Per oggi il programma prevede mattinata al mare e pomeriggio a spasso.
Sguazziamo nell'ormai familiare spiaggia di Glystra, dove trascorriamo le solite ore tra vagni, sole, insabbiamenti e merende varie.
Daniele continua a non disdegnare il sonnellino a metà mattina, cosa che permette a me di prendere un pò di sole in pace mente Fra porta Lolli a mangiare un pò di frutta al bar, espediente di successo per sottrarlo una mezz'oretta all'acqua e al sole impietoso di questa stagione.
Oggi comunque lui è particolarmente di luna storta, e ci dispensa un burrascoso rientro a casa con crisi di odiosità e pianto ininterrotto durato un'ora, dalla fine dell'utlimo bagno fino a quando non si è miracolosamente disinnescato ed è venuto a sedersi a tavola.
In più al rientro a casa siamo ancora senza acqua, per cui sempre con lui in braccio urlante mi butto in piscina cinque minuti, il tempo di roglierci di dosso un pò di sale sotto gli occhi attoniti del pubblico di francesi presente, che deve aver pensato fossi una pazza per come lo ghermivo gli sibilavo minacce nell'orecchio per farlo smettere di strillare.
Riesco a sciacquare un pò anche Dani con un filino di acqua che non si sa come ancora usciva dal tubo del giardino.
Sempre con speciale premura e cortesia Filippos ci porta notizie e questa volta anche un pentolone di acqua per backup, ma fortunatamente dopo pranzo il guasto è riparato e posisamo lavare i centomila piatti e stoviglie che sono il nostro quotidiano consumo aggravato dai pasticci dei nani.
Questa mattina prima di scendere in spiaggia siamo passati giù da Filippos a Kiotari per chiedere alcune informazioni che ci saranno utili nei prossimi giorni.
Kiotari è un villaggio di pescatori e visto che non abbiamo incontrato pescherie in giro ci chiedevamo come poterci procurare del pesce. Filippos ci ha detto che tutte le mattine in spiaggia verso le 8:00 potremo trovare i pescatori di ritorno con le barche e comprarlo direttamente da loro. Ci ripromettiamo quindi un barbecue per i prossimi giorni.
Fra si è poi informato su strade e itinerari per le prossime gite. Vogliamo entrare un pò dentro l'isola e raggiungerne il cuore, per oggi abbiamo adocchaito il monastero di Moni Thari e il villaggio di Laerma.
A sud vorremmo raggiungere Prassonissi, famosa per l'istmo che separa i mari Egeo e Mediterraneo.
Verso Ovest Fra sembra aver trovato un sito carino, il castello di Monolithos, e potrebbe essere la meta di un gior di una giornata.
Prendiamo tutte le info e attingo anche alla piccola biblioteca del villaggetto per rifornirmi con qualcosa da leggere. Mi piacciono quei posti dove cresce nel tempo una specie di libreria multinazionale fatta di volumi lasciati dai villeggianti e dai viaggiatori che si liberano di un pò di zavorra.
Di solito sono romanzetti neanche troppo best seller, virano al molto rosa o molto giallo, poi in questo caso pur essendo disponibile alla letteratura in lingua inglese trovo solo roba in tedesco a parte un tomazzo in lingua italiana, un certo Massimo Cotto che ha raccolto più di 25 anni di interviste a divi del rock, indicizzandoli in non ricordo quante categorie, dalle popstar ai songwriter, da Madonna a Leonard Cohen per intenderci.
Mi chiedo sul serio cosa passasse per la testa a chi ha deciso di mettere in valigia un volume così enciclopedico e duraturo nel tempo per poi abbandonarlo in un villaggetto di pescatori sulla costa est di un'isola dell'Egeo. Concludo che deve averlo dimenticato!
Nel pomeriggio ricalchiamo quindi i nostri passi sulla strada per Asklipio con l'inenzione di attraversare i boschi dell'interno alla volta di Laerma.
La prima parte del tragitto ci vede protagonisti di un siparietto tragicomico niente male. Giunti ad Aklipio sbagliamo strada e ci inoltriamo in un vicoletto che oltre ad essere molto pittoresco con le sue case bianchissime dalle porte azzurre, diventa sempre ma sempre più stretto. Francesco lo affronta con anche troppa disinvolutra ma deve arrendersi al fatto che è inesorabilmente senza uscita.
In capo a dieci minuti diventiamo l'evento mondano dell'anno, con numerosi vecchietti che in varie lingue si prodigano per noi, chi indicandoci la retta via chi aiutandoci in una manovra ai limiti dell'impossibile per riuscire nell'impresa di invertire la marcia e tornare sui nostri passi.ùLa prima parte di questo numero acrobaico ci guadagna la perdita della targa anteriore, prontamente recuperata da uno dei vecchietti che ce la restituisce dal finestrino.
Ci va meno bene nel percorso in senso opposto del vicolo angusto, dove stavolta la disinvolutra non viene premiata e in un solo colpo sfasciamo lo specchietto e danneggiamo la fiancata.
Io ho ancora le lacrime agli occhi per la scenetta di poco prima e non riesco a farmi guastare l'umore, cercheremo di capire l'inossidabilità della polizza assicurativa nei prossimi giorni.
La strada per Lera e per Moni Thari è bellissima, tra boschi di conifere in parte purtroppo devastati da un incendio pazzesco lo scorso anno.
Sembiramo padroni dell'isola, non c'è traccia di vita a parte le immancabili caprette ogni tanto sulla strada, e il silenzio ci accoglie all'ingresso del cortile del monastero.
Nessun turista, solo noi, nessuna macchina nel parcheggio.
Il monastero perlatro è famoso, pare abbia anche una sua emittente radiofonica, una specie di Radio Vaticana di Rodi insomma.
Per la gioia di Lolli, che da qualche giorno ha una nuova passione, le campane, al punto che va dicendo che da grande vuole fare la scuola dei campanari, ci sono per l'appunto diverse campane ad altezza "umana". Abbiamo letto che sono comandate elettronicamente e lui le vorrebbe suonare, e io non so come mi sono messa in un terribile guaio promettendogli che avrei chiesto al campanaro se ci fosse stata qualche possibilità di accontentarlo. La dimensione delle cazzate che a volte si dicono ai bambini col solo scopo di convencerli a fare qualcosa di basilari in tempi umani, tipo infilarsi le scarpe per uscire prima che faccia notte, è limitata solo dal sentore del tipo di casini in cui ci si troverà al momento della resa dei conti, quando la posta in gioco vorrà essere riscossa.
Ma stavolta ci va stra-bene, perchè dopo aver trascorso una mezz'ora in questo luogo incantevole ognuno perso nelle sue occupazioni, chi ammirando campane, chi spostando sassolini infilandoseli accuratamente nel pannolino, chi scattando migliaia di foto e chi controllando i danni alla macchina, sulla strada per Laera incontriamo una chiesetta microba persa nel silenzio del bosco, con una campana che offre una invitante corda ai passanti.
E' un attimo, ci fermiamo e rendiamo Lolli felice con un DONG che mi fa un pò tremare, nella pace del luogo risuona come un rombo di batteria in apertura di un concerto rock.
Laerma alla fine la passiamo in macchina senza fermarci, ci appare come il solito villaggiotto che darebbe soddisfazione a poter fare due chiacchiere con qualche abitante durante un pomeriggio ozioso trascorso a bere bibite fresche in un bar.
Per ora non abbiamo la configurazione giusta, decidiamo dunque di prendere una birra in qualche locale più vicino al mare, dove lasciar sciolti i bambini con più agio.
Ci fermiamo al Faro, un locale fighetto vicino a Gennadi, facciamo qualche foto con muscia da discoteca sullo sfondo e ragazzotti allegri al termine di questa domenica di mare, e ci dirigiamo poi alla taverna di Stefano.
Stasera c'è il pienone e la cena dura un pò di più e abbiamo meno attenzioni rispetto alla volta precedente.
A Dani sembra esser tornato l'appetito, e questo lo tiene a tavola fermo quanto basta per permetterci di finire in "pace" la cena.
Provo i piccoli gamberetti di Simi, che si mangiano fritti e interi, buonissimi. Poi è tutto un inseguire bambini che si inseguono a vicenda e che inseguono gattini. A letto abbastanza tardi stasera, con la promessa quindi di un risveglio comodo domattina.
Il tempo è cambiato nel corso della giornata, c'è un vento fresco piacevolissimo che porta un profumo incredibile dalla macchia.
Irresistibile, la stanchezza si fa sentire ma sosto ancora un pò nel patio a godere questa spettacolare notte greca.
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