Arancio
Monaci ragazzi nel loro periodo "di leva" al sacerdozio in fila la mattina presto a Payao per riempire le ciotole con i pasti per la giornata, Monaci plasticosi per la raccolta delle offerte in in templio di Chiang Mai. Monaci che pranzano in un bel cortile vicino ad uno stagno di ninfee. Monaci durante la preghiera del pomeriggio. Monaco di pietra sorridente che ci da il benvenuto all'ingresso di tutti i ristoranti e gli alberghi in Thailandia.
Fiori
Le orchidee che fioriscono a Gennaio e ad Agosto, le vediamo splendere di bellezza dondolare nei vasi appesi ai rami degli alberi e ci chiediamo cosa sbagliamo noi.che le vediamo boccheggiare sui davanzali quali che siano le cure prodigate. Il fiore bianco e giallo di cui non impariamo il nome, che sembra il simbolo della purezza e decora i cortili galleggiando nelle fontane. Il fiore di loto, meraviglioso e noncurante di ciò che lo circonda, che sia un vaso sull'altare delle offerte ai piedi di Budda o il più miserabile dei canali melmosi sul bordo della strada.
Verde
L'onnipresente bamboo, protagonista nei boschi e nelle bordure ed elemento di base dei ponteggi utilizzati nella realizzazione delle opere di ingegberia civile di ogni misura. Spinaci d'acqua, cime di rapa che in Cambogia chiamano "morning glory", papaya verde, mango, cetrioli e insalata, tutte le verdure crude protagoniste di tanti dibattiti sull'opportunità di mangiarle ma che immancabilmente finiscono bei nostri piatti, primo tra i tanti sbarchi nelle regole del perfetto viaggiatore assieme ai piedi nel fango, le coccole ai gatti rognosi, il ghiaccio nelle bevande. Banani, palme da cocco, mangrovie e tutta la vegetazione tropicale che incombe e preme tra case strade templi e tutte le cose costruite dall'uomo pronta a riprendersi tutto nel tempo che ci vuole per dire "risaia".
Khmer
Ordine nel disordine umido e polveroso di una natura selvaggia e ostile, magnificenza del passato contrapposta a un presente in cui il popolo cambogiano è lontanissimo dalla modernità, solennità dei luoghi di culto che sopravvive ai secoli e si arricchisce di mistero, umidità che ti avvolge nella giungla come un abbraccio.
Monaci ragazzi nel loro periodo "di leva" al sacerdozio in fila la mattina presto a Payao per riempire le ciotole con i pasti per la giornata, Monaci plasticosi per la raccolta delle offerte in in templio di Chiang Mai. Monaci che pranzano in un bel cortile vicino ad uno stagno di ninfee. Monaci durante la preghiera del pomeriggio. Monaco di pietra sorridente che ci da il benvenuto all'ingresso di tutti i ristoranti e gli alberghi in Thailandia.
Fiori
Le orchidee che fioriscono a Gennaio e ad Agosto, le vediamo splendere di bellezza dondolare nei vasi appesi ai rami degli alberi e ci chiediamo cosa sbagliamo noi.che le vediamo boccheggiare sui davanzali quali che siano le cure prodigate. Il fiore bianco e giallo di cui non impariamo il nome, che sembra il simbolo della purezza e decora i cortili galleggiando nelle fontane. Il fiore di loto, meraviglioso e noncurante di ciò che lo circonda, che sia un vaso sull'altare delle offerte ai piedi di Budda o il più miserabile dei canali melmosi sul bordo della strada.
Verde
L'onnipresente bamboo, protagonista nei boschi e nelle bordure ed elemento di base dei ponteggi utilizzati nella realizzazione delle opere di ingegberia civile di ogni misura. Spinaci d'acqua, cime di rapa che in Cambogia chiamano "morning glory", papaya verde, mango, cetrioli e insalata, tutte le verdure crude protagoniste di tanti dibattiti sull'opportunità di mangiarle ma che immancabilmente finiscono bei nostri piatti, primo tra i tanti sbarchi nelle regole del perfetto viaggiatore assieme ai piedi nel fango, le coccole ai gatti rognosi, il ghiaccio nelle bevande. Banani, palme da cocco, mangrovie e tutta la vegetazione tropicale che incombe e preme tra case strade templi e tutte le cose costruite dall'uomo pronta a riprendersi tutto nel tempo che ci vuole per dire "risaia".
Khmer
Ordine nel disordine umido e polveroso di una natura selvaggia e ostile, magnificenza del passato contrapposta a un presente in cui il popolo cambogiano è lontanissimo dalla modernità, solennità dei luoghi di culto che sopravvive ai secoli e si arricchisce di mistero, umidità che ti avvolge nella giungla come un abbraccio.




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