Non mi sono mai sentita davvero americanofoba, quindi non ho nulla su cui ricredermi in questi giorni in cui familiarizzo un po' con usi e costumi della gente del luogo.
Una certa forma di pregiudizio strisciante però c'è, una supponenza fisiologicamente europea che guarda al Nuovo Mondo con la sufficienza di chi ha una vera Storia-di-Veri-Millenni alle spalle, cui si sovrappone una diffidenza di natura geo-politica, il neoimperialismo, le politiche sociali, la pena di morte bla bla.
La verità è che io non ci credo che siano cattivi gli americani, non ci ho mai creduto e ora voglio capire come vivono, come accolgono noi stranieri, quali sono i loro modelli, le loro regole nella quotidianità. Piuttosto ambizioso pensare di farlo in 20 giorni gironzolando da turista, ma resto permeabile ad ogni segnale.
A cena l'altra sera abbiamo aspettato parecchio per essere serviti, cosa insolita. Ne ero certa, me lo aspettavo, che al momento del conto, scusandosi, ci applicassero unoo sconto per rimediare all'inefficienza. Riconosco in questo un'impronta che va ben oltre le finalità e le accortezze commerciali del rapporto gestore-cliente. Qui il rispetto, l'onore, il senso di responsabilità sembrano davvero una modalità attraverso cui vene espressa un'etica. Mi dico che in Italia sarebbe stato ben difficile anche solo ottenere delle scuse. E' un po' come quando ti chiedono alla dogana di firmare il modulo in cui giuri di non essere terrorista. Noi ridiamo, ma per loro quella firma ha un significato.
Con i bambini hanno molte accortezze, altro fatto per niente scontato alle nostre longitudini. Ogni singolo ristorante in cui siamo entrati offre un menù bambini a prezzo ridottissimo, e spesso vengono portati a tavola pastelli a cera e fogli per colorare.
In generale il popolo californiano è solare e gentile, non nega mai nessuna forma di aiuto in caso di necessità, anche non richiesto. E' possibile che qualcuno si fermi per darti indicazioni se solo ti vede un po' smarrito con una mappa in mano per strada.
Noi di mappe ne abbiamo, abbiamo un intero atlante di mappe, peccato che Fra sia entrato in una modalità autistica in cui parla (discute) solo con il suo GPS, e questo è un vero peccato, ricordo che nell'era pre Ovi Maps aveva un ottimo senso dell'orientamento quel ragazzo lì.
Sugli americani, beh per ora non ho nessuna conclusione arguta o profonda. Lascio qui queste prime impressioni e aspetto di capire se il numero della mia carta di credito che ho dato a Steve, il mio sollecito soccorritore alla reception di un Best Western a Santa Cruz in cui cercavo asilo, e che a detta sua gli serviva per fermare una stanza a prezzo scontatissimo in un altro motel (da lui non c'era posto), verrà utilizzato per svuotarmi il conto (la stanza all'altro albergo comunque esisteva veramente, e al prezzo scontatissimo che mi ha promesso lui).
venerdì 20 agosto 2010
Americani
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