venerdì 18 agosto 2017

Tre tappe al nord (e una no)

Il White Temple è una sosta obbligata per chi viaggia verso il triangolo d'oro, a pochi km da Chiang Rai.  Un architetto visionario molto probabilmente sotto l'effetto di allucinogeni seri, ha progettato una versione indu-buddista della Sagrada Familia, la cui costruzione è iniziata nel 1997 e ad oggi non è ancora conclusa. Gesso bianco accecante tempestato di specchietti ancora più accecanti, è il templio più apprezzato dai bambini per la presenza di sculture e dipinti di mostri e supereroi fuori e dentro, abbiamo trovato Doraemon, Spider Man, Iron Man, Hello Kitty ed Harry Potter a cavallo della Nimbus Two Thousand.

A Nord di Chiang Rai nelle vicinanze di Mae Chan abbiamo visitato un villaggio dell'etnia Akha. Originari sembra del Tibet si trovano oggi ai margini della Thailandia moderna dove dormono su stuoie di giunco in capanne di paglia cablate  con tv e pc e osservano un culto animista o cattolico metodista in chiese di mattoni a poche centinaia di metri da un  supermercato Tesco.
Popolazioni in transizione tra tradizioni in mutamento e folclore che viene spolverato senza troppa convinzione al momento dell'arrivo di un gruppo di turisti per massimizzare l'opportunità di guadagnare qualche bath dalla vendita di tristi braccialetti.


Con l'intenzione di arrivare a Sukothai domani ci avvantaggiamo una parte di strada e passiamo la notte a Payaho. È la prima cittadina davvero graziosa che incontriamo dall'inizio del nostro viaggio, una successione di ristoranti lungo il lago, scenario ancora più affascinante arrivando sabato sera al tramonto.  Ci ricorderemo Payaho per l'assalto subito di un branco di formiche inferocite sulle gambe del povero Flavio, ottimi pesci e polli alla griglia consumati in compagnia di migliaia di falene scomparse magicamente dieci minuti dopo che abbiamo finito si cenare, il più dirompente acquazzone monsonico fino ad oggi, il corteo dei monaci in uscita per la questua quotidiane lungo le strade deserte la domenica mattina poco dopo l'alba.


La prossima volta arriveremo ancora più su, fino al leggendario triangolo d'oro, per vedere dalla cima delle montagne il Mekong che disegna l confine con il Laos.

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