venerdì 27 agosto 2010

Buonanotte signor Orso!

La Lonely Planet dispensa degli illuminati consigli per rendere più tollerabile l'aumento di quota, tipo avanzare di mille metri e fermarsi tre giorni. Grandi saggi i culosissimi scrittori della Lonely, praticamente tutti hanno tanto tempo da spendere per passare dal Pacifico al Tioga passa, 9 giorni, e che sarà mai?
Il fatto è che la prima sera a Mammoth me ne sono accorta che c'era qualcosa di strano e rarefatto, e poi la mattina ho aperto il tubetto della crema al Muschio Bianco ed era in pressione, e avevo l'affanno anche mentre parlavo. A parte noi grandi, quello che ha accusato di più è stato Daniele, che è rimasto tra l'irascibile e l'uggioso tutta la mattina, ma poi le cose si sono sistemate e anche i tubetti di crema hanno ricominciato a comportarsi bene.
I problemi di quota non ci hanno impedito di esplorare le bellezze del luogo. La cittadina è niente di che, e come potrebbe essere altrimenti, siamo negli States, in più è parecchio turistica, la tipica località di villeggiatura montana, ma con delle vere chicche paesaggistiche nei dintorni.
Da quanto capisco l'abbondanza di deliziosi laghetti montani dalle acque cristalline sono un paradiso per i pescatori di trote, e sembra che proprio in questi dintorni sia stata una volta pescata la trota più grande del mondo per cui ora sono tutti in fissa e li vedi svaccati su poltrone pieghevoli da regista con la loro bella canna quali che siano le condizioni meteo, o che si inoltrano con piccoli gommoncini al largo, o che si impigliano sui greti di qualsiasi corso d'acqua, anche quello in fondo alla caldera dell'ex vulcano tutto circondato di cartelli di avviso con anatemi su presunti geyser che potrebbero spuntare da un momento all'altro.
Altre attività per cui tutti vanno matti sono l'hiking e biking, e in questo paese c'è una profusione di percorsi per passeggiate di ogni tipo in ogni dove, io che pensavo il trekking fosse roba per gente molto in forma mi ritrovo ad affrontare percorsi deliziosi e fattibilissimi. Non portiamo mai il passeggino perchè sarebbe un'agonia di “porto-io, salgo-io” etc, quindi capita che su un miglio o poco più ci si debba caricare l'uno o l'altro in collo ([c]appello Lele, dice il secondogenito), ma è comunque più di quanto immaginavo saremmo riusciti a fare.
In particolare da Mammoth, si può salire in macchina fino alla base degli impianti sciistici (e prendendo quindi ulteriore quota rispetto a quella del villaggio). Qui in estate è obbligatorio parcheggiare, la misura si è resa necessaria per limitare il traffico per le solite ragioni ecologiche e perchè un tratto della bellissima strada che scende verso la valle sottostante è molto stretto. C'è una navetta che fa su e giù e lascia i montanari nei punti di inizio dei vari percorsi, e noi scegliamo di scendere alla fine, dove c'è il Visitor Center e la base dei Rangers, dove tra le altre cose distribuiscono libri colorati per i bambini, che insegnano le basi della vita in montagna e delle cose del luogo, per diventare piccoli Rangers.
Da qui parte una passeggiata di quelle carine e brevi in mezzo alla vera natura, e alla fine di questo percorso ci sono queste colonne a base esagonale molto caratteristiche. Si tratta di roba di origine vulcanica che si è raffreddata così, sarebbe bello poter dare maggiori spiegazioni attingendo a qualcuno dei miei vari esami di geologia ma non mi ricordo una mazza, tutto quello che posso dire l'ho letto sulla targa esplicativa, e cioè che pare l'esagono sia la forma più stabile in Natura, perchè le api altrimenti costruirebbero le celle degli alveari così?
Rinunciamo invece a scendere verso le Raimbow Falls a partire da Red Meadows (il punto di inizio del percorso, una delle fermate della navetta) perchè il sentiero è al di sopra delle nostre possibilità a questo giro, circa 3 miglia che si inoltrano parecchio a fondo in una valle molto calda, insomma sarà per la prossima volta, abbiamo bisogno di compagni di viaggio più collaborativi e autocamminanti per un'impresa del genere. Peccato perchè dovevano essere molto belle queste cascate, in certi orari della giornata le gocce d'acqua attraversate dalla luce del sole riflettono i colori dell'arcobaleno.
Altra cosa molto bella nei dintorni di Mammoth è il sito geologico di Devils Postpile, la famosa caldera di cui sopra, dove affiorano delle sorgenti termali che viste dall'alto, ossia dal punto in cui si lascia la macchina e inizia il percorso a piedi, sono meravigliose, tutte fumanti color smeraldo e turchese, al di là di un sinuoso fiume celeste e blu.
Un tempo si poteva attraversare il fiume e fare il bagno, ma da qualche mese l'attività geotermica nel sito è aumentata, i geyser e via dicendo, per cui gran parte della zona prossima al fiume è stata recintata e non si possono più raggiungere le acque fumanti. Ma tanto c'era un vento frizzantino quando siamo scesi noi, e aria di tempesta e un'atmosfera da eruzione imminente che non invitava troppo ad avvicinarsi.
A proposito di punti di raccolta nelle prossimità dei percorsi di trekking, rilevo che ovunque tali aree sono attrezzate con parcheggi - inclusi rigorosamente quelle per i disabili, fosse anche, come spesso è, una landa desolata nel nulla più cosmico - bagni veri o semplici “latrine” direttamente in fossa e tavoli da pick nick.
I pick nick hanno davvero salvato la nostra vita e il nostro valore di colesterolo in questi giorni.
A parte l'eccitata atmosfera festante da famiglia nel Montana ogni volta che smontiamo buste e pacchetti alla ricerca di affettati e salsine, è stato davvero un bel modo per vivere a contatto con la natura e per sfuggire ai tentacolari fast food, dove è praticamente e per definizione impossibile ordinare qualcosa che non avverta come intossicante.
Non lo avrei mai detto ma non siamo praticamente mai entrati in un Mc Donald's in tutti questi giorni, e la sola volta che vi abbiamo trascorso un paio d'ore pomeridiane è stato per tutt'altra ragione, e ho ordinato solo un caffè, che tanto quello è universalmente una merda in queste longitudini.
Tra i laghi notevoli nei dintorni di Mammoth segnalo invece il Convict Lake, che abbiamo vissuto poco in quanto fulcro di una specie di tempesta di vento quando ci siamo arrivati, ma che è davvero bello, con un sentiero nei dintorni per passeggiare, tutto racchiuso dalle montagne circostanti e con tinte azzurre, blu e turchesi. Lì vicino c'è un resort che è la cosa che più si avvicina alla mia idea di ristorantino sul lago, anche se proprio sul lago non è (sarebbe stato tropo edonistico qui in America pretendere la vista-lago), ma dove perlomeno sono riuscita a prendere un caffè seduta su un tavolino in mezzo a un prato.
E stasera è successa una cosa di quelle che non si scordano. Ho fatto tardi scrivendo qualcuna di queste pagine, tutti in stanza dormivano sonoramente e sono uscita sul terrazzino di legno della nostra stanza a fumare una sigaretta prima di dormire. Il terrazzo è sul piano strada, una strada che sale su una colllina. Vedo un'ombra salire su, e mi dico “quale anima umana gira ancora a quest'ora in questo posto sperduto tra i monti?”
Nessuna anima umana, era un vero e proprio esemplare di orso bruno americano, seguito da un cucciolo, uguale identico ma in scala ridotta. Due ombre felpate che camminavano nella notte silenziosa. Ho svegliato Francesco perchè volevo qualcuno con cui condividere questa bella immagine. Dormiva profondamente ma l'ha presa bene.
E' piuttosto comune che gli orsi si allontanino dai boschi in cerca di cibo nei villaggi e nei campground, ragion per cui ogni secchio della spazzatura più o meno in ogni luogo in cui siamo stati è provvisto di chiusure anti-orso che impediscano loro di ravanare in cerca di cibo, e ci sono contenitori per cibo a prova di orso in ogni area di campeggio, dove i visitatori sono invitati a riporre le provviste. Ovunque ci sono decaloghi per evitare che gli orsi prendano di mira le automobili in circa di cibo (principalmente non lasciare nulla che evochi cibo in mostra). Sono animali onnivori, food-processing-machines ha detto il gestore del nostro albergo quando glielo abbiamo raccontato.
Non è comunque banale avvistarne in città, e quindi ci sentiamo un po' scelti dalla fortuna (soprattutto perchè eravamo al sicuro e LORO – gli orsi – non avevano visto NOI!)
E qui mi sento di voler lasciare questo pezzo magistrale di Battista, perchè sul finale contiene gli stessi suggerimenti scritti negli highlights della Lonely su come comportarsi in caso di avvistamento di orso. Avevo le lacrime mentre lo leggevo in macchina!
http://www.youtube.com/watch?v=xy4mnHEzpfM 
Buonanotte signor orso!

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