lunedì 28 agosto 2017

Itinerario


Bangkok
Ambientamento.  Lunghe colazioni per fasarci nella time zone. Familiarizzazione con la cucina thai, buona sintonia di Daniele e Flavio con i noodles in brodo, grande amore di Francesco per il pad thai, io mi fermo sui curry piccanti per restare fedele alla dieta low carb.
Visita del Wat Arun e del Wat Po. Gita sulla long tail boat lungo i canali fetidi e sosta al mercato galleggiante. Acquisti di elefantino verde e di ciondoli di drago.
Chiang Mai
Dopo tanto tempo ritroviamo lo shabu-shabu. Una giornata molto piovosa, attraversamento di strade allagate. Piccola lezione da un mahout prima di andare a spasso in sella a un elefante.  Passeggiata nel fango, bagno e navigazione su zattere di bamboo in torrenti melmosi.
Visita alla factory degli ombrelli di carta e shopping sfrenato di ciotole di ceramica Celadon. Salita al What Prathat Doi Suitep e passeggiata nella foresta per vedere una bella cascata. Visita al mercato notturno.  Prime esperienze e innamoramento per il massaggio thailandese.
Chiang Rai
Il visionario White Temple. La passeggiata nel villaggio Akha. Inizia il viaggio verso sud.
Payaho
La cena con le falene, il temporale che ci ha bloccati in un ristorante con musica dal vivo nel bel mezzo di un sabato sera di una cittadina do provincia Thai. Il turismo occidentale si è decisamente diradato e così anche le possibilità di comunicare con qualcuno del luogo in una lingua comune. Iniziamo a ordinare dai menu in base a fotografie sovraesposte e sbiadite. Passeggiata in bicicletta all'alba.
Sukhotai
Bella strada tra le montagne. I bambini si lamentano molto, ma solo di mattina. Un sito bellissimo che visitiamo in bicicletta sotto una pioggia che ormai non ci spaventa più. Da lontano i nostri k-way formano un arcobaleno che spicca nel colore scuro dei templi di mattoni. Consapevolezza del privilegio di poter visitare questi luoghi pieni di storia e magia.
Lom Sak
Arriviamo.di sera in motel lungo una statale senza anima viva.  Un vecchietto sdentato con un tuctuc ci fa da navetta con un ristorante poco più su lungo la statale. Nessuno parla la nostra lingua ma in molti partecipano alla scelta dal menu senza dare un effettivo contributo, per cui ordiniamo alla cieca molto pesce che ci piace molto. 
Phimai
I templi Khmer poco frequentati sono perfetti per giocare a nascondino.  Mercato in piazza pieno di cose strane e colorate. Il massaggio thai più economico in una specie di cooperativa sociale. Musica dal vivo pop-rock nel ristorantino sotto l'hotel Paradise. Pellegrinaggio all'immenso banyan tree prima di lasciare la città.  Compriamo e successivamente liberiamo due uccellini per guadagnare meriti. Non si sa mai...
Poipet
Una frontiera laboriosa da attraversare perché i mezzi su cui viaggiamo non passano da una parte all'altra e dobbiamo fare una piccola via crucis con lo zaino in spalla da veri backpacker, compilazione moduli immigrazione (cinque non finiscono mai) e impronte digitali in ingresso e uscita dalla Cambogia. Impatto forte, la Cambogia è sensibilmente meno sviluppata della Thailandia.
Siem Reap
Si è detto molto del ritorno a Siem Reap. Un passaggio ad Angkor merita definitivamente di essere considerato quando si visita un qualsiasi paese del sudest asiatico.
Lam Mae Phim
Mai in passato mi è sembrato di meritare così tanto un breve segmento di mare al termine di un viaggio. Una piscina gigante, una spiaggia deserta, una passeggiata in bicicletta al porto, mangiar e pesce sulla spiaggia, Francesco si improvvisa tuc-tuccaro.

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