esattamente uguale al cottage di Ullapool, ma mi resta il sospetto che il cottage di Ullapool sia stata l'eccezione, e non il contrario.
Skye: SIH Broadford Backpacker
Il più fricchettone e diciamo bohemiene, gestito da una combriccola di argentini pure un pò zozzi e casinari (falò notturni e bivacchi vari). Ha un salotto molto carino e pittoresco al primo piano, proprio fuori dalla nostra stanza in cui i bambini hanno passato parecchio tempo con un gioco di biglie.
Cucina così così, piccola e con poco spazio per dispensa. Sala da pranzo pure, insomma. La nostra stanza concepitaper 4 e con un letto aggiunto era in effetti davvero piccolissima, ma tutte la camere hanno una finestra a lucernaio sul soffitto che è un incanto.
Eccoci al capitolo castelli, una specialitá nazionale, con i duemila e più tra fortezze ben preservate (quelli interi con le stanze!) e ruderi con pochi muri manc troppo interi spersi nella brughiera (modello Highlander-ne-resterá-solo-uno). Alcuni li abbiamo scelti perchè imperdibili, altri perchè c'era una bella foto da qualche parte e altri ancora ci hanno scelto loro, proponendosi all'improvviso sul nostro cammino.
Ecco qui il nostro itinerario di casteli nelle Highlands.
Stirling/Loch Lomond
Stirling Castel
Grande e ben preservato, di quelli con le stanze. Piaciuto moltissimo ai bambini che potevano gironzolare qua e la tra cucine ricostruite e cortili con cannoni.
È stato il nostro battesim del castello, e anche solo per questo avrá un post speciale nei miei ricordi...
Loch Awe
Kilchurn
Questo aveva la foto su Meridiani che era così bella che non ho potuto esimermi dall'andare a cercarlo. si tratta di rovine cui si giunge con una passeggiata di una ventina di mnuti nella brughieraa, sull'estremitá settentrionale del Loch Awe.
Vale la sosta, o la breve deviazione per chiunque si trovi sulla sponda occidentale di Loch Lomond e si allontani viagga do verso nord. Altre attrazioni del luogo sonomuna centrale idroelettrica con visitor centre attrezzato con tour interattivo , e una bella Kirk (chiesetta) in pietra affacciata sul lago
Loch Ness
Urquahrt Castle
Rovinenanchenqueste, distribuite su una grande area con bellissima vista sul lago, ideale per avvistare mostri. I bambini hanno giocato sulle palle di pietra della balestra e scorrazzato ovunque sui prati, visto che di muri ne sono rimasti ben pochi. Quel giorno in esclusiva un arcobaleno intensissimo si è tuffato nelle acque del lago lasciando tutti a bocca aperta!
Tra Ullapool e Lochinver
Ardvreck Castle
È del genere "rovine su cui ci ai può arrampicare", i preferiti dei bambini e un pò meno di Francesco che si muove Flavio-in-spalla. Lo abbiamo incontrato per caso mentre eravamo diretti verso Lochinver e Point of Stoer, alla ricerca di uno dei tanti fari sulla costa progettati dal nonno di Louis Stevenson (quello dell'isola del tesoro).
Si trova nelle acque scintillanti (c'è sempre scritto cosí sulle guide, si vede che quel giorno c'era un raggio di sole) del Loch Assynt, ed è una gradevole sosta che vale la pena fare.
Skye island
Dunvegan Castel (e Coral Bay)
Doveroso associare i due luoghi e le due gite, e se c'è il sole, come è capitato a noi, vale la pena prevedere una intera giornata quaggiù.
Il castello è anche carino assai, ma mi pare di capire che diverse parti sian ancora in uso della famiglia McLeod, dunque la parte visitabile è piccolina, e non varrebbe i 27 pound (gruppo famiglia 2 adulti e 3 bambini) se non fosse per i suoi giardni strepitosi tenuti meravigliosamente, nulla da nvidiare ad un orto botanico di tutto rispetto.
Abbiamo approfittato del prato-moquette nel "round garden" per il nostro Kinke-kinke quotidiano.
Qui abbiamomfatto la conoscienza con il terribile moscerino delle Highlands, bianco e quasi invisibile ci si accorge della sua presenza perchè l'aria sembra essere urticante. Pare che pur essendo erbivoro abbia bisogno dinuna minima quantitá di sangue animale per deporre, il bastardo, e a distanza di giorninio ancora porto le conseguenze deglimassalti subiti.
Coral Bay è una specie di controsenso paesaggistico, una svista ambientale che consiste in una piccola insenatura di sabbia bianca su acqua lmpidissima nel bel mezzo di un kyle dai ciottoli scuri, circondato da prati e brughiera.
Tutta la giornata a ben pensarci è stata un paradosso, compreso il sole splendente che per tutto il giorno non si è mai lasciato coprire a una nuvola.
Coral Bay bisogna meritarsela e in fondo anche abbastanza a buon mercato, una passeggata semplice di quasi 2 km nella brughiera satura di acqua che trasuda dalla terra e dalla roccia come per magia schiude la vista su questo paradiso quasi tropicale alla stessa latitudine della Lapponia. Bello il pomeriggio in cui i bambni hanno finto di essere di nuovo al mare e giocato con sabbia e sassolini mentre io prendevo il sole sul solito tappeto di erba morbidissimo.
Tongue
Castle Varrich
Rovine trecentesche, pochi mattoni e muri in realtá, ma una bella passeggiata per arrivare in quota e uno scenario mozzafiato sul kyle, da vertigini come spesso capita da queste parti. Il sentiero parte dalla cabina telefonica di Tongue, non ci si puó sbagliare!
Dornie
Eilean Donan
Ci siamo arrivati all'inizio del nostro viaggio da Skye a Edimburgo, in una mattinata nuvolosa in perfetta sintonia con la malinconia di questo luogo, cui si giunge attraversando un bel ponte di pietra. Castello fotografatissimo in tutte le cartoline, di quelli con le stanze arredate e le cucine ricostruite.



















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