sabato 26 agosto 2017

Nostalgia

Arriva senza preavviso alla fine della seconda settimana di qualunque viaggio in qualunque posto con qualunque latitidine e clima.
Non è stanchezza, non è malinconia, non è inquietudine, non è tensione.
La nostalgia di casa si manifesta come una sequenza di mancanze estremamente definite e chiaramente esprimibili.
Per me pistacchio e noce da Otaleg, cucinare un ciambellone, guardare qualsiasi cazzata su Sky o Real TV svaccati sul divano, preparare la pizza domenica sera, strapazzare Hermione
Intervistati a bruciapelo i membri della famiglia riferiscono le seguenti mancanze:
- Daniele: hermione, la cucina e l'orto del giardino
- Lolli: hermione, la cucina e la scuola (?!)
- Flavio: hermione, il divano e la nostra macchina
- Francesco: la pizza, in giro in scooter e i pomodori riso

 . 
Ü
In ogni caso è provato che la nostalgia di casa dopo aver raggiunto il picco intorno al quindicesimo giorno di vagabondaggio tende poi a rientrare per lasciare il posto alla nostalgia dei primi giorni di viaggio, una struggente sensazione di incolmabile distanza con quello che eravamo due settimane fa, quando ancora non eravamo stati cambiati da questa esperienza.
Sintomi che si confondono con la paura del rientro, una forma di inquietudine  resistenza all'idea che tutto questo dovrà finire e si dovrà tornare ala vita normale, che si attenuano un po cominciando a passare in rassegna le possibili destinaziini di un viaggio futuro.

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