domenica 12 luglio 2009

Il giorno del viaggio

Alle spalle abbiamo già un paio di giorni di viaggio. Venerdi dopo il lavoro siamo andati a Francavilla a prendere i bambini e Sabato mattina li abbiamo rimpatriati a Roma.
Ci aspettano 10 giorni insieme a Rodi, e ancora non sappiamo cosa ne faremo.

Abbiamo scelto una sistemazione che ci è sembrata molto carina guardando le foto, non mancano le comodità.
Il mare è vicino, anche se non siamo riusciti a capire se sia necessario prendere la macchina per raggiungere la spiaggia più a portata.
Potrà essere un soggiorno tutto dedicato al mare o potremo spingerci un pò più nella vacanza che più ci è congeniale, dipende molto da che sintonia troveremo, da quanto ci verrà voglia di esplorare l'isola e soprattutto da quanto terreno ci concederanno Lolli e Dani, quanto ci seguiranno nelle nostre iniziative, quanta flessibilità mostreranno o almeno quantà in più rispetto a quella del granito chesolitamente contraddistingue gli under 3 ogni qual volta venga modificata una delle loro millemila abitudini quotidiane.
Con questi pensieri partiamo e questi pensieri mi fanno compagnia durante le prime due ore fuori-programma, trascorse su un aereo della Egean fermo sulla pista in attesa di uno slot per il decollo.
I bambini ci sorprendono mostrando insperate risorse di adattamento per tutte le quasi 12 ore di viaggio da casa fino al villino di Petroto a Kiotari, che è la nostra meta finale cui giungiamo intorno alle 20:00 ora locale. A Rodi abbiamo un'ora di fuso rispetto all'Italia.
Il tempo in viaggio è passato tra giochi e chiacchiere sull'aereo, qualcosa da mangiare e lo scalo ad Atene con relative operazioni di imbarco e sbarco e re-imbarco.
Lolli è stato bravissimo, Daniele come sempre non ha creato problemi.
Rodi mi è sembrata bella fin dall'arrivo all'aeroporto. Paesaggio mediterraneo e profumi che salgono dalla vegetazione della macchia, che mi riporta molto il ricordo della Sardegna.
Il viaggio in macchina dall'aeroporto a Kiotari è breve, un'oretta scarsa.
Ci siamo fermati a comprare latte e biscotti, i tempi ormai si sono ristretti troppo per pensare ad una spesa seria e ad una cena a casa.
All'arrivo cerchiamo Filippos, il nostro contatto che ci accompagna a casa.
Dicono che la gente sia molto gentile qui, e così sembra infatti. Troviamo frutta fresca e un'ottima accoglienza. La casa è bella, tutti materiali naturali, pietra e legno.

Tipica abitazione rodiana, una specie di cubo con le finestre che si affaccia su uno spazio aperto. Nel nostro caso si tratta di un patio terrazzato che sovrasta un prato ben tenuto. Dei gradoni conducono ad un anfiteatro che è parte del nostro panorama privato. Abbiamo una splendida vista sul mare, e più in basso, sotto l'anfiteatro, una piscina che si rivelerà di certo utile nei prossimi giorni.
Peccato che il gradone che dal patio scende sul prato, e gli scalini dell'anfiteatro non costituscano un territorio sicuro, specie per Daniele che è ancora così goffo quando cammina. Non potremo lasciarli razzolare da soli nel giardino.
A cena proviamo una delle taverne più a portata, proprio sulla spiaggia a due minuti da casa. Lolli familiarizza con un bambino greco e Daniele non mangia niente.
E' un periodaccio, sta spuntando qualche dente, ma fortunatamente un biberon di latte è ancora una valida soluzione.
Non riesco ad uscire senza aver fatto almeno a loro un bagno, e sfiliamo dagli zaini le poche cose che servono, prima di ficcarli nella vasca insieme e poi via, a noi penseremo dopo cena.
C'è un vento che non arriva per un pelo ad essere fastidioso, ma il limite in realtà non viene mai superato se non per gli inquietanti sibili notturni dalle fessure delle finestre.
Il vento è parte del paeaggio qui, e ci rendiamo subito conto che allevia una temperatura altrimenti più alta di quella cui siamo abituati, e che ci abitua ad entrare nel cuore dell'estate.
I bambini vanno a letto intorno alle undici, e noi non molto dopo.
Da domani cominciamo ufficialmente questa avventura.

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