mercoledì 15 luglio 2009

Un gelato ad Asklipio

Giornata tranquilla oggi, decidiamo di passare la mattinata al mare e dedicare il pomeriggio ad una piccola gita nei dintorni.
C'è sempre vento ma in spiaggia si sta bene.
Passo le due ore di "libertà" a prendere un pò di sole in piscina e leggere qualche guida.
Sono contenta di aver portato con me il numero di Meridiani dedicato a Rodi e Creta. Non riesco mai ad immergermi nella lettura dei reportaage e degli articoli quando sono ancora a casa prima della partenza, e sono sempre titubante quando infilo la rivista nello zaino, è un bel peso e si cerca sempre di fare economia di carichi al pensiero di doverli scarrozzare per vari giorni in giro per il mondo.
Ma anche stavolta non mi pento perchè leggere dei posti appena visitati fa venire l'appetito del viaggiatore, fa sentire un pò più partecipi degli itinerari e solletica la curiosità di esplorare il territorio e non cedere alla pigrizia.
Leggendo le guide mi rendo conto che Rodi è un'isola alla fine piccola, in gran parte centrara sulle attrattive del mare.
Qualche villaggio sembra interessante per la presenza di una chiesa, ma per lo più si tratta di passeggiate brevi.
Decidiamo che passeremo una giornata a Rodi, la città che fu sede dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, una specie di istituzione che inizialmente aveva carattere filantropico e che offriva sostegno e cure mediche ai crociati durante le loro missioni, ma che col tempo ha dirottato il suo mandato su finalità militari. A leggere della loro organizzazione sembra un pò un programma di cooperazione internazionale, come oggi l'ONU. C'erano varie Lingue, che erano i contingenti dei vari paesi dell'Europa di allora, sotto il comando di un Gran Maestro appartenente ad una di queste lingue. Molti maestri furono francesi, e l'ultimo di loro perse il dominio su Rodi a favore dei turchi islamici.
Da allora i Cavalieri, che già erano stati scacciati da Gerusalemme quando i turchi conquistarono l'Egitto, si stabilirono a Malta.
Nel pomeriggio non andiamo al mare e decidiamo di fare una passeggiata in uno dei paesini qui intorno, a quattro kilometri da casa nostra prendendo verso la collina invece di scendere al mare.
Asklipio si rivela il solito villaggetto senza assolutamente niente di niente da fare a parte una chiesa da visitare che però è chiusa e i resti di un castello arroccato su una collinetta che non mi sembra valga la pena scalare.
Ai bambini abbiamo promesso un gelato per merenda, che prendiamo in una delle poche taverne.
Con noi c'è solo la proprietaria che prende un caffè con un'amica. Lolli ed io non la disturbiamo e andiamo da soli al frigo dei gelati dove prendiamo una coppetta, che lui mangia co la solita concentrata devozione mentre Fra ed io beviamo un caffè greco.
E' polveroso e si prepara per soluzione della polvere con lo zucchero in un recipiente che si chiama brik. Viene chiesto in anticipo quanto dolce lo si vuole e deve poi esser lasciato depositare.
Dopo la merenda visitiamo il cortile della chiesa, molto carino con il pavimento a mosaico realizzato con ciottoli bianchi e neri. Lasciamo sciolti i bambini qualche minuto. Come cuccioli cominciano a fare i loro giochi embrionali, i primi della loro vita insieme, da quando Dani cammina e comincia a dare qualche soddisfazione a Lolli.
Mi incanto a guardarli, sembro inebetita anche se sono sempre sul chi vive perchè Daniele è proprio traballante e cade con un niente specie se è stanco.
Lolli d'altra parte se non è in vena luminosa non esita a spintonare con malcelata ostilità ma tant'è, sono piccoli incidenti di routine, l'inizio della mia carriera diplomatica di intermediatrice di risse.
La passeggiata si rivela anche più breve del previsto cosicchè anzichè tirare subito per casa allunghiamo fino ad arrivare a Gennadi, nella direzione opposta, verso Sud.
Anche qui restiamo poco, guadagnamo giusto una sosta in un forno dove prendiamp qualche dolcetto di quelli di pasta sfoglia intrisi di miele.
Al ritorno per la gioia di Lolli ci concediamo un bagno in piscina prima di cena.
Ceniamo a casa con il kebab al forno e gli hamburger.
Le cene possono essere estentuanti, non c'è verso che si riesca a rimanere seduti a tavola contemproraneamente più di qualche minuto consecutivo.
C'è sempre una cacca da fare, un bicchiere rovesciato da raccogliere, un disastro di rigatoni sparsi sul tavolo da ripulire.
Finisce con le solite schermaglie di rincorse tra i due mentre qualcuno sistema la cucina.
Verso le 21:30 di solito Daniele dà segni inquivocabili di cedimento, intensificando il numero di ruzzoloni e la frequenza dei pianti disperati. Ora di andare a ninna.
Lolli ed io guardiamo le stelle e chiacchieriamo, laviamo i denti, due o tremila storie da raccontare e buonanotte!

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