Per completare la scoperta dell'isola ci manca la visita a Prassonissi, l'estremmità più a sud, nota per l'istmo di sabbia che collega l'ultima propaggine di terra con l'isola principale, mitico luogo di incontro di due mari, Egeo e Mediterraneo.
Il luogo è notoriamente ventoso e a seconda delle condizioni del mare c'è sempre un lato più burrascoso. Per gli amanti del surf e delle veleè meta di almeno un giorno intero, ma per noi si presta ad una passeggiata pomeridiana, non è lontano da dove abitiamo, una ventina di km lungo la strada costiera che nella parte più a sud percorre un anello per risalire verso nord e ovest.
Dal punto più meridionale della statale, più o meno all'altezza di Kattavia, c'è la diramazione per Prassonissi, una decina di Km più giù.
Le nostre uscite pomeridiane sono belle perchè ci regalano i colori migliori durante i tragitti in macchina.
Non mi aspetto molto da Prassonissi, è un posto così fotografato che anche chi non ci è stato non fatica a includerlo nella memoria delle cose viste per osmosi, ma siamo così vicini e sembra così un must...
All'arrivo mi rendo conto di che razza di luogo particolare si tratti. A parte la suggestione della scena, sapere che il mare che vedi a sinistra porta a luoghi e culture così distanti di quello che c'è a destra, ma poi ti rendi subito conto di trovarti in una specie di zona franca senza nazionalità, uno di quei territori che potrebbe essere ovunque sul pianeta, dove la dominante in questo caso è l'atmosfera fricchettonaa che regna ta i numerosi camper parcheggiati prima della striscia di sabbia, e l'esplosione di kite-surf a dozzine che letteralmente invadono il cielo.
Protagonisti sono il vento e le onde e la possibilità che offrono agli amanti di ogni tipo di tavola, che sfrecciano ovunque in un continuo viavai di vele multicolori.
Decidiamo, dopo una sosta in cui Loli si incanta a guardare le operazioni di set-up delle varie vele dei kite surf (gli "aquiloni") di andare avanti con la macchina lungo la striscia di sabbia e raggiungere la penisola in fondo.
Prassonissi vista dall'alto delle colline laggiù dà la sensazione di volare su una carta geografica. Non posso proprio evitare di passare un pò di tempo a cercare inquadrature dello spettacolo.
Sulla via del ritorno ci viene voglia di mangiare pesce e rimandiamo a domani il barbecue previsto per questa sera.
Ci serve un consiglio perchè stavolta vorremmo cambiare taverna e ci fermiamo qualche minuto da Filippos col quale scambiamo due chiacchiere.
Ci parla bene di Primiri, che avevamo già localizzato sulla strada mentre tornavamo da Prassonissi poco fa,annunciata da un cartello che ne segnala la direzione. Ci fidiamo, e non ci spiace mai avere la scusa per un altro giro in macchina, questa poi è l'ora del tramonto, in assoluto la migliore.
Qui giù l'isola è pressochè disabitata. Nel percorrere la decina di Km che ci separa da Primiri consiedriamo che, ad eccezione di un piccolo tratto nella zona sud-occidentale, in questi giorni abbiamo percorso l'intero anello costiero.
Primiri Harbour è due case e una taverna che si affacciano su questo porticciolo nel quale stazionano a quest'ora non più di un paio di pescherecci.
Il ristorante è molto spartano, un'amplia terrazza a 10 metri dalla spiaggia, che quando arriviamo ospita poche persone che hanno tutta l'aria di essere di casa.
L'atmosfera è così tranquilla e il luogo così essenziale che vorrei buttarmi a terra e piangere per non averlo scovato prima, sarebbe stato una meta ideale anche per venire al mare di giorno.
La signora del ristorante ci porta nella cucina per farci scegliere il pesce direttamente dal frigo, e ci spiega tutto sull'offerta odierna.
Scegliamo un calamaro, un'occhiata e una fetta di pesce spada. Cucinano esclusivamente su una grande griglia e c'è un meraviglioso odore di pesce arrosto nell'aria.
Accompagnamo il pesce con la solita insalata di pomodori e feta e una profusione di olive e dopo cena i bambini ricominciano le loro corse e rincorse degli immancabili gattini.
Sono proprio contenta di questa perlustrazione in questa parte dell'isola così inabitata, sarebbe stato un peccato non includerla nel nostro strano e inaspettato itinerario.
Per domani abbiamo previsto una giornata tranquilla, di decompressione in vista del viaggio di ritorno di giovedi.
Passeremo la mattina la mare e nel pomeriggio passeggiata a Lindos per salutare gli asinelli e per qualche regalino a chi ci aspetta a casa.
Non sono rimasta affascinata da nulla di particolare dell'artigianato locale, forse è solo un pò meno esotico di quanto vado alla ricerca di solito, penso quindi che punteremo sulle solite robette naturali, saponette, spugne e un pesciolino di ceramica per la collezione di mia mamma, da appendere sulla paretedel salotto a Francavilla e farci ricordare questa bella vacanza.
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