Stanotte il vento ha raggiunto il suo culmine, sibilando come non mai.
Lolli per la prima volta si è svegliato prima di noi, buttandoci già dal letto alle 7:15. Era eccitato perchè sapeva che oggi saremmo andati a Lindos, per la promessa gita sugli asinelli.
Uuno cerca di coinvolgerli per tempo in una giornata per loro interessante e come risultato se li ritrova iperattivie fibrillanti in orari pazzeschi.
Ovviamnte anche Dani si è svegliato a tremila dietro al fratello, solo che dopo neanche mezz'ora già frignava perchè aveva di nuovo sonno.
In generale devo dire che quando si annoiano diventano parecchi noiosi a loro volta, e questo accade puntualmente al mattino quando ci servono un paio d'ore dopo il loro risveglio prima di esser tutti pronti ad uscire con un pranzo "draft" pronto per il rientro.
Oggi in particolare il pranzo è basato sugli avanzi dei giorni precedenti, anche perchè non sappiamo quanto ci tratterremo a Lindos e non è detto che non si decida poi di mangiar fuori.
La guida prometteva una cittadina svuotata dai bagnanti tutti intenti ad arrostire su qualche spiaggia ma in realtà c'è parecchia gente, specie al "parcheggio degli asinelli", tutti in fila per la gita all'acropoli.
Noi salimao in configurazione mista, Lolli sul suo asinello ed io insieme a Dani su un altro, mentre Francesco ci segue a piedi.
La passeggiata è breve, una decina di minuti e all'arrivo c'è davvero una gran folla, fa venir voglia di scappar via e ripercorrere la strada a piedi, che poi è esattamente quello che facciamo perchè il panorama è davvero splendido e fremo per fare qualche foto in tranquillità.
In realtà poi per dirla tutta non sono mai del tutto a mio agio su qualcosa che sia anche vagamente meno meccanico del mio SH.
Su in effetti ci sarebbe da visitare l'acropoli ma onestamente non ci attrae, troppa gente e lentamente ci incamminiamo sulla via del ritorno.
Vale la pena ripercorrere i vicoletti a piedi, con qualche sosta per godersi un pò d'ombra e far sgambettare Dani, altrimenti costretto sempre in braccio visto che il passeggino lo abbiamo lasciato giù alla base di partenza degli asinelli.
Quando finiamo il giro sono le 12:30 circa, potremmo cercare una taverna a Lindos o tornare a casa ma decidiamo di tentare la sorte con un pranzo fuori, scardinando per una volta la ritualità della pappa a casa con sonnellino pomeridiano.
La meta è Lardos, un villaggio a un tiro di schioppo, ma i due erano allo stremo e si addormentano all'istante in macchina, per cui approfittiamo, è il nostro momento, potremmo andare ovunque a questo punto, anche fare il periplo dell'isola due volte.
Approfittiamo quindi per arrivare un pezzetto più in là, ad Arcanghelos, che è uno dei villaggi più grandi dell'isola. La guida parla di artigianato locale: stivali di pelle confezionati su misura e tapeti tessuti a mano.
Quello che troviamo noi è un paesotto neanche troppo pittoresco e riarso dal sole delle 14:00. Svegliamo i nani che si sono abbondantemente ricaricati e cerchiamo alla svelta una taverna, che siamo fuori con tutti gli orari e la rivolta potrebbe arrivare non annunciata.
Non c'è molta scelta e comunque l'orario non ci permette di sbizzarrirci in passeggiate o di fare gli schizzinosi per cui ci infiliamo nella prima taverna che troviamo, luogo decisamente non attraente, ma abbiamo proprio fretta di ordinare.
Mi riconcilio con il posto non tanto per il cibo quanto per la deliziosa gentilezza e accortezza del proprietario. Si accorge che Daniele rifiuta ogni cibo proposto e arriva con un piattino che contiene un cetriolo tagliato a metà e glielo offre per rinfrescare le gengive.
Quanto vorrei che i bambini nascessero con un minimo in più di senso di gratitudine a volte!
Daniele cosa lo dico a fare, rifiuta senza troppa compostezza, al che provo a chiedere uno yogurt. Il signore, che deve avere almeno un paio di nipotini a quanto capisco dalle foto che comincio a notare in giro, prepara una coppa meravigliosa di yogurt con miele sovrastata da una montagna di frutta fresca a pezzettini.
Niente da fare, Dani non sente storie e ci arrendiamo aud un bibe di latte, che ogni volta mi chiedo perchè insisto tanto anzichè ammollarglielo subito.
La frutta è molto gradita da Lolli, anche lui nato con un profondo senso di gratitudine e attenzione, che lo porta a sfracassare a terra la coppa dello yogurt con gran fragore di vetro esploso.
E l'atto finale, scappiamo lasciandoci alle spalle il solito tavolo devastato e 5 euro di mancia a parziale compensazione morale.
Consci del fatto che entrambi si addormenteranno in macchina decidiamo di tuffarci in pieno in questa prima giornata fuori dagli schemi e ci dirigiamo verso la baia di Tsampika, nelle vicinanze.
Sembra molto suggestiva dalla descrizione della guida, e io sono sempre curiosa di visitare monasteri, a a Tsampika ce ne è uno in cima alla montagan che guarda sulla baia.
Abbiamo letto che quando finisce la strada carreggiabile ha inizio una scalinata, oltre 300 gradini, ma io sono determinata a costo di farla con Lolli in braccio che peraltro è da stamattina che lamenta male a un piede tanto da spingerci a dotarci di una confezione di fluorescentissimi cerottini antivescica! Colpa nostra, gli abbiamo messo le Crocks che non sono proprio il massimo per passeggiare e lo capisco tropo bene, anche io d'estate soffro di mille ferite e fastidi con le scarpe.
Lolli invece è prprio gasatissimo dall'avventura e letteralmente mi trascina su per le scale ad un ritmo per me esagerato.
E' affascinante osservare un carattere e n temperamento in questa fase nascente, viene spontaneo ravvedere le somiglianze e notare le diversità.
Lolli non sale spinto dalla curiosità di vedere cosa c'è lassù, non sa cosa è un monastero e dubito che metterebbe tanta energia per vederne uno qualora sapesse di cosa si tratti. Sale con l'impeto di chi sa di essee al centro di una sfida, la ricompensa è vaga, conta la spinta dell'avventura.
Va un pò meno bene a Fra che in effetti Dani deve prorpio portarlo in braccio, dal momento che è impossibile salire su con il passeggino.
Dani poi, sempre per il suo caratteristico senso di gratitudine, è pure recalcitrante per tutta la salita e la discesa, è in un'età in cui i bambini malsopportano le limitazioni ai loro movimenti.
Se lo si deposita a terra però è frequentissimo che voglia decidere lui la direziione da prendere, non di rado quella opposta al nostro obiettivo.
Ancora pochi mesi e anche lui entrerà nella stagione matura del moto, quella in cui camminare rappresenta il sistema più ssemplice per collegare due posti in cui sostare!
Il monastero è piccolo e dimesso, ma ci sono un paio di motivi che me lo rendono attraente: per la posizione impervia ela fresca ombrosità in cui è immerso, e perchè l'austerità e l'essenzialità mi ricordano un templio buddista. Il panorama sulla baia di Tsampika davvero è mozzafiato, sembra di volare.
Pare che questo sito religioso sia meta delle donne che portano un voto per la fertilità.
Sembra non sia raro qui a Rodi il nome Tsampiko per i maschietti e Tsampika per le femminucce.
Lolli ha acceso una candelina ma francamente immagino e mi auguro che abbia espresso desideri di altra natura...
Di ritorno dalla nostra acsesa ci fermiamo in un chiosco più in basso sulla baia per la merenda a base di gelato Cucciolone e per ricaricarci di acqua dopo la bella sudata che tutti ci siamo fatti, anche chi stava in braccio.
Siamo accaldati, sudati, impolverati e affranti ma io sono orgogliosissima dei piccoli e felice di aver potuto riconqueistare questa modalità di escursione che da sempre mi è congeniale-
I bambini meritano di certo la ricompensa di un bagno in piscina al rientro a casa, che facciamo tutti insieme mentre il sole comincia a tramontare sparendo dietro le colline alle spalle di casa nostra.
Cena a casa anche stasera. I bambin sono vispissimi e resistono alla stanchezza, non so neanche io dove trovino tante energie. Sembrano non voler concludere questa giornata, e io li capisco p forse semplicemente voglio crederlo, perchè sono elettrizzata anche io e mi sento libera come non mi sentivo da parecchio tempo, lieta di poter finalemte trascinare con me due piccoli compagni di viaggi, anzi quattro se contiamo anche pecorella e cagnolino, e già fantastico di avventure future...
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