Oggi andiamo verso la costa ovest passando per il centro dell'isola, la nostra prima metà è il castello di Monolithos.
Per arrivarci da qui si prende da Gennadi la direzione di Apolakkia, è una strada di montagna in cui non faccio in tempo a congetturare su quanti fortunati siamo ad avere due bambini che in generale rognano poco in macchina e soprattutto non svomitazzano, che Lolli con fare lagnoso mi dice "mi dai a mano MAMMA" ed esplode in un fiotto di pane e nutella semidigerito, bleah! Diciamo che certi pensieri non bisogna mai lasciargli spazio perchè il destino è in agguato e ghignante, ma è comunque un episodio isolato e noi abbiamo un cambio, quindi breve sosta e si procede.
Io ufficialmente soffro di vertigini. Vedere uno strapiombo, un vuoto, qualcuno cui tengo che vi si avvicina è la scintilla per una vera e propria reazione di panico. Peccato perchè la breve sosta lungo la strada con vista su Monolithos è mozzafiato: uno sperone si innalza isolato e sopra c'è questa costruzione bianchissima, il castello, e dietro la vallata e il mare di un blu impressionante. Intimo a Fra di tenere Lolli avvinghiato e lontano dal ciglio della strada, che è privo di protezione.
Risaliamo in macchina e raggiungiamo il parcheggio nel bosco sottostante, da cui parte la salita che ci separa dall'ingresso del castello.
Da quando siamo qui abbiamo sperimentato le varie tonalità climatiche sul registro del bel tempo-cielo sereno-senza mai mezza nuvola.: il vento moeltheni, secco che dà sollievo, l'arsura delle giornate senza brezza, serate calde e serate fresche che portano i profumi forti della vegetazione circostante.
Oggi deve essere molto ma molto umido perchè si suda copiosamente salendo il sentiero e gli scalini, e anche da fermi, quando torniamo giù e prendiamo un caffè nel fresco del bosco. I bambini giocano inseguendo un pappagallo e spostando sassolini e noi studiamo la mappa abbozzando il programma del resto della giornata.
Decidiamo di andare avanti verso Sianna e decidere poi se fermarci lì per il pranzo o se andare un pezzetto oltre.
Sianna è un villaggetto con una vivace via principale piena di negozietti di prodotti tipici. Ci fermiamo per visitare la chiesa, inaspettatamente appariscente. Compriamo poi un barattolo di miele in una bottega e decidiamo alla fine di proseguire sulla stratale costiera occidentale in direzione Kamiros.
Daniele si addormenta concedendoci un pò più tempo per cercare un posto che ci garbi per il pranzo. Vediamo l'indicazione per Glifada che ci devia dalla via èrincipale ma di cui Fra ricorda una descrizione interessante sulla guida. Parla di una spiaggia con una taverna sul mare che serve pesce fresco. E' nostra, andiamo!
La strada è tutta curve e Lolli paraculo ha capito che un pò di lagna finta gli procura il lasciapassare per venire avanti con me. Arriviamo a Glifada che praticamente consiste in due case e una taverna in un posto incantevole, con un mare dai colori meravigliosi e una spiaggetta ciottolosa e deserta, un vento freschissimo e tavolini con vista spettacolare.
Purtroppo non possiamo restare, la proprietaria ci speiga che il ristorante ha smesso di funzionare, il luogo resta troppo isolato sulla costa meno turistica dell'isola e non conveniva più mandarlo avanti. Possono prepararci qualche snack e un'insalata con pomodori e feta, perfetto per noi tre ma non per Dani, e non hanno neanche del latte per cui dobbiamo anche far presto a cercare altro perchè si sta facendo tardi e Danielino potrebbe svegliarsi affamato.
Tprniamo sulla via principale e troviamo una taverna carina all'altezza di Kritinia, dove trascorriamo un paio d'ore piacevolissime e mangiamo per la prima volta il gyros e la mousaka, buonissimi.
Decidiamo di tornare alla volta di casa seguendo la statale occidentale verso Nord fino all'aeroporto per rimetterci poi sui nostri passi seguendo il percorso che ormai conosciamo bene, tra Rodi e Lyndos.
Non ci concediamo soste perchè dietro tutti dormono e io resto incastrata fra di loro, ma il panorama è proprio bello e varrebbe la pena fare due passi e qualche foto alle caprette.
Da questo lato, specie la parte più meridionale, l'isola è deserta e non ci sono spiagge su cui insistono strutture turistiche. Di fatto non c'è niente e nessuno, il mare è blu, sulla destra il paesaggio è mosso dalle prime alture verso l'interno dell'isola e l'unica forma di vita sono appunto le caprette.
Arriviamo dalle nostre parti intorno alle 17:00 e la natura è al massimo dei suoi colori, un sacrilegio pensare di passare il resto del pomeriggio in piscina come da programma iniziale, decidiamo dunque di rinfrescarci con un bagno al mare.
Portiamo sempre con noi tutti i tool da spiaggia proprio per esser sempre pronti ad una calata al mare e la scelta oggi è vincente perchè passare a casa e scaricare tutti ci toglierebbe òla voglia di uscire di nuovo e il piacere di quest'ora passata tutti a mollo nelle limpide acque di Glystra beach.
Dopo le varie abluzioni non ci resta tempo per preparare cene elaborate: pasta al tonno, fagottini di pasta sfoglia ripieni di feta in confezione famiglia acquisiti l'altro giorno alla Lidl di Rodi, qualche avanzo delle puntate precedenti e via.
La giornata è stata lunga e non nascondo di aver trepidato per togliermeli di torno entrambi, i due.
Passo una manciata di minuti con Lolli sciacquando iìle gambe in piscina e poi ancora mi godo il venticello e le stelle nel patio, con un pò di malinconia al pensiero che questa avventura volge al termine e che stiamo consumando le ultime battute dei nostri piccoli progetti di fine viaggo prima del rientro a casa, fra un paio di giorni.
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